Contro il genocidio e la guerra imperialista

Dichiarazione finale del XXVIII Seminario Internazionale Problemi della Rivoluzione in America Latina

Contro il genocidio e la guerra imperialista

A poco più di trent’anni dalla fine della cosiddetta Guerra Fredda, il mondo vive il momento più conflittuale, a causa dell’acutizzarsi delle contraddizioni tra le potenze imperialiste, che alimentano anche il pericolo dello scoppio di una nuova conflagrazione mondiale. La gravità dello scenario attuale è dovuta alla profondità e all’ampiezza dei problemi che si presentano, alle forze e ai fattori che agiscono sulla scena mondiale e alle gravi implicazioni che i problemi attuali possono portare in futuro. Ma, allo stesso tempo, è un periodo in cui aumenta la lotta e la ribellione dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei contadini, dei popoli indigeni, che affrontano i piani antipopolari dei governi, rivendicano diritti e condannano la politiche autoritarie e guerrafondaie.

Viviamo in un periodo in cui si esacerbano le contraddizioni fondamentali dell’epoca, cioè: le contraddizioni che fanno scontrare fra di loro i diversi paesi imperialisti; quelle che contrappongono le classi dominanti alle classi dominate; quelle che sorgono tra i paesi oppressori e i popoli e le nazioni oppresse.

Le dispute interimperialiste si esprimono in tutto il pianeta e i paesi dipendenti ne sono le principali vittime. Per controllare i mercati e le zone di influenza, le potenze imperialiste rafforzano i blocchi esistenti, ne creano altri, producono nuovi raggruppamenti secondo gli interessi particolari di coloro che li compongono.

Nel corso dell’intensificarsi della lotta tra paesi e potenze imperialisti, che si verificano a causa della protezione o dell’espansione del controllo dei mercati e delle zone di influenza, sono i popoli a pagare le conseguenze più gravi.

Il genocidio di cui è vittima il popolo palestinese ne è un esempio lacerante. In nome della lotta contro una presunta azione terroristica, il sionismo israeliano e l’imperialismo statunitense cercano di affermare le loro posizioni in un’area – il Medio Oriente – di enorme valore strategico per la sua posizione geografica e l’enorme ricchezza contenuta nel suo sottosuolo. Ecco perché le loro minacce e i loro cannoni puntano anche verso altri paesi della regione. Le decine di migliaia di vite umane mietute a Gaza dalle truppe sioniste del sanguinario Netanyahu, le centinaia di migliaia di feriti e di espulsi dal loro territorio valgono ben poco nel calcolo dei benefici economici e materiali miliardari che comporta per loro il dominio sulla regione.

Il fascista Netanyahu e l’imperialismo statunitense devono rispondere del genocidio commesso a Gaza, così come ne devono rispondere i governi dei paesi dell’Unione Europea, il Canada, l’Australia, il Regno Unito e tutti coloro che si sono opposti e si oppongono alla cessazione immediata dell’occupazione criminale, il che equivale a dare il via libera alla continuazione del massacro in Palestina. Anche gli Stati che intrattengono rapporti commerciali con Israele sono complici. I popoli del mondo alzano la voce per condannare il genocidio di Gaza, chiedono che si ponga fine immediatamente all’intervento militare e che l’esercito israeliano lasci il territorio palestinese! Netanyahu è un criminale, deve finire in galere! Il popolo palestinese ha diritto all’autodeterminazione, ad avere un proprio Stato! Chiediamo ai lavoratori, ai giovani e alle donne di sostenere ed espandere la solidarietà con il popolo palestinese!

Attualmente sono in corso più di cinquanta conflitti armati in diverse parti del pianeta. Dietro questi, sono in gioco interessi stranieri, alimentati da cricche che rispondono ai disegni dei paesi e delle potenze imperialiste.

Di tutte le guerre locali, quella che ha attirato maggiormente l’attenzione per le sue implicazioni geo-strategiche, per gli attori coinvolti, è la guerra che avviene in Ucraina, dove l’invasione russa dura già da più di due anni. Qui sono in gioco da un lato gli interessi a medio e lungo termine dell’imperialismo russo e dall’altro gli interessi dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati della NATO e dell’Unione europea. In questa lotta interimperialista, il popolo e la gioventù ucraina sono le principali vittime e noi esprimiamo loro la nostra solidarietà.

I popoli non vogliono guerre di aggressione, né conflitti armati in cui si risolvono gli interessi dei gruppi monopolistici e degli stati capitalisti-imperialisti. I lavoratori, i giovani e i popoli condannano queste guerre, cercano la pace, una soluzione pacifica a questo tipo di conflitti. Chiediamo il cessate il fuoco in Ucraina, il ritiro delle truppe russe e ogni tipo di intervento da parte degli Stati Uniti e della NATO!

Un altro punto caldo, dove potrebbero verificarsi conseguenze gravi, è l’area del Mar Cinese meridionale (attraverso il quale passa il 60% del commercio mondiale) e il Sud-Est asiatico. Non ci sono solo problemi tra Cina e Taiwan, esiste anche la disputa tra l’imperialismo yankee, l’imperialismo giapponese e l’imperialismo cinese per il controllo della regione.

In altre regioni del pianeta ci sono popoli che spingono per guerre giuste, lotte di liberazione, azioni che cercano di porre fine alla dominazione e all’oppressione coloniale e imperialista. Le lotte del popolo Saharawi, del popolo yemenita, del popolo portoricano, del popolo curdo e dello stesso popolo palestinese ne sono un esempio. Siamo insieme a tutti i popoli che lottano per il diritto all’autodeterminazione, per la loro indipendenza, per l’emancipazione nazionale!

Nel mondo di oggi, la fonte delle guerre di aggressione è il capitalismo imperialista: finché esisterà questi conflitti e il pericolo di una guerra generalizzata persisteranno. Per raggiungere la pace dobbiamo porre fine alle cause che generano la violenza reazionaria, dobbiamo porre fine al regime di sfruttamento e di oppressione in cui viviamo, dobbiamo portare alla vittoria il trionfo della rivoluzione operaia e popolare in ciascuno dei nostri paesi per costruire una nuova civiltà. Questa civiltà è quella degli operai e dei contadini al potere, quella del potere popolare, quella del socialismo e del comunismo.

XXVIII Seminario Internazionale Problemi della Rivoluzione in America Latina

Quito, 3 agosto 2024

Partito Comunista Rivoluzionario – Argentina

Partito del Lavoro e del Popolo – Argentina

Partito Comunista Rivoluzionario – Brasile

Unità Popolare del Brasile

Partito Comunista di Colombia (marxista-leninista)

Movimento per la Costituente Popolare – Colombia

Gioventù Democratica Popolare – Colombia

Partito Comunista Marxista-Leninista dell’Ecuador

Gioventù Rivoluzionaria dell’Ecuador

Unità  Popolare – Ecuador

Unione Generale dei Lavoratori dell’Ecuador

Fronte Popolare – Ecuador

Donne per il Cambiamento – Ecuador

Federazione degli Studenti Universitari dell’Ecuador

Federazione degli Studenti Secondari dell’Ecuador

Unione Nazionale degli Insegnanti

Confederazione Unitaria dei Quartieri popolari dell’Ecuador

Associazione Ecuadoregna di Amicizia con il Popolo Saharawi

Centro di Documentazione in Diritti Umani “Segundo Montes Mozo S.J.”

Edizioni Stella Rossa – USA

Partito Comunista del Messico (marxista-leninista)

Fronte Popolare Rivoluzionario – Messico

Coordinamento del Movimento Ampio Popolare – Messico

Partidto Comunista Peruviano Marxista Leninista

Lavoratori e Studenti Comunisti per il Cambiamento Sociale – Porto Rico

Partito Comunista del Lavoro della Repubblica Dominicana

Fronte Ampio della Repubblica Dominicana

Partito Comunista Marxista Leninista di Turchia e Kurdistan

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