Demagogia sociale fascista

La vittoria elettorale di AfD in Sassonia ci riguarda direttamente, non fosse altro perché il suo omologo italiano, il partito di Vannacci, è nei sondaggi la quarta forza politica, mentre le azioni squadristiche si susseguono impunite.

I fascisti “identitari e sovranisti”  raccolgono consensi fra settori proletari e popolari, arretrati e incoscienti, risentiti verso i partiti tradizionali, attraverso una sfrenata e velenosa demagogia sociale.

Dicono di voler difendere la pace ma sono per il riarmo e l’espansione dell’industria bellica, le spese militari e la coscrizione obbligatoria (fra i loro esponenti ci sono militari di alto grado). Se  affermano di voler ritirare le missioni all’estero è solo per rafforzare la repressione e la militarizzazione sul fronte interno.  Dicono di essere a favore dei lavoratori e sostengono politiche economiche e fiscali a favore degli sfruttatori, dei ricchi e dei gruppi di borghesi dai quali provengono. Dicono di volere una soluzione a “due Stati” in Palestina, ma ne sostengono uno solo: Israele e il genocidio che perpetra. Dicono di essere democratici, ma si rifiutano di dichiararsi antifascisti, usano una retorica tipica del fascismo e del nazismo, ammirano Mussolini e Hitler. Dicono di non essere razzisti, ma vogliono la deportazione in massa degli immigrati. Dicono di voler difendere la dignità delle donne e ne attaccano sistematicamente i diritti riproduttivi, così come quelli delle minoranze sociali.

I partiti “identitari e sovranisti” sono partiti delle classi dirigenti, nati all’interno delle alte sfere economiche, politiche, intellettuali e militari.  Sono partiti neoliberisti e antioperai, seguono programmi che soddisfano le esigenze del grande capitale, per massimizzare i profitti.

Sono altresì appoggiati dall’imperialismo statunitense e da quello russo entrambi strategicamente interessati a indebolire l’Unione Europea, in quanto concorrente monopolista.

Occorre smascherare, denunciare e combattere i partiti della guerra, del militarismo e del riarmo, la loro politica concreta, chi li appoggia e li finanzia, chi apre loro le porte.

L’enorme potenziale che il movimento antifascista è in grado di mobilitare può ostacolare e sconfiggere questi partiti di estrema destra e fascisti una volta che si sarà liberato dai vincoli dei partiti borghesi, realizzando una politica di ampio fronte popolare.

Per farlo bisogna collegare la lotta antifascista alla lotta per migliori condizioni di lavoro e di vita, per le libertà democratiche e contro la guerra. Oggi, non domani!

Da Scintilla n. 162, settembre 2026

 

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