Elezioni in Turchia, EMEP: Nulla è finito, intensificheremo la lotta per il lavoro, il pane e la libertà
Presentiamo di seguito un articolo apparso su “Evrensel Daily”, che riporta il comunicato diffuso dal Partito del Lavoro (EMEP) di Turchia subito dopo il secondo turno delle elezioni presidenziali.
A livello internazionale la vittoria di Erdogan – un servo dei monopoli turchi e stranieri, un nazionalista nemico dei popoli che vuole instaurare una dittatura fascista in Turchia – è stata salutata dai settori più reazionari della borghesia.
Al coro si sono aggiunti i leader sudamericani, come Lula, Morales, Maduro che in nome della costruzione del “multipolarismo” vedono in Erdogan niente meno che un nemico dell’imperialismo nordamericano, un amico dei popoli che ha trionfato in una “festa per la democrazia”!
La miseria della socialdemocrazia e del revisionismo giunge al punto di accreditare come patriota, democratico ed antimperialista un feroce rappresentante del grande capitale, un nemico giurato della classe operaia e dei popoli di Turchia, e del mondo, un collaboratore dell’imperialismo USA e internazionale, che approfitta per propri interessi delle contraddizioni fra le grandi potenze.
Ciò è una dimostrazione ulteriore del fatto che la lotta della classe operaia e dei popoli non deve appoggiarsi su un imperialismo per combatterne un altro, ma essere guidata politicamente e ideologicamente con una piena indipendenza rivoluzionaria e di classe.
Recep Tayyip Erdoğan è stato rieletto al secondo turno delle elezioni presidenziali con circa il 52% dei voti, secondo i risultati non ufficiali del Consiglio Supremo Elettorale (YSK).
Il candidato dell’opposizione, Kemal Kilicdaroglu, si è fermato attorno al 48%.
Nella sua dichiarazione sui risultati elettorali, il Partito del Lavoro (EMEP) ha sottolineato che nella campagna elettorale il blocco al potere ha utilizzato strutture e risorse statali e ha impedito le attività di propaganda dell’opposizione.
Ricordando la modifica della legge elettorale nel 2022 per assicurare il risultato più favorevole al blocco al potere, EMEP ha affermato che Erdoğan ha vinto di poco le elezioni con pratiche fraudolente, ingiuste e tiranniche, attraverso la propaganda nera mostrando video montati alle sue manifestazioni, facendo accuse prive di fondamento e dichiarando i suoi avversari “terroristi”.
Affermando che il modo per abbattere il regime autocratico non è solo attraverso le urne elettorali, ma attraverso scioperi, lotte nei quartieri popolari, nei campus, proteste delle donne, difesa dei diritti, ecc., EMEP ha dichiarato: “I risultati delle elezioni non sono la fine. La politica del governo continua ininterrottamente a costruire un regime reazionario e fascista, così come prosegue ininterrottamente la lotta contro di esso”.
UN PERIODO IN CUI SI INTENSIFICERÀ L’OPPRESSIONE SUI LAVORATORI
Nella sua dichiarazione, EMEP ha affermato: “La Turchia sta affrontando un grave blocco economico dovuto sia alle caratteristiche strutturali del sistema, sia alle politiche messe in atto dal regime autocratico. Su lavoratori e braccianti, che ora dovranno affrontare inevitabilmente oneri posticipati grazie ad aiuti parziali, mazzette e ‘trattative’ nel contesto dell’economia elettorale, sarà scaricato ancora una volta l’intero conto. Sappiamo dal periodo pre-elettorale come si è cercato di prevenire con pressioni e obiezioni eventuali rivendicazioni di diritti, scioperi, proteste, resistenze etc. Il prossimo periodo sarà un periodo in cui si moltiplicheranno le pressioni sui lavoratori, le cui aspettative aumenteranno per guadagnarsi da vivere, per mantenere la vita quotidiana e persino per sopravvivere, perché ora al governo non resta altra via.”
MOBILITAZIONE DI PROPAGANDA
“Erdoğan e il suo partito hanno vinto le elezioni non solo con tangenti elettorali, ma anche con una massiccia mobilitazione propagandistica. Un grande esercito di media, la direzione della comunicazione e altri apparati segreti come la banda Pelikan sono stati mobilitati per ‘creare percezione’ con la retorica che la cattiva tendenza passerà e la prosperità arriverà con la crescita dell’economia del paese.” Non possiamo cambiare questa situazione attuale aspettando altre tornate elettorali. La via d’uscita è che lavoratori e lavoratrici si uniscano e combattano per le loro rivendicazioni economiche e politiche. Non c’è altra opzione efficace”.
DALLO SCIOPERO, AL QUARTIERE, AL CAMPUS…
“Il modo per farla finita col regime autocratico non è solo attraverso le urne elettorali, ma attraverso lotte come scioperi, nei quartieri popolari, nei campus, le azioni delle donne, la difesa dei diritti, ecc. La regressione e la sconfitta del regime dell’uomo-solo è possibile con il potere unito delle masse sfruttate e oppresse. “Un altro risultato delle elezioni è che la principale opposizione, che da anni spinge il popolo ad attendere le urne, ha svelato l’impotenza del suo metodo abituale. A causa di discorsi e propaganda che ricordano le immagini di sparatorie e inseguimenti per le strade quando si tratta delle lotta, i diritti reali e la lotta di classe dei lavoratori sono stati equiparati agli stessi.”
VINCEREMO INSIEME
“I risultati elettorali non sono la fine. La lotta contro le politiche del governo, che continua ininterrottamente a costruire un regime reazionario, fascista, proseguirà ininterrottamente. Cambieremo questo ordinamento facendo crescere la lotta per il lavoro, il pane e la libertà. Vinceremo insieme; i lavoratori vinceranno, i popoli vinceranno”.
NdR: Il Partito del Lavoro (EMEP) ha ottenuto due deputati nel parlamento turco, eletti nella Alleanza del Lavoro e della Libertà che ha partecipato alle elezioni attraverso la lista del Partito Verde e di Sinistra.
Nel parlamento turco i due deputati sono stati registrati a nome del Partito del Lavoro (EMEP).
Da Scintilla n. 135, giugno 2023
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