Ennesimo omicidio sul lavoro in Toscana

Ieri mattina, 4 giugno, in un’azienda metalmeccanica a Rosignano (LI), ha perso la vita Faouzi Marweni, operaio tunisino trentaquattrenne.

Faouzi stava effettuando un sopralluogo per la rimozione della copertura in eternit del capannone, quando il tetto è crollato, facendolo precipitare.

È il secondo incidente mortale sul lavoro avvenuto in Toscana nell’arco di una settimana.

Il 27 maggio in un’azienda lucchese aveva perso la vita Giacomo Pucci, un altro giovane operaio rimasto ucciso da una pressa.

Il 2 giugno, festa della Repubblica borghese, un operaio di 50 anni è rimasto ferito ella raffineria Eni di Stagno. Gli RLS non sono stati neanche informati.

Siamo indignati dal sangue che il proletariato versa ogni giorno a causa di un sistema che mette il profitto davanti alla sicurezza e alla salute dei produttori di tutta la ricchezza sociale.

Quattro vittime al giorno fra infortuni sul lavoro e in itinere: questo il prezzo che la nostra classe paga alla maledetta legge del profitto, mentre padroni e istituzioni borghesi, invece di attuare serie misure preventive, versano insopportabili lacrime di coccodrillo.

Esprimiamo la nostra vicinanza e le nostre sentite condoglianze alle famiglie, agli amici e ai colleghi dei due giovani operai morti sul lavoro e auguri di pronta guarigione all’operaio ferito.

Non possiamo esimerci dal denunciare i vari decreti che il governo Meloni ha emanato a favore di Confindustria e dei capitalisti, come quelli che hanno fatto dilagare appalti e subappalti.

Decreti che hanno minato ulteriormente la sicurezza dei lavoratori, degli operai e dei proletari sfruttati, troppo spesso precari e per questo ricattabili a scapito della propria incolumità.

Questo governo dei padroni dopo essersi rifiutato di introdurre il reato di omicidio sul lavoro ora vuole introdurre uno scudo penale per i vertici aziendali.

Bisogna fermare la mano assassina del capitalismo con l’unità, la lotta e l’organizzazione!

L’elemento decisivo per difendere la salute e la sicurezza degli operai è l’iniziativa dl basso dei lavoratori, la partecipazione in prima persona, l’unità d’azione, lo sciopero immediato, senza limitarsi o adagiarsi sulle scarse e poco incisive iniziative della burocrazia sindacale.

Di lavoro non si deve morire. Quello che deve morire è il sistema capitalista, affinché vivano i lavoratori.

5 giugno 2026

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

Comitati Livorno-Versilia

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