Francia: I giovani hanno ragione a ribellarsi

Comunicato del Partito Comunista degli Operai di Francia (PCOF), pubblicato il 3 ottobre 2026.

I giovani hanno ragione di ribellarsi: il 6 ottobre, al loro fianco, contro la repressione, per il soddisfacimento delle loro rivendicazioni.

Il movimento degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori ha preso slancio nel giro di pochi giorni, con oltre 500 scuole occupate, manifestazioni quotidiane e una violenta repressione da parte della polizia. Si contano oltre 500 arresti e fermi di polizia, oltre a numerosi giovani feriti, alcuni dei quali in modo molto grave.

Fin dall’inizio, docenti e personale amministrativo si sono mobilitati a sostegno degli studenti delle scuole superiori, per proteggerli e aiutarli a organizzarsi e ad esprimere le proprie rivendicazioni. La brutalità della repressione poliziesca, il silenzio sprezzante delle autorità e la determinazione e l’energia dei giovani hanno rafforzato il movimento tra i docenti, i quali sottolineano la coincidenza delle rivendicazioni, incentrate sulla cronica carenza di risorse, destinata ad aggravarsi ulteriormente a causa dei tagli al bilancio. Da allora, si sta delineando un movimento anche nelle università, dove gli studenti si trovano ad affrontare le stesse difficoltà.

Dopo il successo delle manifestazioni intersindacali del 29 settembre, alle quali hanno partecipato in gran numero i giovani, come testimoniano i resoconti pubblicati sul nostro sito, le mobilitazioni degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori del 1° ottobre hanno ulteriormente aumentato il numero di istituti in lotta e occupati, mentre la repressione poliziesca si è inasprita notevolmente.

Sebbene il ministro dell’Istruzione nazionale abbia affermato che le rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori fossero in gran parte «legittime», i ministri della Giustizia (Darmanin) e dell’Interno (Nunez) continuano a ribadire senza sosta la condanna dei «facinorosi» e le minacce di sanzioni nei confronti dei giovani e dei genitori.

In questo contesto, l’appello a una grande mobilitazione il 6 ottobre diventa un appuntamento importante per i giovani e per il movimento sindacale.

Dobbiamo fare in modo che sia un successo.

Le organizzazioni studentesche delle scuole superiori hanno preso contatto con le confederazioni sindacali, in particolare con la CGT.

È ormai evidente la legittimità delle rivendicazioni dei giovani: sono molto concrete e riguardano le condizioni di studio degli studenti, le classi sovraffollate, il degrado degli edifici scolastici, la carenza di insegnanti, gli orari scolastici eccessivamente lunghi e le disuguaglianze sempre più marcate che questa situazione comporta per i giovani provenienti dai ceti popolari. Le richieste del personale scolastico si ricollegano a tutte queste questioni.

L’impegno del movimento sindacale viene ribadito, sia a sostegno delle rivendicazioni dei giovani sia per proteggere il movimento dalla repressione poliziesca.

Questi due punti costituiscono una base importante per coinvolgere maggiormente il movimento sindacale nel sostegno alla mobilitazione.

Bisogna impegnarsi su tutti i fronti.

 

 

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