Gentrificazione e turistificazione per ricchi
Corrispondenza
Cari compagni, ho letto la corrispondenza da Venezia a proposito del matrimonio del capitalista Bezos (con la ex giornalista Lauren Sanchez) e ho ritenuto la faccenda fornisse ampi margini di riflessione e di sviluppo su più fronti e tematiche.
Se chiaramente salta all’occhio il matrimonio di uno degli uomini più ricchi del pianeta, simbolo dello sfruttamento più feroce, della corso al profitto e dell’arricchimento senza limiti, a fronte di un misero 3% di tasse, quello che emerge da questa vicenda è anche la deriva sregolata e fuori controllo dei processi di gentrificazione e turistificazione dei centri storici.
Questo fenomeno in forte risalto negli ultimi decenni, colpisce le varie città d’arte mete turistiche, e Venezia non ne è esclusa, ma anzi ne risulta tristemente uno degli esempi di spicco.
Già da tempo i diritti della cittadinanza riguardo la vivibilità cittadina, il caro affitti, il costo dei viveri, l’inquinamento ambientale, ecc., sono stati messi in secondo piano rispetto ai maxi profitti di hotel di lusso (di proprietà spesso di multinazionali estere, come nel caso di Venezia), di ristoranti stellati, o di bed & breakfast che hanno colonizzato i centri storici espellendo i residenti meno abbienti, costretti a trasferirsi nella provincia e nella periferia, come in molte città in Italia.
Ma adesso a Venezia abbiamo visto all’opera un’ulteriore perversa degenerazione, con gli spazi pubblici della città che vengono bloccati e presidiati dalle forze dell’ordine, con l’accesso vietato agli stessi residenti, per consentire lo svolgimento di un evento privato, la cui partecipazione è riservata ai soli invitati. Con interi sestrieri bloccati per ore e con il porto della laguna riempito di yacht e il cielo oscurato da centinaia di jet. Vi è chi è stato privato perfino del diritto di rientrare a casa!
Bezos ha rilasciato una mancetta di 3 milioni di euro (per garantire la sua sicurezza per mezzo delle forze dell’ordine che sono state impiegate come “servizio d’ordine privato” sono stati spesi ben 5 milioni di euro di soldi pubblici). Questi soldi sono stati devoluti a tre enti privati: consorzio scientifico Corila, che propone e coordina, anche a livello internazionale, le ricerche sulla laguna, l’Ufficio veneziano dell’Unesco e la Venice International University. Come ha segnalato il servizio di “Report” rispettivamente uno si occupa delle città balcaniche e l’altra è meta privilegiata di studenti americani e israeliani.
La questura di Venezia ha represso duramente gli attivisti che il 27 giugno hanno inscenato una protesta pacifica in piazza San Marco con striscione e cartelli. I manifestanti sono stati sgomberati con la forza e sono state notificate 43 denunce per manifestazione non autorizzata 18 daspo urbani e 18 multe per svariate migliaia di euro.
Come accennato, i guadagni per la popolazione a fronte dei disagi subiti sono stati pressochè nulli, mentre il governo, il governatore Zaia e il sindaco Brugnaro straparlano di incassi, visibilità internazionale e filantropia dei miliardari, e rinfocolano un classista attacco al “turismo mordi e fuggi dei poveracci col panino“.
Il messaggio delle istituzioni, in una città dove è stato instaurato un contributo di accesso di 10 euro per lucrare sul turismo di massa, è esplicito: sono benvenuti solo i padroni e i ricchi.
Email firmata, luglio 2025
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