Giustizia per Fakir! Castigo per i suoi assassini!

Il brutale assassinio di Abderrahim Fakir, avvenuto durante un intervento della polizia con modalità simili a quelle perpetrate dalla milizia trumpiana ICE, ha suscitato sdegno tra i lavoratori, le forze democratiche e antifasciste di tutta Italia.

La morte di Fakir si inserisce in un clima caratterizzato da politiche e misure razziste, securitarie e militariste, soppressione delle libertà democratiche e violenze contro i migranti e i lavoratori in sciopero, pestaggi di manifestanti e “scudo penale” per chi li commette.

Le forze di destra e fasciste si rincorrono sul piano della cosiddetta sicurezza, invocando una giustizia “fai da te”. Chiedono spudoratamente l’immunità per chi usa armi da fuoco al di fuori della legittima difesa. Vogliono trascinare il paese nell’abisso del razzismo e del fascismo, lo portano alla guerra e alla rovina.

Sin da quando il fatto è accaduto, a Bologna e in molte altre città si susseguono manifestazioni, vibranti proteste e scioperi per esigere giustizia e castigo per chi ha ucciso una persona che semplicemente doveva essere aiutata, come Fakir invocava.

Alla manifestazione convocata lunedì sera a Bologna, alla quale abbiamo partecipato, una gremita piazza Nettuno con più di 5000 manifestanti di ogni età, specialmente giovani, donne e anziani, ha sommerso il podio al grido di “assassini!”.

L’assassinio di Fakir non è purtroppo un fatto isolato. Sono ancora vivi i casi di Giuliani, Aldrovandi, Cucchi, Uva, Bianzino, Eliantonio, Lonzi, Aprile Gatti, El Abouby e di tutti gli altri assassinati, torturati, vessati dalla repressione borghese.

Aumenta di giorno in giorno la consapevolezza che il disegno repressivo e securitario è di portata internazionale, passando per l’oppressione e l’aggressione imperialista ai popoli: Palestina, Iran, Libano, Venezuela, Cuba… così come passa per il riarmo, l’aumento delle spese militari, a detrimento delle spese sociali per sanità, pensioni, scuola.

La necessità di unirsi in un largo fronte popolare democratico, antifascista e antimperialista, diventa sempre più un’esigenza politica per fermare le minacce di guerra e fascismo.

Denunciamo il carattere oppressivo dello Stato borghese che difende gli interessi di una minoranza di sfruttatori!

Che si rafforzi la solidarietà tra operai e settori popolari contro la repressione e l’impunità delle forze poliziesche!

Uniamoci e mobilitiamoci in difesa degli interessi, dei diritti e delle libertà conquistate con il sangue dei lavoratori!

Via il governo del riarmo, della repressione e della vergogna!

Luglio 2025

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

 

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