I briganti fanno la guerra per i loro interessi, i lavoratori ne pagano il prezzo!

Volantino in distribuzione nei luoghi di lavoro.

La guerra di aggressione degli USA e di Israele contro l’Iran si va rapidamente aggravando coinvolgendo tutta la regione mediorientale e non solo.

I pericoli di una guerra generalizzata per una nuova spartizione del mondo minacciano sempre più da vicino i lavoratori e i popoli, non solo dei paesi direttamente coinvolti, ma dell’intero pianeta.

Le conseguenze di questa guerra sono già sulle nostre tavole.

Con i bombardamenti i prezzi dei carburanti alla pompa sono aumentati di oltre 50 centesimi al litro, in maniera ingiustificata perché le forniture erano precedenti. L’aumento di benzina, gasolio, gpl, metano, fa ripartire l’inflazione che falcidia i nostri scarsi salari.

La guerra colpisce anche il commercio internazionale e questo vorrà dire chiusura di fabbriche, cassa integrazione, con aumento della povertà e della miseria.

Il governo Meloni dice di non volere la guerra. Ma nulla ha fatto per prendere le distanze dagli aggressori e nulla sta facendo per tutelare i lavoratori e le famiglie povere dall’inflazione. Si è rimangiato persino tutte le promesse sull’accise. Concede invece l’uso della basi americane, invia mezzi e navi militari, esponendoci a ritorsioni.

Le destre al potere stanno anche rafforzando le “retrovie” con le misure contenute nei “decreti sicurezza” che limitano la libertà di manifestare e colpiscono le lotte, specie operaie.

Dietro il governo, agiscono potenti monopoli del settore energetico, bellico e manifatturiero che traggono enormi profitti.

“Lor signori” beneficiano della guerra che pagano i lavoratori!

La protesta va sviluppata nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei sindacati e nelle altre associazioni di massa, nei quartieri popolari, con scioperi e manifestazioni di massa. 

STOP alla guerra contro l’Iran! Nessun coinvolgimento italiano nella guerra! NO all’uso delle basi militari! 

A decidere del destino dell’Iran spetta unicamente ai suoi lavoratori e al suo popolo, non ai briganti imperialisti che vogliono depredare le sue risorse energetiche.

Adeguamento dei salari al carovita!  Imposta straordinaria che colpisca i patrimoni dei ricchi, i profitti e gli extraprofitti.

Nessun posto di lavoro deve essere perso, nessuna fabbrica deve essere chiusa!

NO alla svolta autoritaria, alla guerra e all’economia di guerra, alla criminalizzazione delle lotte che viene portata avanti da un governo al servizio esclusivo del grande capitale.

Non diamo altro potere al governo, votiamo NO al referendum del 22-23 marzo!

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

12 marzo 2026

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