I crimini dell’imperialismo “civilizzatore”
Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, durante la festa giovanile di Fratelli d’Italia che si è svolta il 30 giugno all’Eur di Roma, ha parlato del «periodo pre-fascista e fascista» e del colonialismo italiano, riesumando la falsa storiografia pro-colonialista degli “italiani brava gente” pazientemente demolita negli ultimi decenni.
Secondo Cirielli ”sia nel periodo pre-fascismo sia durante il fascismo, il governo italiano, l’Italia nei suoi cento anni di colonie in Africa ha costruito e realizzato» perché «noi non siamo per natura gente che va a depredare e a rubare al prossimo».
Cirielli ha poi proseguito nel suo intervento, paragonando il colonialismo italiano al “Piano Mattei per l’Africa”.
Il governo Meloni cerca di riscrivere la storia a uso e consumo dei monopoli italiani. Cerca di occultare i crimini di guerra compiuti dall’imperialismo italiano in Libia, in Africa orientale, in Spagna, nei Balcani e altrove.
L’imperialismo “civilizzatore” di cui parla Cirielli ha causato oltre un milione di vittime nelle sue criminali imprese prima e durante il fascismo.
Fra i suoi crimini più efferati ricordiamo:
– Le decine di migliaia di vittime a causa della repressione e delle deportazioni della resistenza libica nel 1911-15; le 120.000 vittime civili libiche del terrore dell’esercito fascista nel 1930-31 durante l’evacuazione forzata delle popolazioni cirenaiche.
– Le 600 tonnellate di gas asfissianti (iprite e fosgene) lanciate dall’aviazione fascista sulla popolazione etiopica nel 1935/36, le migliaia di civili passate per le armi dopo l’attentato fallito a Graziani nel ’37, i 310 monaci cristiani, ma di rito copto, trucidati a Debra Lianos col plauso dei cappellani militari e del Vaticano.
– I bombardamenti della Croce Rossa in Etiopia, i 17.000 etiopi deportati e sterminati nel campo di sterminio di Danane (Somalia); i telegrammi di Mussolini a Graziani dove scriveva: “Autorizzo ancora una volta Vostra Eccellenza a condurre sistematicamente politica del terrore et dello sterminio”.
– I bombardamenti incessanti delle città greche nel 1940, seguiti da razzie e rastrellamenti; lo sgombero e le razzie di intere zone abitate da civili in Albania, con migliaia di profughi albanesi lasciati alla fame e cacciati dalle proprie terre e abitazioni.
– L’annessione della Slovenia del ’42 con la costituzione della provincia italiana di Lubiana e le direttive dei generali Robotti e Roatta: “Si ammazza troppo poco …Sgombero totalitario, dove passate levatevi dai piedi tutta la gente che può spararci alla schiena … Distruggere i paesi e sgombrare le popolazioni”.
– I 150.000 deportati iugoslavi nei campi di sterminio di Arbe, Palmanova, Gonars, Renicci ed altri ancora, con più di 4000 morti di fame e di stenti.
– Le vittime iugoslave del campo di concentramento fascista di Zlatin, gli abitanti maschi di Srbernovo spediti nei lager, le donne seviziate dall’esercito fascista e poi gettate nelle foibe. La Risiera di S. Sabba, lager nazista di Trieste, dove furono sterminati comunisti, ebrei e rom con la complicità diretta degli sgherri di Mussolini.
Nessun “giorno della memoria” è stato istituito per le vittime del colonialismo e del razzismo italiano! Non c’è stata nessuna “Norimberga” per i responsabili italiani di questi crimini! Il criminale Graziani, tra l’altro a capo delle milizie di Salò, nel dopoguerra finì la sua carriera come presidente onorario dell’MSI, con i governi di allora che si opposero all’estradizione chiesta dall’Etiopia.
Dietro le parole grondanti sangue, violenze e orrori del viceministro Cirielli ci sono gli interessi di Eni, Enel, Leonardo, delle grandi imprese costruttrici, degli sfruttatori e dei rapinatori dei popoli dei paesi oppressi.
Il governo Meloni vorrebbe riscrivere la storia, nascondendo i crimini dell’imperialismo italiano, perché punta a recuperare e ampliare le zone di influenza in Africa e nel “Mediterraneo allargato” nella vana impresa di trovare all’estero la soluzione delle contraddizioni che attanagliano la società borghese in Italia.
Partecipa alla rapina delle risorse energetiche e delle preziose materie prime dei paesi africani, in rivalità e in combutta con altri imperialismi.
Sostiene e arma i regimi reazionari, corrotti e dispotici per scongiurare i processi rivoluzionari nei paesi oppressi dall’imperialismo.
Mira a bloccare nei paesi africani i flussi dei migranti e dei rifugiati, mentre militarizza il Mar Mediterraneo ed elimina la protezione speciale per i richiedenti asilo.
Denunciamo la politica estera neocolonialista portata avanti dall’imperialismo italiano tramite il governo reazionario, sciovinista e guerrafondaio di Meloni.
Rilanciamo l’appello per l’unità di azione di tutte le organizzazioni comuniste, rivoluzionarie e operaie contro i piani antioperai e antipopolari dell’imperialismo italiano, per sviluppare un ampio movimento di massa volto a difendere la pace, ostacolare e sconfiggere i piani banditeschi del governo Meloni, isolarlo e cacciarlo assieme a tutti i fautori di guerra.
Via Meloni e tutti gli imperialisti dal potere, lottiamo per una politica di benessere, di pace e di libertà per i lavoratori e i popoli!
Luglio 2023
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia
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