I giovani, vittime sacrificali della crisi, devono organizzarsi per la rivoluzione sociale!

Le ultime statistiche sulla disoccupazione ci dicono che i giovani senza lavoro sono 641 mila.
Il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 37,1%. Solo nell’ultimo anno la disoccupazione
giovanile è aumentata di oltre 5 punti.
Questi giovani vanno ad ingrossare il gigantesco esercito di disoccupati, che cresce in tutti i paesi.
L’enorme disoccupazione giovanile fa sì che alcuni economisti chiamino l’attuale generazione la
“generazione persa”, vale a dire centinaia di migliaia di giovani che dopo aver completato il ciclo di
studi sono superflui per i proprietari dei mezzi di produzione.
I politicanti borghesi danno la colpa ai giovani per questa situazione, affermando che non sono ben
preparati, che sono pigri o “choosy” e per tale motivi non ottengono impiego.
Si tratta di una menzogna colossale, perché per il sistema capitalista è essenziale l’esistenza di un
grande esercito di riserva per ridurre ancora più il valore della forza-lavoro.
Il fatto che un’intera generazione possa essere definita “persa” è di per sé un atto d’accusa contro il
modo di produzione capitalista.
In queste condizioni la gioventù non smette di lottare. Negli ultimi anni si sono svolte migliaia di
manifestazioni in decine e decine di paesi contro la politica volta al sacrificio dei lavoratori e della
gioventù, diretta a salvare i banchieri ed i monopoli.
Tutte queste mobilitazioni e lotte rafforzano l’enorme potenziale rivoluzionario della gioventù. Dal
canto suo la borghesia, proprio perché è impossibilitata a risolvere i problemi dei giovani e ben
sapendo quale potenziale hanno, non lesina sforzi per soggiogarli ideologicamente, politicamente e
con altri mezzi, dalla droga alla repressione.
E’ dunque necessario far crescere il livello di organizzazione e di coscienza dei giovani, con degli
strumenti adeguati.
Nella situazione attuale è indispensabile la creazione di un’organizzazione politica che aggreghi i
giovani comunisti e rivoluzionari, per condurre il lavoro fra i giovani e partecipare attivamente alle
mobilitazioni di classe e popolari, così come al processo di formazione del Partito comunista.
Un’organizzazione realmente democratica e centralizzata, disciplinata, che risvegli tra i giovani la
consapevolezza della lotta per il socialismo; che avanzi sul terreno delle lotte come in quello della
formazione ideologica, facendo proprio il marxismo-leninismo; che sia aperta a tutti i giovani che
vogliano lottare per un mondo nuovo, contro l’imperialismo e per una nuova società in cui sia
abolito lo sfruttamento e ci sia lavoro per tutti.
Questa è una questione di grande attualità e rappresenta l’unica vera garanzia per il futuro della
gioventù.

11 gennaio 2013

Piattaforma Comunista

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