I portuali non lavorano per il riarmo e la guerra imperialista!
Il 6 febbraio si svolgerà uno sciopero internazionale dei portuali che coinvolgerà più di 21 tra i più importanti porti europei e del Mediterraneo. Nel nostro paese vedrà come protagonisti, come è stato durante lo scorso autunno, i lavoratori portuali di Genova, di Livorno, di Salerno, di Ravenna e di altre città.
Lo sciopero è proclamato contro il riarmo, il traffico di armi e la militarizzazione dei porti, contro il genocidio che il sionismo continua a perpetrare in Palestina, contro la politica e l’economia di guerra che peggiorano le condizioni di lavoro dei proletari, contro la presenza dell’ICE nel nostro paese.
Dopo le manifestazioni che hanno visto scendere in piazza milioni di persone in solidarietà con il popolo palestinese e contro il traffico di armi ben poco è cambiato: a Gaza dietro la facciata di un “piano di pace” neocolonialista si continua a morire sotto le bombe vendute dai governi dei paesi imperialisti occidentali, di fame e di freddo.
In Italia, dopo che la macchina del fango borghese ha diffuso una narrazione di quelle giornate faziosa e menzognera, si è acuità ancora di più la repressione contro chi manifesta dissenso verso le politiche reazionarie e fasciste del governo Meloni.
Mentre sono iniziate ad arrivare le prime multe e denunce per i blocchi del 3 ottobre e per altre azioni di sciopero e di lotta di massa, il Ddl sull’antisemitismo presentato prima da Gasparri e peggiorato da Del Rio, mira ad impedire anche solo che si parli di Palestina; si vogliono schedare gli studenti palestinesi in Italia e gli insegnanti antifascisti.
Nel frattempo si prepara un nuovo pacchetto liberticida, si militarizzano le stazioni e si dà la possibilità ad una polizia privata razzista e fascista statunitense di agire sul nostro territorio.
Il governo Meloni vuole normalizzare la guerra e la politica che ne consegue, ma ogni euro speso in armi viene tolto ai salari, alla sanità, alla scuola, a tutti quei servizi sociali che dovrebbero essere garantiti alle masse lavoratrici e alle fasce più deboli della popolazione.
La nostra Organizzazione comunista sostiene lo sciopero internazionale dei lavoratori portuali, che mette in evidenza il ruolo fondamentale della classe operaia nella lotta contro la guerra imperialista ed è espressione di lotta politica internazionalista, antimperialista e antifascista.
Non solo appoggiamo le rivendicazioni politiche, sociali e umanitarie di questo sciopero, ma invitiamo gli operai e le operaie, i lavoratori sfruttati e gli studenti ad unirsi allo sciopero e alle manifestazioni, per solidarizzare con i portuali che non vogliono essere strumento di morte del barbaro sistema capitalista-imperialista.
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