Il capitalismo brucia le vite dei giovani

Il 2026 è iniziato con la strage di Crans-Montana, dove un incendio ha distrutto la discoteca “Le Constellation”, provocando la morte di 41 persone, tra cui 6 italiani, e il ferimento di altre 115, in gran parte giovani e giovanissimi.

Le indagini condotte dalle autorità svizzere hanno rilevato chiare violazioni delle più basiche norme di sicurezza: mancanza di estintori, assenza di uscite di sicurezza adeguatamente segnalate, l’assenza del personale addetto all’emergenza.

Nel locale erano stipati all’ interno circa 400 ragazzi , nonostante vi fosse una sola via d’uscita. Sono emersi mancati controlli sulla struttura per un periodo di sei anni. I capitalisti proprietari della discoteca sono stati arrestati, ma grazie ai loro appoggi hanno evitato la galera.

La vicenda ha suscitato grande scalpore a livello mediatico nel nostro paese, anche per via dell’estrazione sociale borghese di molte vittime. Il governo Meloni ha messo su un teatrino istituzionale con attacchi ai magistrati svizzeri e al comune di Crans-Montana, in chiave nazionalistica.

La strage di Crans-Montana è conseguenza diretta della logica del profitto e dell’ arricchimento smodato e senza limite, intrinsechi alla società capitalista; una logica che si rivolge contro anche gli strati privilegiati da questo sistema.

Il desiderio dei proprietari di massimizzare i ricavi riducendo le spese per la sicurezza e permettendo l’entrata di un numero sproporzionato di ragazzi a dispetto della effettiva capienza del locale e delle norme di sicurezza è la principale causa di ciò che è accaduto, ben esemplificato dalla vergognosa scena della proprietaria che scappa col malloppo della serata.

La strage di Crans-Montana è l’emblema di un capitalismo che brucia la vita dei giovani, offrendo loro alienazione, militarismo e come sfogo la “cultura dello sballo” in locali sovraffollati e insicuri, l’abuso di alcol e altre sostanze nocive.

“Il proletariato è una classe che sale. Non ha bisogno di inebriarsi, di stordirsi, di eccitarsi.

Non chiede di ubriacarsi né con eccessi sessuali né con alcool. Non deve dimenticare e non dimenticherà la bassezza, il fango e la barbarie del capitalismo.” (V. I. Lenin)

Da “Scintilla” n. 157, febbraio 2026

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