Il governo Meloni porta alla fame i disoccupati e la povera gente

Eseguendo gli ordini di Confindustria, il governo Meloni si prepara a tagliare drasticamente   il reddito di cittadinanza a circa 440 mila nuclei familiari.

Gli “occupabili” (da chi?) resteranno per soli 12 mesi con un’elemosina che andrà a scalare,  senza alternative.

Successivamente questa misura di sostegno sarà semplicemente abolita.

Questo dopo anni in cui nessun posto di lavoro vero, con un contratto dignitoso, è stato offerto e nessun corso di formazione è stato organizzato dal governo (però i milioni se li sono intascati le agenzie interinali e gli istituti di formazione).

Questo mentre salari e pensioni calano sempre più, mentre l’inflazione ha fatto rincarare i beni di prima necessità, le bollette e le tariffe sono andate alle stelle; mentre non c’è stato nessun intervento per aumentare le case popolari e gli affitti sono inaccessibili ai giovani disoccupati e precari, a chi riceve un salario da fame, ai pensionati al minimo. Ma invece di affrontare il problema della povertà abitativa, l’attricetta Meloni ha dichiarato guerra alle occupazioni per necessità!

Le conseguenze della decisione presa dal governo in carica, dopo una micidiale campagna contro i “fannulloni” (portata avanti da parassiti che guadagnano stipendi e pensioni d’oro) sono chiare: centinaia di migliaia di proletari cadranno in povertà assoluta che in Italia già colpisce 5,6 milioni di persone.

Un enorme favore fatto ai padroni del lavoro nero, ai mafiosi e al clero “assistenziale”.

Intanto i fondi del reddito di cittadinanza risparmiati dal governo andranno per le spese di guerra.

In quanto comunisti (m-l) siamo sempre stati fortemente critici nei confronti del reddito di cittadinanza, una misura voluta del populismo a cinque stelle per cercare di rilanciare i consumi senza creare occupazione, ma limitandosi a lenire una piaga sociale con un’elemosina elettoralista.

Ma non per questo possiamo tacere di fronte alla sua soppressione da parte dell’estrema destra al potere.

La povertà e la disoccupazione di massa sono mali tipici e incurabili del barbaro sistema capitalistico e delle sue crisi che determinano un fatto ben noto: miseria a un polo della società, mentre all’altro polo si concentrano enormi ricchezze e privilegi inauditi per un pugno di parassiti.

Ai disoccupati, ai semioccupati, ai giovani privati del loro futuro, ai precari, a tutti coloro che fanno la fame diciamo perciò: raccogliete le vostre forze e reclamate il lavoro regolare, stabile e sicuro, il sussidio di disoccupazione uguale al salario medio, le assicurazioni sociali e l’assistenza immediata a spese dei padroni e dello Stato!

Le manifestazioni di protesta contro la politica affamatrice del governo Meloni sono già iniziate in alcune città. Occorre estenderle e qualificarle.

Per portare avanti queste rivendicazioni urgenti e vitali è necessario dare vita a Comitati di lotta per riunire i disoccupati e farli partecipare nelle proteste di massa, negli scioperi, nelle manifestazioni, nelle azioni economiche e politiche, al sostegno attivo degli operai in lotta.

Questi Comitati non possono essere costituiti dall’alto o a tavolino, ma nel corso di assemblee e azioni di protesta, sulla base della democrazia proletaria.

Esigiamo lavoro, casa, salute, pane e pace! Esigiamo una vita dignitosa! Realizziamo il fronte unico dei disoccupati e degli operai sulla base della lotta comune per le esigenze vitali e urgenti degli sfruttati e delle masse popolari, contro la politica reazionaria e padronale, contro la repressione e la guerra dei padroni, contro il capitalismo, per il socialismo!

I problemi della disoccupazione e della povertà non possono essere risolti se non con l’eliminazione delle cause che li producono; dunque nella lotta degli operai e dei disoccupati per il potere proletario e l’edificazione della nuova società senza sfruttamento!

Da Scintilla n. 132, marzo 2023

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