Il prezzo del tradimento

Quando si parla di sindacati collaborazionisti non sfuggirà certo la “promozione” a sottosegretario per il Sud dell’ ex segretario nazionale della CISL Luigi Sbarra  da parte del governo reazionario e antioperaio a targa Meloni.

Già il parlamento il mese scorso lo aveva “onorato” varando la “Legge Sbarra”, di carattere neocorporativo e distruttiva della contrattazione collettiva, che era prevista (sarà una coincidenza ….) nel “Piano di rinascita democratica” della P2 di Licio Gelli.

Ora dopo la firma del contratto bidone del pubblico impiego da parte della CISL (l’unico sindacato confederale ad aver finora  firmato e già questo vuol dire qualcosa), dopo il boicottaggio dei referendum sul lavoro da parte cislina, arriva la poltrona di sottosegretario: giusta gratificazione per il lavoro ben fatto di allineamento alle più sfacciate politiche borghesi e capitalistiche del suo ex sindacato.

Certo, ci sarebbe anche da capire quali funzioni avrà e dove metterà le mani. Visto il “curriculum” dell’ex sindacalista, non è difficile ipotizzare che la sua nomina è funzionale alla perpetuazione delle classiche politiche borghesi nel meridione per rafforzare le vacillanti basi di massa dl governo Meloni.

Una cosa è però chiara fin da subito. Se nel 1948 gli Stati Uniti, attraverso l’American Federation of Labor, diressero e finanziarono la rottura dell’unità sindacale classista, oggi sono bastati trenta denari di un governo di estrema destra per sancire la fine dell’unità di facciata fra i capi dei sindacati collaborazionisti.

Si è passati così dalla “ concertazione alla meno peggio” alla “collaborazione fattiva “ con il governo Meloni senza vergogna e senza un minimo di imbarazzo, mentre i lavoratori e lavoratrici (anche quelli iscritti alla Cisl) e le fasce più deboli della società soffrono sempre più per le politiche antioperaie e filo capitaliste di questo governo.

Ragione di più per dare impulso alla politica di fronte unico dal basso, alla costruzione di Comitati di lotta unitari in fabbrica e negli altri luoghi di lavoro per respingere queste politiche, difendere gli interessi economici e politici dei lavoratori sfruttati e combattere l’influenza controrivoluzionaria dei traditori e dei collaborazionisti di ogni risma.

Giugno 2015

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