Il rafforzamento della lotta contro la guerra imperialista e i compiti dei comunisti

Partito Comunista degli Operai di Danimarca (Apk)

Documento del 10° Congresso del Partito Comunista degli Operai (APK) di Danimarca, tenutosi a settembre 2024. Il documento è il risultato di una discussione approfondita in tutto il Partito e del lavoro di approfondimento pubblicato su Unità e Lotta n. 47 (novembre 2023), intitolato “L’imperialismo danese e le alleanze imperialiste UE e NATO nell’ambito della rivalità delle potenze imperialiste e delle guerre imperialiste”.

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In Europa, una guerra imperialista regionale in fase di espansione, nella quale i briganti imperialisti vogliono trascinare la classe operaia e i popoli, si avvicina sempre più.

  1. La lotta contro questa guerra richiede prima di tutto un’idea chiara della sua natura e delle sue cause. Dobbiamo comprendere gli interessi e il ruolo della classe operaia e dei popoli, così come gli interessi e il ruolo della classe dominante, la borghesia imperialista.

Per quanto riguarda la guerra e il genocidio dello stato sionista di Israele in Palestina, noi sosteniamo il diritto del popolo palestinese alla lotta armata contro la potenza occupante e per una Palestina liberata. Chiediamo la fine del genocidio e della guerra di Israele, la fine del sostegno diretto e indiretto del governo danese a Israele e ai suoi crimini di guerra. Partecipiamo allo sviluppo del vasto movimento di solidarietà e ci opponiamo ai piani degli imperialisti di una soluzione a due Stati per mantenere il loro controllo e la loro influenza nel Medio Oriente. Senza il sostegno militare, politico, diplomatico ed economico dell’imperialismo e delle sue alleanze militari, Israele non sarebbe in grado di mantenere la sua pluridecennale occupazione della Palestina, le sue guerre di aggressione e l’attuale genocidio. Il genocidio perpetrato da Israele e lo stesso Stato sionista non possono essere combattuti senza combattere l’imperialismo che è alle loro spalle.

In relazione alla guerra in Ucraina, il Partito Comunista degli Operai (APK) e la Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti, CIPOML, hanno chiarito fin dal primo giorno che si tratta di una guerra interimperialista per procura tra la NATO e la Russia, una guerra per la quale i popoli ucraino e russo continuano a pagare un caro prezzo da oltre due anni.

L’imperialismo danese e il governo S-V-M (un governo di unità nazionale tra i socialdemocratici e due partiti palesemente borghesi) stanno fornendo per la guerra enormi mezzi finanziari e militari, da ultimo gli aerei militari F-16 al regime di Zelensky in Ucraina. I monopoli danesi stanno già mercanteggiando come degli avvoltoi la distribuzione del bottino di guerra quando l’Ucraina distrutta dovrà essere ricostruita. Il governo S-V-M non solo vuole aumentare la produzione di armamenti in Danimarca, ma anche costruire fabbriche di armi in Ucraina.

Questa guerra serve gli interessi di una sola classe: la borghesia monopolistica imperialista, da entrambe le parti della guerra. La classe operaia non ha alcun interesse a sostenere l’una o l’altra parte in guerra, nessun interesse a sostenere l’alleanza militare imperialista della NATO contro la Russia imperialista o viceversa, ma a mostrare una concreta solidarietà internazionale con la classe operaia e i popoli ucraino e russo opponendosi al sostegno bellico danese per la continuazione dello spargimento di sangue. Gli operai non devono lottare contro gli operai degli altri paesi. Il nemico della classe operaia è la sua stessa borghesia.

  1. Se la guerra in Ucraina si allarga in una grande guerra regionale, continuerà ad avere il carattere di una guerra tra imperialisti: una guerra tra due potenze e blocchi imperialisti in cui i paesi europei saranno direttamente in guerra a fianco degli Stati Uniti e della NATO. È pura demagogia militarista quella del primo ministro socialdemocratico che cerca di convincere la gente che si tratta della difesa dei “valori occidentali e della democrazia”. Chiediamo, quali sono i valori dell’Occidente? Non i valori della classe operaia, perché questi sono la pace e la solidarietà internazionale della classe operaia e dei popoli. I valori della borghesia imperialista sono invece il profitto e il controllo dei mercati e delle risorse economiche. È nostro compito smascherare e combattere il contenuto di classe delle frasi con cui la classe dominante ammanta i suoi preparativi di guerra, dal momento che molti saranno inclini a credere che la posta in gioco sia una “guerra giusta” contro Putin – “lui o noi”.

Quando si tratta della causa delle guerre, noi dobbiamo continuare a smascherare le infinite menzogne della propaganda militarista sul perché è in corso una guerra imperialista. Dobbiamo dire e mostrare tutta la verità sulla causa delle guerre imperialiste, dare alla lotta contro la guerra imperialista una direzione di classe, contenuti e risposte su come porvi fine e prevenirle.

  1. La causa della guerra non risiede nella “natura cattiva” degli uomini, nelle “cattive politiche” dei governi, in questo o quell’incidente, in chi ha attaccato per primo, se c’è stato o meno un mandato delle Nazioni Unite, o se è stata provocata da un presidente folle come Putin, Trump o Hitler; non è questo il problema. La causa risiede nella divisione della società in due classi principali, in sfruttatori e sfruttati. Il capitalismo è la causa della guerra, e la guerra non può essere separata dal capitalismo. Le guerre non sono eccezioni, non sono in contrasto con le basi del capitalismo, con la proprietà privata, la concorrenza o il suo sistema di sfruttamento, ma ne sono le conseguenze dirette.

L’imperialismo, stadio monopolistico del capitalismo, intensifica tutte le principali contraddizioni del capitalismo a tal punto che la “pace” diventa solo un momento di respiro tra nuove guerre. Il mondo e tutta la sua ricchezza sociale sono completamente monopolizzati e divisi tra un piccolo numero di grandi monopoli e potenze imperialiste. Lo sviluppo economico e politico ineguale dei singoli paesi crea la necessità di una costante ri-divisione. In definitiva, ciò può essere ottenuto solo attraverso la guerra tra i principali paesi imperialisti. Allo stesso tempo, lo sfruttamento di centinaia di milioni di lavoratori può essere mantenuto solo attraverso sanguinose guerre di repressione.

In particolare in Europa, vari paesi, la UE e la NATO stanno preparandosi e intensificando i loro preparativi di guerra. Gli Stati Uniti hanno costruito le proprie basi militari in tutta Europa, compresa la Danimarca, da dove possono operare liberamente fino al confine russo. Allo stesso tempo, l’imperialismo statunitense vuole frenare lo sviluppo della Russia e della Cina in Eurasia in una fascia di stati alleati situati tra i paesi NATO e i confini della Russia, attraverso la SCO, i BRICS, la “Belt and Road Initiative”. La NATO ha da tempo ampliato la sua area di operazioni in tutto il mondo.

La guerra non può essere separata dal capitalismo e dall’imperialismo. Pertanto, l'”eliminazione” della guerra è possibile solo attraverso l’abolizione del capitalismo e dell’imperialismo, cioè facendola finita con il potere della classe sfruttatrice borghese e attraverso un cambiamento rivoluzionario, la rivoluzione sociale proletaria, realizzando  la presa del potere da parte della classe operaia, la costruzione del socialismo e, infine, all’eliminazione delle classi.

  1. Ciò significa che la lotta contro la guerra non può essere separata o condotta separatamente dalla lotta di classe, ma ne deve costituirne necessariamente una parte integrante, con la classe operaia come forza dirigente. La lotta contro la guerra imperialista è un compito attuale e necessario nello sviluppo del processo rivoluzionario che, in presenza di fattori soggettivi e oggettivi e di un forte partito comunista, può portare alla rivoluzione della classe operaia. Questo è l’unico modo per risolvere la questione della guerra. Oggi, in Danimarca, non esiste un forte partito comunista della classe operaia, ma il Partito Comunista degli Operai (APK) si è assunto il compito necessario di lottare per esserlo.

Come parte della costruzione di un ampio movimento antimperialista contro la guerra, ogni passo concreto compiuto dal governo e dallo Stato in preparazione della guerra deve essere denunciato e contrastato, che si tratti dell’aumento della produzione bellica, della partecipazione alle esercitazioni militari della UE e della NATO o alle missioni di guerra dirette della NATO e della UE. Le basi militari statunitensi devono lasciare la Danimarca, dobbiamo protestare quando parti dei porti danesi sono bloccate ogni qualvolta il comando militare degli Stati Uniti o della NATO hanno bisogno di spazio sul territorio danese, e contro le basi aeree della NATO situate nello Jutland e a Bornholm. Bisogna protestare contro la produzione bellica danese, non solo quando Terma (Grande monopolio danese nel settore aerospaziale e della difesa, N.d.T.) invia materiale bellico per il genocidio di Israele. Bisogna protestare anche contro il fatto che i massimi leader sindacali stanno investendo i fondi pensione ATP (Il più grande fondo pensionistico danese, N.d.T.) in Terma e ora siedono nel consiglio di amministrazione di Terma.

  1. La lotta contro la guerra imperialista deve essere collegata alla lotta contro ogni imperialismo, alle lotte di classe nei luoghi di lavoro, nei sindacati e nelle istituzioni educative per salari e condizioni di vita più elevati, nel lavoro concreto del partito, nella propaganda e nell’agitazione. E non da ultimo, la lotta comune deve essere legata con spirito creativo alla prospettiva rivoluzionaria e alla teoria scientifica del marxismo-leninismo con l’obiettivo di battere il complice della guerra e della crisi: l’anticomunismo della reazione.
  2. Dobbiamo lavorare per creare stretti legami tra la lotta sociale, la lotta per la salute pubblica e l’istruzione, la lotta contro i tagli e le privatizzazioni e la lotta contro la guerra e gli armamenti. I miliardi spesi per gli armamenti, per i bilanci militari nazionali, per i bilanci militari della NATO e della UE devono invece essere utilizzati per il benessere e i bisogni dei cittadini. Anche il movimento sindacale deve entrare direttamente nella lotta contro la guerra imperialista. Il suo dovere verso la pace non è nei confronti dei capitalisti, ma della classe operaia, che è internazionale. Deve essere condotta una lotta contro l’accettazione da parte della direzione sindacale che i costi della guerra e dell’inflazione sono accollati alla classe operaia e che si aboliscono le ferie dei lavoratori, con la motivazione che dobbiamo lavorare un giorno in più per coprire i costi della guerra.
  3. Uno degli strumenti forti della classe operaia nella lotta contro l’imperialismo e le sue guerre è la sua solidarietà internazionale. Nell’azione concreta, nella nostra propaganda, nei nostri vari media, dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare la solidarietà internazionale e rafforzare la costruzione della solidarietà internazionale e dell’unità tra la classe operaia e i giovani danesi.

L’APK fa parte della CIPOML e attraverso i nostri rapporti con i vari partiti e organizzazioni, possiamo far conoscere la vita e le lotte della classe operaia di tutto il mondo alla classe operaia danese. Maggiore è la reciproca conoscenza, più forti sono i legami di solidarietà che si possono creare.

  1. Un aspetto dei preparativi concreti per la guerra da parte dell’imperialismo danese e del governo è la militarizzazione dell’intera società. Le istituzioni educative e i fondi pubblici vengono utilizzati per la ricerca militare piuttosto che per la salute; in alcune scuole superiori sono stati istituiti programmi militari speciali per i futuri ufficiali; le donne sono chiamate al servizio militare obbligatorio in nome dell’uguaglianza e il periodo di ferma nell’esercito sarà aumentato, solo per citare alcuni provvedimenti. Tutto ciò significa che sono adottati particolari criteri per avvicinare la generazione di giovani che sono destinati a diventare carne da macello per gli interessi dei monopoli danesi e della NATO, mentre questi giovani sono portati a credere che stanno lottando per la democrazia e per la difesa della Danimarca. La fascistizzazione dell’apparato statale a cui stiamo assistendo fa parte della militarizzazione della società da parte dell’imperialismo.
  2. Per sollevare la lotta contro la guerra, è necessario non solo denunciare i piani di guerra reazionari e pericolosi, ma anche denunciare e combattere con le parole e i fatti le varie deviazioni opportuniste e revisioniste che sostengono la politica di un blocco imperialista o di un altro.

La sinistra opportunista della Lista dell’Unità (Enhedslisten – Alleanza Rosso-Verde) vuole farsi vedere dai giovani e dalla sinistra come un partito contro l’imperialismo e la guerra. Ma insieme ai socialdemocratici e al SF (Partito Popolare Socialista), sostengono l’adesione della Danimarca alla NATO e alla UE, che ha costruito la sua unione militare. Nascondono la natura di queste alleanze militari pretendendo che possano essere trasformate in alleanze pacifiche attraverso la pressione popolare, invece di sostenere la lotta contro la NATO, la UE e ogni imperialismo.

Più si avvicina il pericolo di una guerra in Europa, più è pericolosa la diffusione di illusioni sull’imperialismo e sulle varie potenze imperialiste. Mentre partiti come Enhedslisten e SF sostengono la NATO e l’imperialismo danese, parte del vecchio movimento revisionista per la pace e gli odierni partiti revisionisti si oppongono solo all’imperialismo statunitense. In merito a questo tema, si uniscono alla più recente variante imperialista cinese-russa, che chiede di sostenere le varie iniziative di pace cinesi e russe, le quali, in realtà, promuovono gli interessi imperialisti di queste potenze. La dottrina cinese del “multilateralismo”, il cui principale sostenitore in Danimarca è il Partito Comunista (KP), è fondamentalmente un ampliamento dell’attuale sistema imperialista, ma con la Cina che vuole ricoprire un ruolo molto più importante a spese degli Stati Uniti. Non spetta alla classe operaia e al popolo scegliere tra l’imperialismo statunitense, russo o cinese, né difendere una potenza imperialista contro l’altra, perché non è nel loro interesse. La classe operaia non può mai fidarsi o affidarsi a una potenza imperialista nella lotta contro un’altra.

  1. La lotta contro la guerra imperialista consiste sia in una lotta politica, ideologica e teorica, sia in azioni concrete in cui devono essere utilizzate tutte le possibilità disponibili e che possono determinarsi. È particolarmente importante entrare in contatto con le forze sincere esistenti che si oppongono alla guerra. Ogni risultato deve essere considerato come parte della costruzione di un fronte antimperialista e rivoluzionario. Dobbiamo lavorare in modo flessibile per creare unione e unità d’azione senza compromettere i principi della nostra politica e sostenere continuamente che la lotta contro la guerra deve evolvere in una lotta dal contenuto anticapitalista e antimperialista.

Pertanto, è necessaria la più ampia e urgente mobilitazione per la pace, contro la guerra imperialista e l’economia di guerra, contro la crescente militarizzazione e fascistizzazione della società; una lotta che deve includere azioni, scioperi e manifestazioni.

La gravità della situazione impone di non lasciarsi sfuggire alcuna occasione per denunciare le conseguenze sociali e politiche della guerra per la classe operaia e il popolo, per smascherare le menzogne del governo e respingere in fondo alla scena i leader opportunisti, per promuovere la formazione di un’ampia coalizione popolare per sconfiggere la politica guerrafondaia, sciovinista e nazionalista della classe dominante. Dobbiamo chiedere la fine della partecipazione danese alle guerre imperialiste, il ritiro del sostegno alla guerra di Israele e alla guerra in Ucraina. In particolare, chiediamo che la Danimarca esca dalla NATO e dalla guerrafondaia Unione Europea, e il ritiro delle basi statunitensi dal paese.

È possibile impedire i tentativi degli imperialisti di scatenare una nuova grande guerra regionale, così come è possibile impedire alla borghesia danese e al suo governo reazionario di trascinarci in guerra, solo se la mobilitazione della classe operaia e il movimento contro la guerra sono abbastanza forti. Con un forte movimento popolare antimperialista e contro la guerra, radicato nella classe operaia, è possibile evitare una guerra per un certo tempo. Tuttavia, per eliminare la guerra e il pericolo della guerra imperialista, tale movimento deve trasformarsi in un movimento rivoluzionario che abbia l’obiettivo di sostituire l’imperialismo con il socialismo.

I comunisti, i lavoratori con coscienza di classe e i giovani rivoluzionari devono fare tutto il possibile per evitare che si scateni una guerra ancora più grande e devono fare tutto il possibile per scongiurarla.

Ma se, nonostante gli sforzi dei lavoratori e dei popoli che vogliono la pace, la guerra dovesse scoppiare, in conclusione essa non sarà in grado di fermare la lotta per trasformare la guerra imperialista in una guerra civile contro i guerrafondai imperialisti e fascisti, contro la borghesia, per il rovesciamento del capitalismo e la vittoria della rivoluzione della classe operaia e del socialismo, che eliminerà le cause delle guerre ingiuste.

Dal 10° congresso dell’APK noi chiamiamo:

– a fermare le guerre imperialiste;

– alla solidarietà internazionale;

– alla solidarietà con la classe operaia ucraina e russa.

Pubblicato su “Unità e Lotta” n. 49 (novembre 2024), organo della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)

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