Implosione ed esplosione sociale

Con la stagnazione che si dirige verso la recessione, con i salari che perdono continuamente potere d’acquisto, con i tagli alle spese sociali che condannano milioni di proletari e semiproletari a una vita d’inferno, le periferie delle 14 metropoli capitaliste del nostro paese sono bombe sociali pronte a esplodere.

Sono quasi 15 milioni gli sfruttati e gli oppressi che vivono nei quartieri delle periferie urbane in cui le disuguaglianze economiche e sociali sono più evidenti e marcate.

Qui si concentrano le piaghe tipiche del capitalismo moribondo: disoccupazione e sottoccupazione, precariato, crescita della povertà (quella assoluta in 15 anni è passata dal 3% al 9,4% della popolazione, mentre la ricchezza finanziaria di una minoranza di parassiti è raddoppiata), case fatiscenti, infrastrutture con scarsa manutenzione, carenza di servizi sanitari di base e di mezzi di trasporto pubblico, poche scuole pubbliche e di scarsa qualità, sporcizia e scarsa raccolta dei rifiuti, congestione del traffico, assenza di parchi pubblici, di spazi ricreativi e culturali per i giovani, disgregazione dei nuclei familiari, abbandono sociale specie degli anziani, imperversare delle bande criminali.

Queste piaghe sociali sono più accentuate nel meridione, specie per quanto riguarda la disoccupazione e la povertà di massa acuitasi con i sottosalari e la soppressione dei sussidi, l’insostenibile condizione di milioni di giovani costretti all’emigrazione.

In queste periferie la borghesia agisce non per attenuare i problemi derivanti dal suo modo di produzione, non per redistribuire la ricchezza (il keynesismo vale solo per i monopoli), ma per controllare e reprimere, per far sfogare l’enorme tensione esistente all’interno degli strati popolari alimentando le dinamiche violente fra proletari, i contrasti fra gruppi etnici differenti, lo spaccio di droga, la vendita di psicofarmaci… per instillare nelle menti dei proletari che la loro coesione è impossibile e il loro destino ineluttabile, che devono affidarsi all’autocrate di turno.

Ma le condizioni materiali sono tali che l’implosione presto o tardi si trasformerà in esplosione sociale, nelle fabbriche e nei quartieri.

Il punto chiave è la sua direzione. In assenza di una guida comunista e dell’egemonia della classe operaia, potrà essere gestita dalla reazione e dal fascismo. Possiamo rassegnarci a ciò?

I migliori figli e le migliori figlie del proletariato hanno la responsabilità storica di costituire lo strumento indispensabile per l’emancipazione della propria classe.

Oggi questa grande impresa passa per l’unione dei comunisti su salde basi marxiste-leniniste.

Diamo slancio e forza a questo processo, uniamoci, organizziamoci, lottiamo insieme!

Editoriale di Scintilla n. 142, febbraio 2024

Enquire here

Give us a call or fill in the form below and we'll contact you. We endeavor to answer all inquiries within 24 hours on business days.
[contact-form-7 id="5208"]
Organizzazione per il partito comunista del proletariato