La classe dominante ci porta in guerra

La brigantesca aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran va avanti dall’inizio di marzo. Dalla metà dello stesso mese, il governo italiano ha dispiegato nella regione del Golfo e del Mar Rosso ingenti truppe.

Recentemente è stato reso noto che circa 700 soldati si trovano negli Emirati Arabi Uniti, Kuwait e, circa la metà, in Arabia Saudita, dove una parte dei militari sarebbe schierata presso la base aerea saudita di Al Taif, a circa 250 km dal confine con lo Yemen.

Sono stati dispiegati in questa zona di guerra anche sistemi di difesa, radar, velivoli e mezzi per le operazioni.

Il governo Meloni vuole anche inviare navi della Marina Militare nel Mar Rosso per proteggere le navi mercantili.

Ciò è stato dichiarato da Crosetto che ha affermato di non volere aspettare che sia Aspides (missione avviata nel 2024 per proteggere la navigazione delle navi europee dagli attacchi degli Houthi) «a decidere se le navi possono passare o meno», attaccando la “burocrazia” dell’UE perché «ritardare significa aggravare problemi».

Crosetto ha inoltre dichiarato di voler impiegare le truppe «già presenti nell’area e attualmente impiegate in altre operazioni» per proteggere i mercantili italiani, senza necessariamente passare dal Parlamento.

Ciò dimostra non solo la volontà guerrafondaia della classe al potere e del suo governo, ma anche la sua  natura intrisecamente reazionaria.

Lo scopo di tutto ciò è difendere con le armi gli interessi dell’imperialismo italiano nell’area infuocata del “Mediterraneo allargato”.

Per quanto riguarda il fronte ucraino è stato annunciato il tredicesimo pacchetto militare da inviare al corrotto regime reazionario di Zelensky, che sopravvive solo grazie al sostegno politico, finanziario e militare occidentale, avendo scarso consenso interno.

Nell’ambito dell’escalation bellica  avviene l’esercitazione NATO “Steadfast Noon” al largo delle coste campane, laziali e sulla Sardegna centrale.

La Steadfast simula un’eventuale guerra nucleare, con la preparazione di un caricamento di bombe atomiche sui caccia bombardieri con intense attività aeree, utilizzo di droni e prove di tiro.

Recentemente, l’Avvocatura dello Stato ha espresso il diniego totale all’accesso ai dati sul transito di armi nel porto di Ravenna (classificato come porto civile e commerciale) con la motivazione che l’infrastruttura ha una «rilevanza militare con una funzione strategica nel dispositivo difensivo nazionale» e che ci troviamo in «una guerra mondiale ibrida e a pezzi che coinvolge anche l’Italia» e divulgare questi dati potrebbe favorire le «potenze nemiche».

La borghesia e il suo attuale governo stanno trascinando sempre di più il  nostro paese nelle guerre di rapina, ingiuste e imperialiste in corso, con enormi sacrifici per i lavoratori ed enormi rischi per la popolazione.

È dunque necessario intensificare la lotta al riarmo e al militarismo, rilanciando la politica di  fronte unito antimperialista e antifascista.

Nei luoghi di lavoro, nelle piazze, facciamo risuonare gli slogan: “Ritiro delle truppe inviate all’estero”, ”Via il governo della miseria e della guerra!”,  “Fuori dalla NATO e dalla UE”, “Via dal potere tutti i fautori di guerra!”.

Da Scintilla n. 163, ottobre 2026

Enquire here

Give us a call or fill in the form below and we'll contact you. We endeavor to answer all inquiries within 24 hours on business days.
[contact-form-7 id="5208"]
Organizzazione per il partito comunista del proletariato