La decomposizione imperialista e la fascistizzazione, realtà da affrontare

Partito Comunista Marxista-Leninista del Venezuela – PCMLV

 

La decomposizione imperialista e la fascistizzazione, realtà da affrontare

 Il proletariato internazionale deve osservare attentamente la realtà e non lasciarsi confondere dai mutamenti nelle politiche dell’oligarchia finanziaria, accelerati ora negli Stati Uniti dall’amministrazione Trump e dai suoi servili seguaci.

Con un programma di sopruso e distanziamento dalle vecchie pratiche burocratiche, la direzione politica borghese di estrema destra, sta prendendo il controllo di alcuni governi ed esprime in modo inequivocabile il suo volto reazionario, violando le leggi e mettendo in discussione persino la propria Costituzione politica, i trattati internazionali o i diritti umani, considerati ipocritamente inviolabili fino a qualche tempo fa.

È evidente che si sta verificando un cambiamento accelerato nelle forme del sistema di sfruttamento, che non intacca il suo contenuto (di classe), ma piuttosto chiarificano l’essenza capitalista-imperialista dello Stato borghese nelle vie più estreme della sua espressione di classe.

Indipendentemente dalla forma che assume in ogni congiuntura e in ogni paese, che va certamente tenuta in considerazione, l’imperialismo, in quanto fase superiore del capitalismo, è obbligato ad accrescere la sua essenza sfruttatrice, violenta e bellicista, finalizzata a realizzare la massima spoliazione del proletariato e dei popoli del mondo, ad aumentare il saggio di plusvalore, i profitti dei supermiliardari a livelli inimmaginabili, portando la differenza fra gli sfruttatori e i ricchi e la maggioranza degli sfruttati proletariato a livelli inimmaginabili per soddisfare le necessità del capitale.

Nelle sue crisi più profonde, come oggi, l’imperialismo ricorre alla repressione interna e all’aggressione militare esterna. Lo hanno fatto prima, lo fanno oggi e lo faranno domani, finché esisterà il capitalismo, nel tentativo di realizzare il sogno del controllo totale della società e allo stesso tempo di rianimare il ciclo economico del capitale, già vicino ad una recessione e poi dopo ad una grande depressione. Sorge infatti, come risposta propria dei modi di produzione in declino, in decomposizione, la dittatura terroristica della classe dominante, come accadeva con i vecchi imperi e come accade anche con l’imperialismo.

Nella fase superiore del capitalismo, questa dittatura di classe assume una forma particolare ed estrema: il fascismo, che non appare un giorno dal nulla, ma è il risultato del processo di decomposizione dell’imperialismo, con la normalizzazione graduale della rappresaglia borghese violenta e quotidiana contro il proletariato, che si esprime nel supersfruttamento, nell’eliminazione dei diritti, nella persecuzione dei lavoratori, apertamente identificati come nemici, con espressioni di xenofobia e razzismo, espulsioni e punizioni estreme contro i migranti, gli “invasori” o i “terroristi”, senza formalità processuali, cercando di imporre il controllo arbitrario di tutte le istanze di potere direttamente sotto i proprietari di una frazione del capitale.

L’estrema destra applica ogni tipo di deformazione antidemocratica all’interno della società nel timore dell’“invasione” degli sfruttati, mostrando il suo terrore e preparando le naturali e inevitabili azioni di risposta, sia pacifiche che violente, degli oppressi e il loro progressivo salto verso la via rivoluzionaria.

L’offensiva tariffaria, e la “diplomazia” delle imposizioni, lanciate da Trump nel suo sogno
reazionario di riconquistare il vecchio potere industriale statunitense e di finire di concentrare tutto il controllo economico, politico e  militare nelle mani dei supermiliardari yankee lo sta portando ad accelerare lo scontro e provocare una più acuta decomposizione del sistema capitalistico-imperialista mondiale, che avrà conseguenze negative molto profonde soprattutto per i lavoratori, ma anche per la piccola borghesia e alcune frazioni della grande borghesia in declino, spingendo le altre potenze imperialiste, i paesi dipendenti e le masse popolari in breve termine nella lotta, intensificando le contraddizioni fondamentali dell’imperialismo in modo esponenziale, aprendo le porte a guerre e rivoluzioni, derivanti dai peggioramenti  delle condizioni di vita dei proletari e, come diretta conseguenza di ciò, una situazione di lotta generalizzata.

A partire da vari avvenimenti, possiamo desumere che l’obiettivo dell’attuale amministrazione statunitense non sia quello di rompere il blocco USA-UE e di isolare gli Stati Uniti dall’UE, di isolarsi all’interno dei suoi confini, come alcuni fanno credere, ma al contrario, di creare un nuovo rapporto tra USA e Unione Europea. La sua politica mira a consolidarlo, sotto la sua guida assoluta, totalmente centralizzata, indiscutibile e autoritaria, non più sotto l’apparenza di condizioni di uguaglianza, né con la convinzione o la democrazia interna, ma sotto una politica di sottomissione totale, apertamente dittatoriale, con la guida assoluta della grande borghesia di destra concentrata negli USA, che pretende di essere il centro di comando di questo blocco, togliendo a Germania e Francia, i leader dell’UE e della NATO le loro pretese di leadership condivisa o paritaria di quel blocco imperialista, di fronte alle quali i loro tradizionali alleati si risentono ed esprimono vari livelli di malcontento. Nel frattempo stanno emergendo nuovi lacchè disposti a servire fedelmente il loro padrone per risolvere la contraddizione a favore di Trump e del suo gruppo, ma anche l’altra tendenza risponde.

Questa è un’altra espressione delle contraddizioni interne tra le fazioni capitalistiche: concordano sulla stessa linea di azione di oppressione contro il proletariato e i paesi dipendenti, ma regolano i conti con attriti tra keynesiani e liberali, tra globalizzatori e protezionisti, tra sostenitori della NATO ed europeisti, promotori dell’unipolarismo o del multipolarismo , situazione che non è altro che la conseguenza dell’impossibilità di trovare un accordo con i metodi tradizionali, che di fronte alla gravità della crisi, si inaspriscono, determinando la necessità di ricorrere ad altri strumenti più aggressivi per appropriarsi dei profitti e del controllo delle imprese nella nuova fase di distribuzione delle fonti di materie prime, della forza lavoro a basso costo e dei mercati, che è già passata da metodi apparentemente “pacifici” a modalità apertamente violente in diversi conflitti.

Nonostante queste differenze di atteggiamento tra le tendenze della grande borghesia finanziaria internazionale, esse cercano di raggiungere accordi minimi e di mantenere l’unità come blocco imperialista. Questa contraddizione si esprime negli alti e bassi politici all’interno di entrambi i blocchi, particolarmente acuti oggi nel blocco USA-UE dove le tendenze si sono differenziate e sono in un processo di negoziazione forzata per la loro ricomposizione.
Per raggiungere l’obiettivo tattico di unificare completamente il blocco USA-UE, Trump sta lavorando, in questa fase, per evidenziare la debolezza dell’UE e farle capire che da sola sarebbe divorata: economicamente dalla Cina, militarmente dalla Russia.

Minacciando di permettere alla Russia di agire liberamente in Europa, Trump sta facendo sì che la NATO e l’UE si rendano conto della loro reale debolezza, portandoli ad accettare la necessità, per la loro sopravvivenza, di sottomettersi totalmente alle decisioni delle grandi corporazioni statunitensi e di accettare una nuova ripartizione, cedendo terre e denaro all’Ucraina per mezzo di tariffe.

La spartizione delle terre e delle ricchezze dei pezzi più deboli dello scacchiere imperialista durante la lotta per una nuova divisione del mondo è la normalità e si vede chiaramente in Ucraina, che è stata si prepara a essere spartita tra le parti più potenti del conflitto: gli Stati Uniti e la Russia, mentre l’UE lotta per cercare di ottenere qualche briciola del bottino.

L’amministrazione Trump sta dicendo all’UE che se i grandi capitali statunitensi si impadroniranno delle terre rare e degli impianti nucleari dell’Ucraina questo sarà il loro principale scudo di difesa, sarà un meccanismo di deterrenza per la Russia, perché gli USA installeranno il loro esercito in quel territorio, mentre invece gli yankee si impadroniranno di altre parti dell’Ucraina, recupereranno i loro investimenti, fermeranno la Russia, approfitteranno della debolezza e della totale sottomissione dell’UE ai loro disegni, avanzando nuovamente nel consolidamento del blocco USA-UE ma in modo diverso da quello proposto dai democratici. Ora i Repubblicani stanno perseguendo una politica più autoritaria, aggressiva e pragmatica in collaborazione con i partiti di estrema destra europei che, sostenuti da Trump e dall’apparato di propaganda internazionale di Musk, si stanno muovendo verso il controllo dei governi di altri paesi e stanno quindi cercando di completare l’assoluta direzione economica, militare e politica del blocco USA-UE da parte delle forze di estrema destra.

Donald Trump spera, con la sua politica internazionale, di andare verso un blocco imperialista ultra-reazionario totalmente e unicamente guidato dall’oligarchia statunitense, utilizzando l’estrema destra internazionale, i loro capitali, e soprattutto i suoi, della sua famiglia e dei suoi amici. Lo scopo di questa politica è quello di dirigere un temporaneo riparto per regioni, controllare il resto dell’America e il Medio Oriente nell’immediato futuro. Per questo vuole combattere la Cina nella regione, Inoltre attacca anche in Medio Oriente, con la sua punta di diamante in Israele e nelle monarchie petrolifere, dove minaccia direttamente l’Iran, e indirettamente la Cina e la Russia, che ha già fatto fuori dalla Siria in un possibile accordo di redistribuzione regionale.

Intende lasciare il blocco Cina-Russia in Estremo Oriente e in Africa. Dividendo l’Ucraina con la Russia e mantenendo alta  la pressione su Taiwan con la Cina, per il momento, facendo emergere questo periodo transitorio di ricerca di una divisione concordata, mentre si preparano per la prossima fase, che si può dedurre sarà un periodo di tentativo di controllo totale globale per mezzo di nuove vie militari, ricatti economici e promozione diretta dell’estrema destra fascista intervenendo spudoratamente nei processi elettorali di altri paesi.

Un blocco USA-UE con tutte le sue capacità totalmente subordinate a un unico comando,
sotto la voce dell’oligarchia finanziaria statunitense, con i Paesi dipendenti di queste regioni più soggiogati che mai e il proletariato perseguitato, è probabilmente l’obiettivo della borghesia che agisce nell’attuale governo degli Stati Uniti. Questi super miliardari sono determinati a prendere nelle proprie mani il controllo economico, politico e militare del blocco USA-UE, senza intermediari, utilizzando metodi totalmente autoritari e senza alcuna tolleranza per gli spazi democratici, per passare rapidamente al tentativo di imporre il proprio modello di capitalismo monopolistico di stato completamente centralizzato nelle proprie mani a livello globale, avanzando nella spartizione del mondo, utilizzando minacce, accordi, ricatti e guerre per affrontare i propri rivali del blocco Cina-Russia.

Tutto questo ci porta a individuare che esistono differenze, ma non una contraddizione antagonista, tra globalisti e protezionisti, tra unipolarismo e multipolarismo, tra le élite economiche e politiche delle grandi potenze imperialiste. È in atto una chiara lotta per affrontare questa nuova fase di crisi e di futura depressione, con l’intento di accelerare la nuova ripartizione del mondo.

È necessario anche chiarire che le opzioni imperialiste non rappresentano alcun riferimento da seguire per il proletariato, che dovrebbe invece approfittare della congiuntura di instabilità e contraddizioni tra queste per lanciare il proprio programma e preparare le masse alla lotta, ponendosi in prima linea con azioni che possano unire gli sfruttati contro il nemico comune e il pericolo principale, con una politica di unità, alleanze e accordi, nazionali e internazionali, saldamente basati sulla teoria e sulla pratica  marxista-leninista.

La politica imperialista di avanzata aggressiva, accelererà senza dubbio, come è evidente, l’acutizzazione delle contraddizioni fondamentali dell’imperialismo e porterà a minacce o schermaglie tra le potenze, a un  tentativo di sottomissione più dura  dei paesi di dipendenti  e di eliminazione dei diritti del proletariato. Per questo la propaganda reazionaria si sta intensificando, insieme alla repressione, per cercare di imporre uno dei due modelli economici imperialisti di capitalismo monopolistico di stato (cinese/russo o USA-USA), accelerando il processo di fascistizzazione; ma anche, come logica conseguenza, qualcosa di molto importante: l’aumento delle risposte combattive del proletariato e dei popoli oppressi, che non si lasceranno schiacciare pacificamente, come mai è successo, indipendentemente dalle debolezze, dagli errori o dai punti di forza dell’avanguardia e dei partiti che lavorano per svolgere un ruolo nelle lotte.

Il proletariato deve valutare queste situazioni e prepararsi, perché senza dubbio la forma borghese per applicare queste misure è la dittatura violenta del capitale finanziario mondiale, come rivalsa contro la classe operaia e i popoli: il fascismo. Ora non solo come realtà in alcuni paesi, ma con un impulso fascista mondiale, perché il modo di produzione capitalista nella sua fase imperialista si è diffuso in tutto il mondo e intende controllarlo in modo assoluto.

Come sappiamo, la socialdemocrazia e il riformismo permettono al fascismo di avanzare. Le loro utopie democratiche non affrontano le estreme destre e le lasciano crescere, facilitando la loro avanzata. Questo, insieme al crollo dello stato sociale, è la porta d’accesso per la borghesia estremista di destra, con i suoi discorsi demagogici e il suo progetto totalitario, che però innalza il livello di esigenza del movimento comunista internazionale e mostra che la tattica del marxismo-leninismo non può essere né una presunta “neutralità”, né il sostegno alla destra (direttamente o indirettamente), ma piuttosto la politica definita dai classici marxisti-leninisti e dall’Internazionale Comunista in una fase di costruzione e consolidamento del fronte popolare antifascista per resistere in un primo momento e poi proporsi di sconfiggere il fascismo, dimostrandosi sempre i più coerenti combattenti per la democrazia e i diritti del popolo, contro il fascismo e i suoi portavoce.

È bene che i rivoluzionari proletari comprendano che proprio come la fascistizzazione della  società e la “normalizzazione” delle idee reazionarie avanzano in mezzo alle crisi, anche la rivoluzione proletaria può avanzare, ma ciò richiede la denuncia delle politiche reazionarie, del tentativo di normalizzare le idee fasciste, della debolezza e della compiacenza dei riformisti, che si rifiutano di denunciare e affrontare il fascismo, nascondendone addirittura l’esistenza. Tutto ciò  trova espressione nelle idee opportuniste e revisioniste, che sono riluttanti ad assumere con valore ed onestà il vero approccio rivoluzionario, arrivando talvolta a proporre alle masse di unirsi, non per affrontare il fascismo nella sua offensiva, ma per pattuire quote con la borghesia più reazionaria, perdendo la prospettiva di quello che era definito da Stalin il  nemico comune e il  principale pericolo, in una presunta purezza che isola per favorire l’avanzata dei fascisti, fenomeno di cui abbiamo avuto esperienza in Venezuela.

È molto importante ribadire, come ha affermato la CIPOML, che stiamo vivendo una situazione segnata da un processo di fascistizzazione, che significa un attacco violento e profondo ai diritti democratici, sindacali e sociali delle maggioranze, minacce contro i lavoratori, nativi o migranti, aumento della repressione, offensive propagandistiche di estrema destra, l’apparizione pubblica di idee e simboli fascisti, l’accondiscendenza verso le pratiche nazi-fasciste passate e presenti, l’esclusione e la repressione di approcci progressisti e comunisti, l’avanzata di un aperto anticomunismo e la generale accettazione da parte dell’opinione pubblica di approcci e pratiche fasciste.

Di fronte a questo pericoloso e crescente fenomeno reazionario, noi marxisti-leninisti siamo i più capaci di affrontarlo e sconfiggerlo veramente, come la storia ha già dimostrato. Pertanto, non possiamo giocare con atteggiamenti avventuristi, né arrestarci alle pratiche del riformismo o creare ulteriore confusione tra le masse.

Abbiamo l’obbligo di discutere e chiarire le tattiche appropriate per la fase attuale, consolidare un’unica linea strategica internazionale, che come non ci stancheremo mai di ripetere, è la linea definita da Marx, Engels, Lenin e Stalin, dall’Internazionale Comunista e dall’esperienza delle rivoluzioni vittoriose: la denuncia diretta e lo scontro in prima linea contro il fascismo, il lavoro con le forze antifasciste, gli sforzi sostenuti per formare un fronte unito del proletariato e un fronte popolare a livello nazionale e internazionale, una lotta senza quartiere né concessioni e una solidarietà militante al fianco dei popoli che resistono e combattono contro l’aggressione imperialista.

L’altro compito fondamentale è il consolidamento dei nostri Partiti attraverso il chiaro rafforzamento della loro natura nello scontro diretto e aperto contro i fascisti, siano essi embrionali o consolidati, per porci all’avanguardia e dimostrare, come già avvenuto contro le esperienze nazi-fasciste del passato, che le masse possono confidare nei comunisti marxisti-leninisti per guidare lo scontro e sconfiggere i reazionari, nella teoria e nella pratica, in pace e in guerra, utilizzando tutte le forme di lotta, in qualsiasi condizione. Questo è vitale da sostenere per crescere e progredire all’interno dei nostri popoli, senza sprecare l’occasione.

I tempi in cui viviamo e quelli a venire sono molto complessi. Ciò richiede che le organizzazioni marxiste-leniniste a livello nazionale e internazionale approfondiscano la chiarezza ideologica, consolidino l’unità d’azione, adattino la tattica, correggano le debolezze, agiscano con un unico obiettivo e come un blocco solido, per presentare alle masse del mondo una vera opzione per la vittoria contro il fascismo e la destra, illuminando il cammino della rivoluzione proletaria e del socialismo per tutte quelle organizzazioni e individualità disposti a lottare.

Il socialismo si costruisce solo con l’alleanza operai-contadini al potere e il popolo in armi“.

Caracas, marzo 2025.

Articolo pubblicato su “Unidad y Lucha”, n. 50 – Organo della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)

 

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