La gioventù proletaria non piega la testa

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un aumento della deriva autoritaria nel nostro paese.  L’ultimo decreto sicurezza stringe la morsa sulle manifestazioni con il “potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani e previsione della possibilità di arresto”, con il “fermo preventivo” di persone ritenute “pericolose”. Si introduce anche una sorta di “scudo penale” per gli agenti che commettono azioni illegali.

Nello stesso decreto si decanta la lotta alla criminalità giovanile con pene che vanno a gravare sulle famiglie proletarie e che minano la partecipazione dei giovani alle manifestazioni (v. il caso della studentessa 17enne a Firenze segnalata ai servizi sociali per la partecipazione ad una protesta).

A ciò si aggiunge la circolare del Viminale che autorizza tutte le forze di polizia (397 mila persone) a girare con armi private fuori servizio.

Il governo Meloni con gli scontri di Torino ha creato un artificioso teatrino per giustificare la repressione del dissenso, con l’approvazione del nuovo decreto e la continuazione dell’opera di sgombero degli spazi sociali occupati e autogestiti.

L’omicidio commesso a Rogoredo dallo sbirro Cinturrino ha però portato a galla il fenomeno della violenza poliziesca.

Il governo ha difeso a spada tratta la condotta delle forze dell’ordine, salvo dover fare un parziale dietrofront quando è emerso che il poliziotto aveva sparato ad un uomo disarmato in fuga, ed era inoltre solito chiedere il pizzo ai pusher, avvalendosi dell’omertà e della complicità dei suoi colleghi.

Questo ulteriore caso mostra come le cosiddette “mele marce” siano dentro un “cesto” ancora più marcio che le protegge, le nasconde e le promuove.

Intanto il gruppo di estrema destra “Azione Studentesca”, legato a FdI, ha fatto girare  un questionario sui “docenti di sinistra” per realizzare lista di proscrizione che ricorda quella degli squadristi mussoliniani. Il responsabile dell’organizzazione di FdI, Donzelli, ha difeso l’iniziativa.

Il mese precedente era stata avviata una mappatura istituzionale degli studenti palestinesi, cercando poi di nascondere  la natura discriminatoria e razzista di questa schedatura.

In questo clima, non mancano le intimidazioni verso gli antifascisti e il fenomeno delle ronde contro “i maranza” con cui i gruppi fascisti, con la scusa del combattere la piccola criminalità, vogliono giustificare gli attacchi squadristi e razzisti contro gli immigrati.

Dinanzi a questo clima di fascistizzazione e repressione dobbiamo organizzarci nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei territori. Dobbiamo, protestare, scioperare, manifestare senza tregua per cacciare il governo Meloni, coordinandoci con  tutte le realtà che vogliono costruire un fronte antifascista e antimperialista per respingere gli arbitri e i soprusi dei padroni, dei fascisti e degli altri nemici della classe proletaria, aprendo così la via alla rivoluzione per la società comunista.

Il rafforzamento dell’organizzazione comunista è la chiave di questo processo.

Da Scintilla n. 158 (marzo 2026)

 

 

 

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