La lite fra Trump e Meloni

La teatrale lite fra Trump e Meloni non è stata una faida personale, ma riflette un cambiamento nelle relazioni dell’Italia verso gli USA e più un generale di quelle fra le due sponde dell’Atlantico.

Le tensioni si erano accumulate prima della controversia sulla foto del G7, soprattutto per la posizione dell’Italia nella guerra contro l’Iran e la riluttanza del governo Meloni e di altri governi europei a essere coinvolti nelle aggressioni statunitensi e a concedere le basi, sotto la pressione di vasti settori dell’opinione pubblica e lo sviluppo di movimenti per la pace.

Ciò ha acuito le divergenze politiche e creato i problemi logistici che Trump ha confessato.

I leader dei paesi imperialisti europei membri della NATO stanno cambiando il loro approccio, allontanandosi da un totale allineamento strategico basato sugli interessi USA, per orientarsi verso una modalità di cooperazione più pragmatica.

Temono che la superpotenza a stelle e strisce non mantenga più l’impegno di fornire le garanzia di sicurezza di cui hanno bisogno e perciò vanno riarmando rapidamente e rafforzando il loro coordinamento.

Ad oggi però non hanno ancora né la capacità né la volontà di rompere con gli Stati Uniti, poiché dipendono strategicamente da essi in molti ambiti.

Nonostante ciò non sono disposti a continuare ad accettare supinamente i diktat di  Washington.

Non è un caso che l’incidente diplomatico e politico abbia coinvolto proprio la “consulente di Trump” in Europa, la politicante più allineata alle direttive USA, utilizzata per fare breccia negli alleati.

La guerra in Iran ha trasformato la condiscendenza di Meloni da vantaggio a serio problema per il governo. E ora si trova più isolata e marginalizzata a livello internazionale.

Quale deve essere l’atteggiamento dei comunisti in uno scenario di aumento delle discordie fra briganti?

Quello di approfittare della debolezza del governo per cacciarlo via il prima possibile con la lotta di massa, quello di rafforzare la lotta contro la guerra imperialista e il riarmo, per l’uscita dalla NATO e da qualsiasi altra alleanza bellicista, per la cacciata delle basi USA!

21 giugno 2026

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

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