La lotta contro il fascismo in Turchia e il ruolo delle donne
Come è noto, nel 2017 Erdogan ha instaurato un regime “unipersonale” modificando la Costituzione con un referendum fraudolento e adottando un sistema presidenziale autoritario.
Le elezioni locali del marzo 2024 hanno rappresentato una seria sconfitta per Erdogan, il cui governo ha impedito a İmamoğlu, il sindaco di Istanbul, di diventare potenzialmente il vincitore delle elezioni presidenziali, imprigionandolo ed estromettendolo dalla vita politica.
Il regime di Erdogan è riuscito a fare questo in altri 13 comuni, città e distretti, destituendo i sindaci eletti e nominando un fiduciario al loro posto.
L’obiettivo è quello di completare la formazione di un regime politico fascista che avrebbe anche garantito la rielezione di Erdogan a presidente, in condizioni di intimidazione e soppressione delle lotte delle masse sfruttate e oppresse.
Tuttavia, il rapido deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro ha aumentato il malcontento e le reazioni delle masse sfruttate e oppresse, che hanno dato vita a grandi manifestazioni di protesta.
Ciò ha portato a una perdita relativamente rapida del sostegno di massa ai partiti di governo (AKP e MHP), che per tutta risposta hanno aumentato la repressione e la tirannia.
Le esigenze del capitale in Turchia e le politiche perseguite da Erdogan per consolidare il suo “regime di un uomo solo” stanno colpendo in particolare le donne, che dovrebbero “fare solo le madri”. La violenza contro le donne è in aumento.
In questo scenario il Partito del Lavoro (EMEP) di Turchia ha organizzato a fine maggio una Conferenza delle donne per dare forma alla lotta, discutendo delle condizioni di vita delle donne lavoratrici e operaie e agire con maggiore forza per impedire le violazioni dei diritti delle donne e portare avanti la lotta contro il fascismo.
Le compagne della nostra Organizzazione hanno inviato alla Conferenza il seguente saluto.
“Care compagne, vi preghiamo di trasmettere alla Conferenza delle donne i nostri più calorosi e fervidi saluti.
La vostra Conferenza rappresenta un evento significativo in Turchia e per tutti coloro che nel mondo lottano per i diritti delle donne, la giustizia sociale, la pace e la libertà.
Le masse femminili turche, che oggi subiscono una grave oppressione, sono chiamate a prendere in mano la lotta politica contro la reazione e l’ascesa del fascismo, per una nuova società.
È un compito difficile, ma non può esserci altra via d’uscita dall’atmosfera oppressiva di un regime autocratico e dalla schiavitù del capitalismo.
Sappiamo che la “questione femminile” non esiste in modo indipendente. La violenza che opprime le donne è in parte prodotta dalla grande contraddizione tra capitale e lavoro.
Per questo motivo, la lotta per i diritti delle donne, per l’uguaglianza tra donne e uomini, per la difesa dei valori progressisti e rivoluzionari, è strettamente e indissolubilmente legata alla lotta del movimento operaio, di cui è parte costitutiva e organica.
Le donne della classe operaia e degli strati popolari hanno tutto l’interesse a scendere in campo contro la tirannia del governo e a condurre in prima persona e a parità di condizioni la battaglia per la realizzazione delle rivendicazioni economiche, sociali e culturali, senza restare indietro.
E il movimento operaio non può ignorare questa realtà essenziale quando si tratta di lottare contro il sistema esistente, per una nuova società e nuovi stili di vita.
Dovrebbe quindi offrire il suo sostegno alla lotta per la liberazione delle donne, perché in questo modo si rafforzerà e perseguirà obiettivi più avanzati.
Con questo obiettivo in mente, siamo fiduciosi che la vostra Conferenza valuterà le esperienze maturate negli ultimi anni, analizzerà la situazione attuale e definirà la giusta rotta e il giusto approccio per il prossimo periodo di lotta per il trionfo di una vera democrazia popolare.
Sarà un grande passo avanti non solo per le donne oppresse in Turchia, ma per tutte le donne del mondo.
Care compagne, salutiamo e sosteniamo la vostra Conferenza, augurandovi buon lavoro e pieno successo!”.
Da Scintilla n. 153 – giugno 2025
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