La lotta per il Partito nella fase attuale

Le profonde conseguenze della sconfitta del socialismo e della classe operaia internazionale, che si sono avvertite in modo più marcato nel Vecchio continente (dove è stato realizzato per la prima volta il socialismo, dove si è affermato il predominio revisionista e dove le pre-condizioni materiali della nuova società sono più avanzate), hanno lasciato la loro impronta su tutti i tentativi di ri/costruzione di partiti comunisti che si sono verificati negli ultimi decenni.

In una condizione in cui i livelli di organizzazione e di coscienza del proletariato sono a un livello storicamente basso, in cui la fiducia nel socialismo è notevolmente scossa e la lotta di classe si svolge in un atmosfera ideologica neoliberista e riformista, con caratteristiche relativamente pacifiche e spesso diretta dai collaborazionisti, la lotta per il partito della rivoluzione proletaria non poteva avere un riscontro tale da innescare processi di rapida e consistente aggregazione dei settori relativamente avanzati della classe (o della loro separazione da partiti e associazioni di massa socialdemocratici con base proletaria, laddove esistenti).

Una riprova di ciò va colta nel fatto che in Europa occidentale negli ultimi trenta anni non si è formato nessun partito comunista che possa definirsi reparto di avanguardia cosciente e organizzato della classe operaia, con proprie leve di massa.

Ciò è tanto più vero in un paese come il nostro, in cui il movimento comunista soffre di una perdurante confusione ideologica e frammentazione organizzativa che determina perdita e degradazione del livello di relazione con la classe e le sue organizzazioni di massa (v. “Scintilla”, n. 123 – aprile 2022).

In quanto comunisti, non possiamo negare o bypassare volontaristicamente i fenomeni distruttivi materiali e ideologici causati dalla sconfitta transitoria, profonda e multilaterale, del socialismo (anche per il modo in cui essa è avvenuta). Non possiamo disconnettere il livello e l’influenza del nostro lavoro da tali fenomeni e dai rapporti di forza fra lavoro e capitale.

Possiamo e dobbiamo invece comprendere le cause profonde che generano le condizioni del superamento dell’asimmetria fra condizioni obiettive e debolezza soggettiva della classe e agire di conseguenza; possiamo e dobbiamo approfondire la discussione e la comprensione del nostro lavoro focalizzandolo nella classe operaia industriale, approfittando di tutte le possibilità e opportunità, per portare avanti la lotta per il Partito.

Ricordiamo quello che scriveva Gramsci: “I partiti politici sono il riflesso e la nomenclatura delle classi sociali. Essi sorgono, si sviluppano, si decompongono, si rinnovano, a seconda che i diversi strati delle classi sociali in lotta subiscono spostamenti di reale portata storica, vedono radicalmente mutate le loro condizioni di esistenza e di sviluppo, acquistano una maggiore e più chiara consapevolezza di sé e dei propri vitali interessi.” (Il partito comunista, 1920).

In altre parole: il partito comunista si costruisce all’interno di un processo storico che vede il proletariato affrontare nelle grandi battaglie di classe le questioni fondamentali da cui dipende il suo presente e il suo avvenire, con l’assunzione di responsabilità da parte delle sue componenti più avanzate e coscienti.

Il periodo attuale, che vede l’acutizzazione di tutte le principali contraddizioni della nostra epoca, crisi economiche, sanitarie, sociali, climatiche, alimentari profonde e ravvicinate, così come l’avvio di una guerra di carattere inter-imperialista, con i relativi mutamenti nelle condizioni sociali di esistenza e in quelle soggettive delle classi (in guerra le masse non solo vedono peggiorare le propria situazione, ma pensano, riflettono e sono costrette ad agire), è destinato a generare un duplice processo.

Da un lato la perdita di fiducia e il distacco verso i partiti e le associazioni politiche tradizionali o “moderne” che non sanno offrire risposte e alternative alla crisi profonda della società (processo che si manifesta anche con la crescita dell’astensione elettorale); dall’altro lato, i tentativi di formazione di nuove organizzazioni politiche all’altezza dei tempi.

Nessuna classe sociale, anche quelle storicamente più pigre e lente nel differenziarsi e organizzarsi, sfugge a quest’ultima tendenza che avanza sulla base dell’inasprimento della lotta fra le classi (nel concetto è ricompresa la lotta condotta dalle classi superiori contro quelle inferiori).

Per la classe operaia questo processo significa porsi di fronte a compiti la cui soluzione dipende dal fatto di disporre una propria compatta forza politica di avanguardia, indipendente e rivoluzionaria, completamente separata dall’opportunismo che si è largamente sviluppato come prodotto del precedente periodo pacifico-parlamentare.

La rapidità di tale processo dipende da differenti fattori che oggi sono già presenti e vanno progressivamente affermandosi.

Anche solo per difendersi dall’aggressività padronale gli operai comprendono che affidarsi ai vecchi partiti della sinistra borghese o delegare le proprie ragioni alla burocrazia sindacale equivale andare incontro a indietreggiamenti su indietreggiamenti, sconfitte su sconfitte.

Le più significative lotte operaie degli ultimi tempi, hanno posto, sia pure in germe, un aspetto fondamentale: la ripresa nelle mani operaie dell’iniziativa di lotta e la creazione di proprie forme organizzative autonome.

E’ una dimostrazione del fatto che il proletariato non si rassegna a rimanere sotto la direzione di partiti e apparati organici ad altre classi sociali, che cerca di riorganizzarsi, che la sua aspirazione a divenire classe dominate e dirigente torna a manifestarsi, sia pure con forme ancora immature.

All’interno di questo processo storico, che accelererà man mano che le contraddizioni si svilupperanno generando conflitti di classe aperti, guerre e sollevazioni popolari, siamo tenuti fin da oggi, in quanto comunisti, ad unirci e intervenire sistematicamente nella situazione attuale sostenendo l’assoluta necessità del partito di tipo leninista, per sviluppare la coscienza rivoluzionaria di classe e unire il movimento operaio al socialismo scientifico (non a quello piccolo-borghese).

Tale unione non si stabilisce spontaneamente o a tavolino, e non progredisce alla stregua di un processo ininterrotto e lineare. E’ un processo con i suoi punti alti e bassi che si realizza in una lotta continua contro le correnti borghesi e piccolo borghesi, assumendo diverse forme e specifiche caratteristiche in ogni paese e nei differenti periodi storici.

Tre grandi compiti si pongono dunque per il lavoro comunista nel nostro paese per formare e costruire il Partito nel mezzo dell’acutizzazione delle contraddizioni della nostra epoca: tenere fermissimi i principi del marxismo-leninismo, applicandoli alla situazione concreta; avanzare verso la formazione di una Organizzazione intermedia, quale strumento adeguato alla fase preparatoria del Partito; tenere alta la bandiera dell’internazionalismo proletario, cooperando con le altre realtà m-l nella lotta all’opportunismo, al revisionismo e alla socialdemocrazia internazionale.

Un’Organizzazione che includa tutti gli elementi che fanno propri i principi del comunismo e vogliono lavorare seriamente fra le masse, specialmente nel proletariato industriale, unificando la lotta politica e quella economica con la lotta ideologica basata sulla teoria marxista-leninista, per superare la contraddizione fra le condizioni obiettive favorevoli e l’arretratezza del fattore soggettivo.

Non si tratta dunque di lanciare proclami e tanto meno di rifugiarsi nello sterile attesismo, ma di unire e amalgamare forze costruendo organizzazione comunista centralizzata, viva e operante specialmente nel campo della propaganda e dell’agitazione rivoluzionaria, dell’educazione politica degli strati decisivi del proletariato per spostarli dalla parte del marxismo-leninismo.

Il rafforzamento di Piattaforma Comunista è indispensabile per avanzare in questo processo serrando le fila dei marxisti-leninisti, formando un centro dirigente coeso e i quadri che porteranno avanti la lotta per il Partito nelle condizioni del nuovo “periodo iniziale” del processo di unione del socialismo scientifico e del movimento operaio.

Ogni deviazione da questa rotta deve essere decisamente combattuta.

Da Scintilla, giugno 2022, n. 124

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