La protesta sociale non è reato! Scioperiamo e manifestiamo compatti a Massa il 14 ottobre!
La protesta sociale non è reato!
Scioperiamo e manifestiamo compatti a Massa il 14 ottobre!
Decine di compagni che il 3 ottobre 2025 scioperarono in supporto alla Flottiglia abbordata e rapita in acque internazionali dallo Stato di Israele, furono denunciati o pesantemente sanzionati per aver bloccato la circolazione ferroviaria nella stazione di Massa.
Circolazione inesistente in quanto l’adesione allo sciopero dei ferrovieri aveva di fatto interrotto il transito dei convogli.
Dopo il sostegno economico adesso è il momento del sostegno dello sciopero generale regionale e della piazza.
L’Organizzazione per il partito comunista del proletariato invita le avanguardie di lotta, ogni compagno/a, le lavoratrici e i lavoratori, ovunque collocati politicamente e sindacalmente, a scioperare il 14 ottobre e a partecipare al corteo indetto dalla Cgil Regione Toscana a Massa.
I fatti, a un anno di distanza, ci dicono che chi manifestò allora era dalla parte giusta della storia.
Dopo l’aggressione a Gaza, lo Stato genocida di Israele e gli Stati Uniti guidati dal fascista Trump si sono resi protagonisti dell’attacco ad altri Stati sovrani mediorentali, in particolar modo dell’Iran.
Guerre alla base dell’impennata del costo dell’energia e dei carburanti che sta falcidiando il salario e mettendo a durissima prova non solo lavoratrici e lavoratori, ma anche quei piccoli imprenditori che sono sempre al servizio del grande capitale, ma che oggi rischiano di essere fagocitati.
Scioperare e manifestare uniti il 14 ottobre non significa solo esprimere piena solidarietà ai 36 attivisti citati a giudizio.
Significa mandare un messaggio chiaro e preciso a questo governo sempre aggrappato servilmente alla giacchetta di Trump e Netanyahu (è notizia recente che 500 soldati italiani saranno “rischierati” in Arabia Saudita dove vi è l’ennesimo scenario di guerra).
Vuol dire opporsi frontalmente ai “pacchetti sicurezza”, rilanciare la lotta per forti aumenti salariali, contro i licenziamenti che stanno gettando per strada migliaia di operai anche nella nostra regione, rigettare le spese e missioni militari per aumentare quelle per sanità, casa e istruzione pubbliche, esigere che paghino profitti e patrimoni dello strato più ricco della società!
La lotta per il pane, il lavoro e la pace, contro la repressione e per le libertà dei lavoratori, devono andare di pari passo con la lotta per liberare una volta per tutte il nostro paese dagli sfruttatori, dai parassiti e dai guerrafondai, per conquistare un nuovo e superiore ordinamento sociale: il socialismo!
Uniamoci, mobilitiamoci, organizziamoci!
Ottobre 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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