La scuola in sciopero contro la militarizzazione, la leva obbligatoria e la controriforma dell’istruzione
Il 7 maggio si terrà lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola, delle studentesse e degli studenti, contro la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e dei licei che accresce il potere delle grandi imprese nel processo di formazione degli studenti e contro i tagli all’ istruzione.
Lo sciopero è chiamato anche per il 6 maggio per garantire la massima copertura del personale per il boicottaggio delle prove Invalsi.
La giornata di mobilitazione, che vedrà manifestazioni in molte città, si svolgerà alla vigilia dell’ 8 maggio, giorno in cui si terrà la mobilitazione internazionale contro la reintroduzione della leva militare, la militarizzazione della scuola e il riarmo, con manifestazioni e scioperi degli studenti in diversi paesi.
Ricordiamo le precedenti mobilitazioni in Germania con 50.000 giovani in piazza lo scorso dicembre e 55.000 a marzo.
Proprio in Germania è stata approvata da gennaio 2026 una pericolosa legge che prevede la reintroduzione di un sistema di leva semi-obbligatoria e che i cittadini dai 17 ai 45 anni non possano allontanarsi dal paese per lunghi periodi senza il permesso dell’ esercito.
La leva è stata reintrodotta anche in Croazia e lo stesso avverrà in Francia la prossima estate.
In Italia il ministro Crosetto sostiene una proposta di leva volontaria con l’obbiettivo di formare circa 10.000 nuove unità specializzate.
Lo sviluppo dei piani dei governi UE sulla leva militare, si lega ovviamente allo scenario caratterizzato dalla guerra interimperialista in Ucraina, dall’aggressione all’Iran e al Venezuela, dallo strangolamento del popolo cubano da parte dell’ imperialismo statunitense.
Un contesto che vede un continuo aumento del militarismo, la corsa al riarmo con la crescita delle spese militari a scapito di quelle sociali, la riconversione bellica industriale, e all’intensificazione della repressione nelle “retrovie”.
È fondamentale sostenere lo sciopero del 7 maggio e la mobilitazione internazionale dell’8 maggio contro i piani di riarmo imperialisti europei, per l’internazionalismo e la solidarietà di classe fra i lavoratori sfruttati e con i popoli oppressi, contro l’imperialismo che rapina le risorse dei paesi dipendenti e condanna la gioventù a diventare carne da macello per i propri interessi.
Dentro questa mobilitazione occorre rilanciare le parole d’ordine della rottura delle relazioni con lo Stato sionista di Israele, la libertà degli attivisti della Flottiglia sequestrati e dei prigionieri palestinesi, la rottura dell’assedio di Gaza e la fine del genocidio dei palestinesi.
Che i lavoratori della scuola e gli studenti, assieme alle loro rivendicazioni su salari, organici, al rigetto della alternanza scuola-lavoro e al modello reazionario di Valditara, dicano chiaro e forte: “Fuori l’Italia dalla NATO e dalla UE; Via le basi USA; Via Meloni e tutti i guerrafondai dal potere!”
La mobilitazione si terrà in coincidenza di un anniversario di grande rilevanza storica: quello della sconfitta del nazismo e della vittoria dell’Armata Rossa Sovietica nella seconda guerra mondiale.
Guerra alla guerra: noi non ci arruoliamo! Il nemico principale di ciascun popolo si trova nel proprio paese!
Maggio 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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