La sola via di uscita
Il mondo capitalista-imperialista è intrappolato nelle sue irrisolvibili contraddizioni. Il rallentamento economico spinge la borghesia ad aumentare lo sfruttamento delle masse lavoratrici, ma la classe al potere non può dare lavoro ai disoccupati e pane a chi ha fame. Incapace di trovare una via d’uscita dalla crisi generale del suo sistema, la classe dominante in diversi paesi capitalisti sta passando alla reazione politica aperta, calpestando i diritti dei lavoratori, come quello di sciopero
In questo scenario si alza l’onda d’indignazione e di protesta degli operai e delle masse popolari contro il capitalismo, la dittatura borghese e il fascismo.
Un profondo fermento rivoluzionario sta avanzando irresistibilmente. Grandi e combattivi scioperi si susseguono in diversi paesi (si veda a pag. 16 la battaglia degli operai tessili di Urfa, in Turchia), nelle rivolte degli agricoltori oppressi dalle banche, nelle proteste dei giovani contro le politiche repressive e securitarie, nella vasta solidarietà con la lotta del popolo palestinese.
I tentativi della borghesia dei paesi imperialisti di trovare stratagemmi per rovesciare la crisi sulle spalle delle classi lavoratrici e dei popoli oppressi, stanno rendendo ancora più acute le contraddizioni interne ed esterne del sistema capitalista.
L’incertezza crescente della borghesia sulla possibilità di incontrare una soluzione della crisi solo attraverso lo sfruttamento intensificato dei proletari dei propri paesi spinge gli imperialisti a trascinare i lavoratori e i popoli nell’abisso di nuove guerre imperialiste per saccheggiare le ricchezze dei popoli e ridividersi il mondo.
Nella attuale situazione i comunisti devono sollevare con risolutezza davanti alle masse sfruttate e oppresse la prospettiva della via rivoluzionaria d’uscita dalla crisi del capitalismo, per il socialismo.
Non c’è altra via d’uscita dalla crisi generale del capitalismo se non quella indicata da Lenin: il rovesciamento delle classi sfruttatrici da parte del proletariato, la confisca delle banche, delle fabbriche, delle miniere, dei trasporti, delle ricchezze dei capitalisti, delle terre dei latifondisti.
Mentre sosteniamo le lotte quotidiane degli operai e degli altri lavoratori sfruttati, delle donne e dei giovani degli strati popolari, dobbiamo orientare sistematicamente queste lotte nella prospettiva della rottura rivoluzionaria con il sistema capitalista-imperialista.
Lo strumento indispensabile per adempiere appieno a questo compito è il Partito comunista, che va ricostituito al più presto.
È necessario procedere risolutamente in questa direzione, attraverso lo sviluppo dell’organizzazione rivoluzionaria dei marxisti-leninisti e degli operai avanzati.
Editoriale di Scintilla n. 140 – dicembre 2023
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