L’importanza del reclutamento

La nostra organizzazione risente della ancora troppo ristretta compagine dei suoi militanti.

I compiti e le responsabilità cui è chiamata dagli sviluppi della lotta di classe, lo stesso sviluppo del suo organo di stampa e della sua diffusione tra la massa proletaria, necessitano di un aumento del numero dei militanti.

Senza porsi e assolvere sistematicamente questo compito, non potremo svilupparci come un’organizzazione militante che svolge una funzione precisa nel processo di  costruzione dell’organizzazione intermedia  per il Partito.

Un aspetto fondamentale in questo senso è il reclutamento di nuovi militanti comunisti: un’attività indispensabile, permanente e obbligatoria per tutte le organizzazioni marxiste-leniniste.

I militanti comunisti svolgono un ruolo fondamentale nella lotta per il Partito. Ma la questione del reclutamento è spesso sottovalutata, come se si dovesse porre solo quando sarà formato il Partito.

Vi sono compagni che non agiscono per reclutare nessun nuovo compagno, che si contentano di essere comunisti loro stessi.

Si tratta di errori, che rivelano il permanere di tendenze arretrate, economiciste, che in un modo o nell’altro cercano di sminuire e restringere il lavoro di organizzazione comunista.

Lo sviluppo dell’organizzazione, l’applicazione della sua linea politica e il raggiungimento di livelli più avanzati nella lotta per il Partito richiedono la pratica conseguente della politica di reclutamento.

Il compito del reclutamento è un dovere e una responsabilità di tutti i comunisti, dei vecchi e dei giovani, dei militanti e dei dirigenti e deve essere sviluppato in maniera sistematica.

Nessun comunista può limitarsi a delegare ad altri compagni il compito di reclutare. Non esistono specialisti del reclutamento. Assolutamente tutti i comunisti hanno la capacità e il dovere di lavorare in questo campo assumendo un ruolo attivo, con iniziativa e audacia.

Chi dobbiamo reclutare, come dobbiamo reclutare e dove?

Il reclutamento si sviluppa anzitutto nelle masse lavoratrici, particolarmente nelle fila della classe operaia, fra le masse giovanili, fra le donne dei settori popolari. Questi sono i nostri “cantieri” dove con la nostra iniziativa politica e ideologica andiamo a cercare e a incontrare i nuovi comunisti.

Per reclutare, i comunisti devono stare nei luoghi di lavoro e nei territori dove lottano i proletari, inserirsi nelle mobilitazioni, laddove si rivelano elementi proletari svegli, combattivi, coraggiosi, decisi, che vogliono lottare, che in una parola definiamo proletari avanzati.

Naturalmente non troveremo comunisti e rivoluzionari formati, ma troveremo in questi elementi la “materia prima” per reclutare e forgiare nuovi militanti comunisti rivoluzionari.

Non possiamo chiedere a un elemento arretrato o medio, a quelli che non si esprimono o ai ciarlatani, agli opportunisti di entrare nell’organizzazione; dobbiamo invece puntare sugli elementi che sono dei dirigenti naturali, dei lottatori con istinto e spirito rivoluzionario, anche se non pienamente coscienti.

Al reclutamento di nuovi militanti si deve dare impulso in ogni momento, approfittando di ogni occasione; effettivamente esistono situazioni più propizie per iniziare a svolgerlo: le riunioni, le assemblee, gli scioperi, le mobilitazioni di piazza, in cui si mettono in luce i proletari avanzati e combattivi.  Questo significa che il calore della lotta crea le migliori condizioni per il reclutare nuovi militanti comunisti.

Il reclutamento non va fatto a casaccio, deve essere un lavoro pianificato, controllato e valutato, in cui l’iniziativa personale è sotto la direzione, l’azione coordinata e vigile del collettivo.

Una volta individuati gli elementi da reclutare si sviluppa un lavoro specifico, individuale nel caso, per avvicinarli e trasformarli in comunisti, facendo conoscere loro le nostre posizioni politiche e ideologiche.

Non si può operare la selezione sulla base di criteri come “simpatici o antipatici”, ma sulle qualità e le caratteristiche fondamentali della disponibilità, della volontà, delle capacità e della combattività dei compagni da reclutare.

In che modo approcciare questi compagni? Va creato anzitutto un filo di comunicazione diretta, per convincerli della giustezza delle nostre idee e posizioni, del fatto che il marxismo-leninismo è l’arma più potente del proletariato, che l’organizzazione è il posto giusto per il progetto rivoluzionario, così da conquistarli e iniziare un lavoro di formazione individuale e collettivo.

La proposta di entrare nell’organizzazione va avanzata nel momento opportuno, nel contesto del lavoro per l’organizzazione, possibilmente nel vivo dell’azione pratica. L’accettazione da parte del candidato della nostra proposta di militanza implica un espresso impegno di legarsi coscientemente e volontariamente all’organizzazione comunista.

Un altro atteggiamento sbagliato è quello di pensare di reclutare elementi già belli e pronti, che sappiano già cosa è il comunismo, che conoscano le leggi del capitalismo e della rivoluzione proletaria, che comprendano fin da subito quali siano le loro responsabilità e i loro doveri.

Il militante si forma all’interno dell’organizzazione e domani nel Partito, con lo studio e l’attività rivoluzionaria.

L’istinto di classe per non rimanere allo stato primordiale, ha bisogno di una teoria rivoluzionaria che lo sostanzi e sveli tutto il meccanismo della società capitalistica. Una tale teoria rivoluzionaria può essere acquisita profondamente e applicata conseguentemente solo nel quadro di un’organizzazione che a questo fine dedica una specifica attività e solo nell’ambito della partecipazione attiva alla lotta politica di classe che impegna tutta l’organizzazione.

Uno strumento molto importante per il reclutamento è il giornale Scintilla, che deve essere più visibile. Lo sforzo per produrre il giornale mensile, ricco di orientamenti e temi per la propaganda e l’agitazione, non è diretto solo per chi è già comunista, ma soprattutto per chi vuole diventarlo, per gli operai avanzati.  Anche in questo senso il giornale deve svolgere la funzione di organizzatore.

Dobbiamo quindi chiedere agli elementi che vogliamo reclutare se hanno letto il giornale, se vogliono conoscere più a fondo quello che dice, se gli piace e se hanno delle critiche da avanzare, se vogliono scrivere degli articoli, se vogliono aiutarci a diffonderlo, se vogliono organizzare un circolo di lettori di Scintilla.

Ma il mezzo più importante resta pur sempre il militante comunista, che vede, ascolta, dialoga, lotta con le masse sfruttate e oppresse, con i loro elementi avanzati.

Nel lavoro di reclutamento dobbiamo essere audaci. Se vi sono le condizioni non ci si deve limitare al singolo compagno, ma lavorare con 3, 4, 5 compagni e organizzarli in nuclei di candidati a membri dell’organizzazione, che siano una scuola di formazione comunista in cui i compagni studiano (individualmente e collettivamente) e assimilano i principi del marxismo-leninismo, i nostri documenti programmatici e politici fondamentali, la politica attuale che svolgiamo, che si inseriscano nella lotta sociale, comincino a compiere i loro doveri e accedere ai loro diritti di militanti.

La formazione comunista non è solo studio, significa comprendere e fare nostra la teoria rivoluzionaria, assimilarla e porla in pratica nelle condizioni concrete, non in astratto, ma con gli strumenti e le problematiche che esistono in quel momento e in quel luogo. E’ un processo che non si compie in una riunione e non finisce in un mese, ma dura tutti i giorni di una vita intera.

Lo ripetiamo: per avanzare verso il partito abbiamo bisogno di un’organizzazione di rivoluzionari proletari più forte, di quadri ideologicamente preparati e temprati nella lotta. Il reclutamento è lo strumento basilare per realizzare ciò.

Da Scintilla n. 127 – ottobre 2022

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