Livorno: sfruttamento e soluzioni truffaldine per i  lavoratori dei piazzali di movimentazione e stoccaggio 

Corrispondenza

Il settore della gestione dei piazzali di movimentazione e stoccaggio di autoveicoli nuovi è perennemente in crisi.

Questo nonostante sia un settore in continua crescita e il porto di Livorno sia, in questo campo, uno dei più importanti d’Italia.

Si stima che i vari piazzali, Bertani, Mercurio e Il Faldo, possano accogliere sulle 70 mila auto. Sono numeri importanti se aggiunti a quelli delle auto che vengono sbarcate sulle banchine livornesi.

Questa parte di lavoro è affidato a ditte esterne tramite appalti e subappalti continui mentre i dipendenti, diretti dei proprietari dei piazzali, sono in numero esiguo.

Da dicembre un centinaio di dipendenti de Il Faldo, di Autotrade & Logistcs, sono in cassa integrazione.

Questa società per azioni, che si fa una grande pubblicità con il green, ha numerosi clienti ma è in crisi finanziaria e chi ci rimette come al solito sono i lavoratori, di cui molti lavorano sottoinquadrati, con bassi salari.

In crisi sono pure i 76 lavoratori dei piazzali Bertani. La loro è una lunga odissea iniziata nel 2015 quando ai F.lli Elia subentrò la Bertani spa che ottenne di poter esternalizzare le operazioni di movimentazione e stoccaggio.

Da allora si sono succedute diverse società che hanno peggiorato le condizioni lavorative e salariali dei lavoratori.

L’ennesima crisi non è dovuta ad un calo di lavoro, anzi i lavoratori hanno sempre lavorato a pieno ritmo, ma al mancato rinnovo dell’accordo tra Bertani e la società appaltatrice Asg consulting.

A gennaio la società Asg Consulting ha infatti comunicato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori impegnati nel servizio di movimentazione  all’interno dei piazzali Bertani.

È iniziato lo stato di agitazione, si sono svolti incontri  con il  presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, il prefetto di Livorno, con la direzione aziendale, è stato aperto il tavolo in Regione.

Ma quale soluzione si è trovata alla fine?

Quella di assumere i medesimi lavoratori per 45 giorni tramite agenzia interinale, in barba alla legge che tutela i lavoratori durante i cambi di appalto.

Ciò peggiorerà ulteriormente le condizioni dei lavoratori che già lavorano a ritmo da cottimo e con poche tutele.

In pratica dalla padella dell’appalto alla brace dell’interinale!

L’accordo firmato da Cgil e Uil, e che è stato sbandierato dagli stessi come un successo, appare come l’ennesima presa in giro e soprattutto rappresenta un precedente pericoloso per tutta la classe operaia.

Questo anche perchè i 76 lavoratori per poter essere assunti dall’agenzia hanno dovuto dare le dimissioni volontarie, probabilmente perdendo anche il diritto alla Naspi e senza nessuna garanzia di ciò che succederà dopo il 15 marzo quando il breve contratto scadrà.

È una soluzione che non salva realmente nessun posto di lavoro e dimostra solo che le leggi borghesi vengono aggirate tranquillamente quando fa comodo ai padroni.

Purtroppo Livorno proletaria è rimasta a guardare e non si è sollevata a difesa di questi lavoratori, ma di ciò non ci stupiamo perché questo è il frutto di decenni di politiche neoliberiste a difesa dei profitti, di devastazione sociale e ideologica.

Da comunisti continueremo a difendere il lavoro contro il capitale, esigendo il blocco dei licenziamenti, la fine del precariato e degli appalti, la stabilizzazione occupazionale e forti aumenti salariali, facendo crescere fra gli sfruttati la coscienza che per conquistare un futuro degno di questo nome bisogna passare al socialismo.

Da “Scintilla” n. 151, febbraio 2025

Enquire here

Give us a call or fill in the form below and we'll contact you. We endeavor to answer all inquiries within 24 hours on business days.
[contact-form-7 id="5208"]
Organizzazione per il partito comunista del proletariato