Mieli continua a denigrare l’Albania socialista
Corrispondenza
All’inizio di agosto alla trasmissione che tiene giornalmente su Rai 3 alle 13.45 il Mieli, coadiuvato dal solito codazzo di “esperti” e giovani “storici”, ha di nuovo attaccato e denigrato l’Albania socialista guidata da Enver Hoxha con palesi bugie, mezze verità ed enormi omissioni.
Come comunista ed ex-appartenente all’Associazione Italia-Albania desidero ribadire quanto segue.
La rottura con l’URSS nel 1960 fu la conseguenza di un atto internazionalista di denuncia del revisionismo che in quel paese divenne dominante come ideologia e pratica dopo la morte di Stalin.
Nella riunione degli 81 partiti comunisti ed operai tenuta nello stesso anno a Mosca Enver Hohxa inchiodò con un famoso discorso i kruscioviani alle loro responsabilità, in primo luogo per essersi riconciliati con l’imperialismo.
Non fu affatto un atto nazionalista come si vuol far credere.
Alla temporanea alleanza con la Cina (fino all’apertura anche di questo paese all’imperialismo statunitense ed alla reazione internazionale con la “teoria dei tre mondi) seguì una denuncia simile. Non fu affatto un matrimonio di interessi, ma la condivisione, fino a che ciò fu possibile, di una battaglia comune.
Bene fece Enver Hohxa ad approntare un efficace sistema di difesa nazionale anti-invasione, dal momento che tentativi in questo senso ne vennero fatti, sia dagli USA direttamente che da elementi legati alla monarchia feudale spodestata dal poter popolare e foraggiata dai razzisti del Sudafrica, allora al potere.
E bene fece, malgrado con risultati non del tutto efficaci, a contrastare la propaganda imperialista via etere .
La repressione verso intellettuali e scrittori non corrisponde a verità. Lo scrittore Ismail Kadarè, non solo si vide pubblicati i suoi romanzi, prima di andare a godersi i suoi soldi a Parigi dopo il crollo del potere popolare, ma durante tale potere fu persino presidente dell’Assemblea Popolare. Anche il reazionario Sali Berisha fu visto piangere nel giorno dei funerali di Enver Hoxha.
Nessuno in Albania patì la fame e la miseria con il socialismo. Di lavoro, istruzione, assistenza sanitaria e sociale, ferie retribuite, ecc. poterono godere tutti i lavoratori fino al rovesciamento della dittatura del proletariato.
L’Albania ebbe il maggior tasso demografico dell’intera Europa. Dalla liberazione al processo degenerativo che culminò con il tradimento revisionista di Ramiz Alia, che approfittò della difficile situazione in cui si trovò il Paese delle aquile dopo la morte di Enver Hoxha nel 1985, seguendo il modello di Gorbaciov, la popolazione si moltiplicò di sei volte e il reddito reale pro capite ebbe una crescita costante. Si può ben dire che il popolo albanese fu costruito da Enver Hoxha. E via elencando …
Il cammino del progresso sociale, lo abbiamo ben capito, non va in linea diretta, ma è fatto di grandi successi e dolorose sconfitte temporanee. Ma la storia va avanti, sospinta dalla lotta di classe.
Grazie per l’ospitalità.
(lettera firmata)
Da Scintilla n. 147, settembre 2024
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