Mikhail Ivanovich Kalinin

Alejandro Rios

Partito Comunista Marxista Leninista dell’Ecuador

 Mikhail Ivanovich Kalinin

Mikhail Kalinin è stato uno dei leader bolscevichi più amati dal popolo sovietico; i contadini dicevano che si poteva parlare con lui come se fosse uno di loro. Proveniva da una famiglia di contadini e capiva molto bene la loro vita, il loro modo di pensare e di agire e sapeva come relazionarsi con loro.

Quando Lenin lo sostenne per la presidenza del Comitato Esecutivo Centrale del Congresso dei Soviet di tutta la Russia, disse che “è un contadino della provincia di Tver, che ha stretti legami con l’economia contadina, … gli operai di Pietrogrado potevano essere certi che avrebbe potuto avvicinare ampi settori delle masse lavoratrici…”.

La fiducia del popolo in lui era tale che gli scrivevano lettere in cui gli parlavano dei loro problemi, degli errori commessi dai funzionari di medio e basso livello e gli chiedevano aiuto. “Salve, caro nonno Mikhail Ivanovich”, esordiscono molti di loro. Kalinin rispondeva loro ed accoglieva le loro richieste.

Durante i primi tre decenni di potere sovietico, Kalinin ebbe delle responsabilità di enorme importanza e significato. Con la vittoria della rivoluzione, i lavoratori lo elessero membro della Duma di Pietrogrado e questo lo rese sindaco della città.

Quando fu costituita l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), fu eletto presidente del Comitato Esecutivo Centrale dell’URSS e, dal gennaio 1938, fu a capo del Presidium del Soviet Supremo; dal 1926 fu membro dell’Ufficio Politico del Partito Comunista (bolscevico).

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