Milano, metropoli della corruzione e del parassitismo imperialista
Gli ultimi sviluppi dello scandalo sull’urbanistica di Milano, ha portato alla scarcerazione dei sei indagati principali, anche se le indagini proseguono.
La giustizia borghese, che legittima i rapporti di produzione capitalistici, ha il compito di individuare e punire eventuali reati. Noi vogliamo valutare l’aspetto politico e sociale della vicenda.
Quello che emerge è un sistema che almeno dal 2014 ha volutamente usato la Commissione Paesaggio per “funzioni in materia urbanistica ed edilizia” e non solo di “tutela paesaggistica”, con una contaminazione fuorilegge.
Sistematicamente sono state ignorate le osservazioni provenienti dai Municipi di zona, altro che “città partecipata”. Lo stesso possono denunciare i numerosi comitati cittadini che hanno tentato di opporsi alle politiche urbanistiche della Giunta.
Questi sono in ogni caso atti politici gravi, la manifestazione evidente di voler ignorare la voce delle masse popolari per favorire un circolo di imprenditori e per il sogno di una città elitaria.
La solidarietà bipartisan espressa a Sala la dice lunga sulla portata degli interessi in ballo.
Nel diritto comune si usa dire che bisogna amministrare con la diligenza del ”buon padre di famiglia”; ma anche questo elementare principio è stato sacrificato sull’altare degli interessi economici di un gruppo ristretto di imprenditori.
Da anni l’urbanistica di Milano, in particolare da dopo l’Expo, ha preso una deriva che, se da un lato vorrebbe portare allo sviluppo di una metropoli moderna, con opere firmate da architetti blasonati e famosi, attraente per i turisti, dall’altro è divenuta sempre meno abitabile per i suoi residenti.
Milano è uno dei maggiori centri del capitale finanziario in Italia e ciò ha portato ad una maggiore presenza di speculazione, corruzione e opportunismo per ottenere il maggior profitto possibile ed enormi rendite.
Se in altre città europee si è tentato di bilanciare lo sviluppo immobiliare con edilizia pubblica che tuteli fasce di popolazione, a Milano ciò non è avvenuto.
Gli operai, i semplici lavoratori, i piccoli commercianti e artigiani, tutte le classi più deboli della società, si sono trovate dentro un tritacarne che rischia di stravolgere le loro vite e di espellerli dalla città.
La cementificazione è in aumento. Gli affitti ed il costo della vita lievitano. L’impoverimento della classe operaia e delle masse lavoratici prosegue senza soste.
Gli studenti fuori sede hanno enormi difficoltà a trovare alloggi e soprattutto a reperirli a buon prezzo: oggi si chiedono 800 euro ed anche più per una stanza. La stessa esperienza la vivono i vincitori di concorsi provenienti da altre regioni d’Italia, affitti cari, costo della vita elevato spesso li spinge a trovare altri posti di lavoro in città meno care.
Milano, con la corruzione attuata dalla borghesia, è lo specchio della putrescenza e del parassitismo del capitalismo nel suo stadio supremo imperialistico, preludio della rivoluzione socialista.
Da Scintilla n.154, settembre 2025
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