Mobilitiamoci contro l’aggressione imperialista e sionista all’Iran, per la pace e la solidarietà fra i popoli!
L’imperialismo statunitense e il suo cane da guardia nel Medio Oriente, il sionismo israeliano, hanno ripreso il 28 febbraio l’aggressione coordinata contro l’Iran, su larga scala.
Sono state colpiti numerosi obiettivi militari e civili, come case, scuole, ospedali, infrastrutture, a Teheran e in altre città iraniane.
Almeno 153 bambine di una scuola elementare di Minab sono state massacrate dalle bombe israeliane. Migliaia, al momento, i morti e i feriti civili. Ecco l’”intervento umanitario e preventivo” di cui parlano i boia Trump e Netanyahu!
L’attacco è stato pianificato da mesi e i negoziati sono serviti solo da copertura mentre si rafforzava, fin dalla guerra dei “12 giorni“, il dispositivo militare attorno all’Iran.
Gli USA dicono di voler rovesciare il regime teocratico dei mullah (obiettivo perseguito da mezzo secolo) e impedire il programma nucleare iraniano. In realtà con la guerra vogliono consolidare il loro controllo economico e politico della regione, rapinare le ricchezze energetiche dell’Iran e guadagnare posizioni geostrategiche rispetto al loro rivale cinese. Questo per difendere a ogni costo la loro declinante egemonia mondiale.
Per Israele si tratta della continuazione della guerra per rafforzare il dominio dello Stato sionista nella regione mediorientale.
La guerra viene presentata dai portavoce dell’imperialismo USA e UE come nell’interesse del popolo iraniano. ”Quando avremo finito il nostro lavoro, prendete il controllo del vostro governo” ha detto Trump. Ma le bombe e i missili lanciati dall’imperialismo statunitense e dal suo alleato sionista non porteranno democrazia e sovranità al popolo iraniano. Al contrario, il movimento operaio e democratico in Iran subisce un duro colpo con questa aggressione imperialista.
Ogni qual volta gli USA e i loro alleati hanno attaccato un paese con il pretesto di un “cambio di regime” hanno portato solo rovina e disastri, massacri e regimi peggiori di quelli precedenti, le ricchezze dei popoli sono state saccheggiate e la repressione si è intensificata.
Gli Stati Uniti sostengono i regimi più reazionari e oppressivi, come l’Arabia Saudita, gli Emirati e lo stato sionista e razzista israeliano. Non sono i liberatori del popolo iraniano ma i loro oppressori. La liberazione del popolo iraniano può venire solo dalla classe operaia e dalle masse popolari stesse!
L’ampiezza e la distruttività dell’aggressione di USA e Israele, l’assassinio di Khamenei, la risposta iraniana contro gli obiettivi USA in Medio Oriente, così come l’inizio delle ostilità fra Pakistan e Afghanistan, indicano che la guerra non sarà breve e si estenderà in una regione che è una polveriera per la sua posizione geografica, le vie di comunicazione e le fonti di materia prima.
La guerra, con la possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, porterà ad un aggravamento della situazione economica, poiché avrà un forte impatto sui rifornimenti energetici, colpirà elementi chiave per la produzione e il commercio mondiale, aumenterà la probabilità di una crisi sui mercati finanziari.
Le ripercussioni di questa guerra, che si sommano a quella in corso in Ucraina e alla perdurante stagnazione, saranno pesanti per le masse lavoratrici del nostro paese, con recessione e licenziamenti, alta inflazione, ulteriori attacchi ai salari e alle libertà democratiche.
In questa drammatica situazione, va denunciato lo spregevole atteggiamento dei rappresentanti delle borghesie della UE: come per Gaza, per il Venezuela e per Cuba pieno consenso alle aggressioni e alle ingerenze USA, nessuna condanna delle violazioni del diritto internazionale!
il governo Meloni continua ad allinearsi alla politica guerrafondaia di Washington, definendo “inaccettabile” la risposta iraniana, non ì’aggressione di USA e Israele. Le “opposizioni“ parlamentari liberal-riformiste dopo aver per mesi incoraggiato la stessa politica che è sfociata in questa nuova aggressione, ora si appellano al governo di estrema destra per una de-escalation.
L’appartenenza dell’Italia alla NATO, un organizzazione di guerra e di terrore diretta dagli USA, ci rende complici dei massacri e delle guerre volute da Trump e ci espone a terribili rischi.
Non si può rimanere in silenzio! Contro questa nuova aggressione imperialista e reazionaria che segue quella avvenuta contro il popolo palestinese, contro il Venezuela, alle minacce contro Cuba, la vibrante protesta proletaria e popolare deve essere sviluppata nei luoghi di lavoro e nelle piazze, come già va succedendo in molti paesi!
Facciamo appello alla classe operaia, alle masse lavoratrici, alle donne e agli uomini amanti della pace, del progresso e della libertà a condannare energicamente l’attacco criminale perpetrato da USA e Israele, unirsi e mobilitarsi contro la guerra imperialista, in difesa della pace tra i popoli.
Realizziamo un ampio fronte unito antimperialista antifascista, per fermare gli imperialisti che sono in lotta fra loro per una nuova spartizione del mondo da realizzare sulle spalle dei lavoratori e dei popoli.
Diciamo basta alla negazione della sovranità e del diritto all’autodeterminazione dei popoli, alla politica di guerra e alla violazione dei più elementari diritti umani.
Stop agli attacchi imperialisti contro i popoli d’Iran, il popolo palestinese, di Cuba e del Venezuela!
Fuori l’Italia dalla NATO e dalla UE, chiusura delle basi USA! Via i guerrafondai dal potere!
Solidarietà con i popoli oppressi e aggrediti dall’imperialismo!
La via che conduce alla liberazione sociale e nazionale, alla fraternità fra i popoli, alla pace e al benessere dei lavoratori è la via della rivoluzione e del socialismo!
1° marzo 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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