No alla criminalizzazione delle lotte operaie e della protesta sociale!
Il governo di estrema destra condotto dagli eredi di un partito fascista, nel suo disegno reazionario volto ad occupare tutti i gangli dello stato, include la criminalizzazione e la repressione di ogni dissenso, quale che sia il metodo con cui è condotto.
Ha cominciato con gli studenti di Firenze e con gli antifascisti, sui quali prosegue in questi giorni l’azione repressiva, per passare ad arresti e fogli di via a sindacalisti combattivi e ad attivisti contro gli sfratti proseguendo – sempre in questi giorni – con la denuncia delle contestatrici del Ministro per la famiglia al salone del libro di Torino e con le indagini sugli operai dell’Ansaldo di Genova per una manifestazione di mesi fa all’aeroporto, tra cui coordinatori sindacali di fabbrica. Quest’ultima provocazione è un preciso attacco alla lotta e all’organizzazione degli operai, evidentemente ispirata dalle forze che puntano a costruire un regime reazionario.
L’azione intimidatrice e repressiva continuerà e si approfondirà man mano che gli episodi di contestazione e lotta si faranno più frequenti. Il governo Meloni cerca così di impedire l’esplosione di un’opposizione sociale e di classe contro licenziamenti, precarizzazione, salari da fame, negazione delle tutele sul lavoro, del diritto alla salute e dell’istruzione, del diritto alla casa, contro il carovita.
Ma si sbaglia di grosso. La maggioranza della classe operaia e delle masse popolari hanno già dato segni di non lasciarsi irretire da vane promesse, elargizioni di pochi spiccioli, dall’uso sfrenato della demagogia sociale con cui il governo cerca di divulgare la falsa idea di ‘lavorare’ per la povera gente, mentre è sotto gli occhi di tutti che la sua politica fa gli interessi della grande borghesia dei monopoli industriali e delle banche, mirando a scaricare sulle spalle degli operai e degli altri lavoratori sfruttati l’intero peso dell’avventura militare in Ucraina e della stagnazione economica.
Mentre esprimiamo solidarietà con quanti sono colpiti per avere difeso il diritto al lavoro e alla protesta, rilanciamo l’appello all’unità e allo sviluppo delle lotte. Basta con l’opportunismo politico e sindacale, le divisioni e le manifestazioni auto-rappresentative! Contro la repressione e le misure reazionarie, per la difesa degli interessi di classe, delle libertà e dei diritti conquistati con decenni di dure lotte, occorre agire con la più ampia unità di azione del proletariato contro l’offensiva del capitale, la reazione politica e la guerra imperialista.
Lavoriamo quotidianamente, in modo costante e sistematico per un largo fronte unico di classe, perché solo con l’unità e la lotta dei proletari di tutti i settori si potrà contrastare efficacemente la borghesia e i suoi governi repressivi e reazionari, avanzando nelle grandi battaglie per i bisogni delle masse, che urtano contro le basi stesse dell’esistenza del capitalismo.
22 maggio 2023
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