NO all’occupazione militare di Gaza! Solidarietà attiva con il popolo palestinese!
Nelle ultime settimane il piano criminale e genocida di Israele ha preso un nuovo e sanguinoso corso. È stato dato il via libera all’occupazione e alla distruzione di Gaza, per espellere i palestinesi che lì vivono in condizioni drammatiche.
L’operazione, denominata “Carri di Gedeone”, è la prosecuzione dell’offensiva lanciata lo scorso maggio che ha colpito la popolazione meridionale della Striscia massacrando intere famiglie.
Per l’occupazione e la pulizia etnica sono impiegati dal governo fascista di Tel Aviv 5 divisioni e 14 brigate con la mobilitazione di 60.000 riservisti che verranno schierati progressivamente entro marzo 2026.
Le operazioni dell’esercito sionista a Gaza City sono iniziate e vanno avanti per sfollare un milione di palestinesi.
Il criminale Netanyahu ha affermato che l’esercito israeliano si occuperà della gestione “umanitaria”, militarizzando gli aiuti e calpestando il diritto internazionale.
Intanto avanza la colonizzazione in Cisgiordania e a Gerusalemme, per impedire qualsiasi forma di statualità palestinese.
In questi frangenti, lo stato pirata sionista, appoggiato dagli USA, ha effettuato bombardamenti prima nello Yemen e poi in Qatar, in violazione della loro sovranità. L’obiettivo dell’attacco a Doha è far saltare i negoziati.
Quanto sta succedendo è un aspetto della lotta per una nuova spartizione imperialista del Medio Oriente, per il controllo delle rotte strategiche e delle fonti energetiche, delle zone di influenza, che si compie mediante azioni di guerra.
Vediamo alcuni dati sul genocidio in corso. Finora oltre 62 mila morti, di cui circa 18.400 bambini. Dall’inizio della guerra, l’aspettativa di vita nella striscia di Gaza è calata di 35 anni. Tra il 2023 ed il maggio 2025 ci sono stati 720 attacchi all’assistenza sanitaria tra cui 125 strutture sanitarie, 34 ospedali e 186 ambulanze.
Gaza detiene il record per maggior numero di morti nel personale medico (più di 1400) e dell’ONU (295).
Il bilancio dei giornalisti ammazzati per non far trapelare quanto avviene in Palestina arriva a 273.
Altro orrendo crimine è la carestia, usata come arma dall’esercito israeliano. L’ONU riporta, dal gennaio di quest’anno, 10 mila casi di malnutrizione acuta nei bambini di cui 1.600 casi di malnutrizione acuta e grave. Questo va ad aggiungersi alle 1,84 milioni di persone che si trovano, secondo la Classificazione Integrata della Sicurezza Alimentare in un rapporto di maggio, in uno stato di insicurezza alimentare acuta.
Israele lavora soprattutto con l’appoggio dell’imperialismo, soprattutto quello USA (ma non scordiamo l’appoggio cinese) e con la complicità dei governi europei, in primis quello italiano targato Meloni.
in Italia, oltre a voler rinnovare il Memorandum militare con Tel Aviv, la borghesia fa affari sulla pelle dei palestinesi grazie a Leonardo S.p.A. e altre aziende.
Tra il 2019 e il 2023 le esportazioni verso Israele sono state pari a 26,7 milioni di dollari in sistemi d’arma e nel 2024 l’Italia ha esportato armi e munizioni per circa 5,8 milioni di euro. Ricordiamo che il socio di maggioranza di Leonardo s.p.a. è il ministero dell’Economia e delle Finanze, con il 30,2% delle quote.
Dati i fatti, ci preme in quanto comunisti ripetere i compiti all’ordine del giorno.
La questione palestinese non è un discorso su cui filosofeggiare al bar bensì una lotta contro l’imperialismo e il sionismo da cominciare in casa propria.
È dovere di ogni comunista e di ogni amante della libertà e della pace fra i popoli contrastare attivamente la complicità del governo italiano con l’occupante sionista esigendo la revoca di ogni accordo con Israele, del trattato con l’UE, sostenendo l’embargo militare, il boicottaggio, l’isolamento internazionale e la condanna dei sionisti e dei loro crimini, l’immediato cessate il fuoco senza condizioni e la fine dell’assedio di Gaza, la ricostruzione e il diritto al ritorno dei palestinesi.
Indispensabile è un’azione di massa che va legata strettamente alla mobilitazione contro la politica guerrafondaia e ai piani di riarmo UE e NATO, alla legge “sicurezza” del governo Meloni che reprime chi si oppone alle politiche padronali e imperialiste.
La solidarietà e il sostegno al popolo palestinese, che si concretizzano in manifestazioni continue in tutto il mondo, così some nell’invio di generi alimentari e sanitari, sono doverosi e vanno praticate massivamente.
La Sumud Flotilla è da poco partita per rompere il blocco e riceve attacchi intimidatori. Come hanno detto chiaro e tondo i portuali genovesi: se sarà fermata, il carico di aiuti sequestrato e interrotti i contatti bisognerà bloccare tutti i porti europei.
Allo stesso tempo ribadiamo che sarebbe un insulto verso i caduti palestinesi trasformare la questione palestinese in una semplice questione umanitaria.
La questione è tutta politica, poiché si tratta del diritto inalienabile all’autodeterminazione dei popoli; una lotta inseparabile dalla questione della liberazione dei popoli e delle nazioni oppresse da giogo dell’imperialismo.
Tale questione si potrà risolvere definitivamente solo abbattendo il potere del capitale, a partire dai nemici che abbiamo in casa che si arricchiscono con l’industria della morte e del terrore.
Oggi realizzare una vera solidarietà significa fermare la macchina bellica, tagliare ogni rapporto con Israele, la NATO e l’UE, rilanciando la concreta prospettiva di un mondo senza sfruttamento e guerre di rapina.
Le ipocrite parole e le strumentalizzazioni delle forze in corsa alle elezioni regionali vanno denunciate con forza.
La situazione rende più necessaria che mai la formazione di un ampio fronte popolare, antimperialista e antifascista, capace di sviluppare una mobilitazione unitaria sul terreno della lotta alla militarizzazione, per la pace, la libertà e il lavoro, per la solidarietà fra i popoli.
Con la forza del proletariato internazionale e dei popoli oppressi sconfiggeremo l’imperialismo, il sionismo e il fascismo.
Da Scintilla n. 154, settembre 2025
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