Novanta secondi

Le lancette dell’”Orologio dell’Apocalisse segnano 90 secondi alla mezzanotte”, il punto più vicino alla catastrofe globale mai raggiunto.

Tra le minacce più gravi, secondo gli scienziati atomici che lo regolano, ci sono la guerra in Ucraina, l’escalation delle armi nucleari, i cambiamenti climatici, la rottura delle norme e delle istituzioni create per mitigare i rischi, le minacce biologiche.

Se gli scienziati si limitano nella loro denuncia ai fenomeni, noi comunisti andiamo alla causa reale che li ha determinati: un modo di produzione moribondo che ogni giorno di più minaccia l’umanità, il regime capitalistico giunto  nel suo ultimo stadio, l’imperialismo.

La negazione di questa causa unisce tutti i reazionari odierni, dagli aperti ideologi dell’imperialismo ai fedeli servitori della borghesia appartenenti al campo dei riformisti.

Ma per quanto essi si sforzino di non riconoscere il legame causale dei disastrosi fenomeni attuali, non per questo esso cessa di esistere. E’ la pratica che lo mette in evidenza.

L’imperialismo non è una politica riformabile con una politica diversa. In estrema sintesi è il dominio del capitale monopolistico.

Dalle aspre contraddizioni dell’imperialismo si esce in un solo modo: con la rivoluzione proletaria che rovescia la dittatura della borghesia e instaura la dittatura del proletariato, abolisce la proprietà privata sui mezzi di produzione, proclama la proprietà sociale e crea rapporti di produzione che si trovano in corrispondenza con il carattere sociale della produzione e in armonia con la natura.

Le forze dell’imperialismo cercano di frenare lo sviluppo dell’umanità, vogliono trascinare la classe operaia e i popoli nell’abisso della borghesia.

Ma lo sviluppo della lotta di classe ha già conquistato ed iscritto nella storia una nuova fase qualitativa dello sviluppo della società, la fase del socialismo proletario.

Questo è il cammino interrotto, che è da percorrere di nuovo.

Non dobbiamo lasciarci spaventare e paralizzare dall’apocalisse nucleare, ma agire in massa e con moltiplicata energia contro gli istigatori di guerra statunitensi, russi, cinesi, francesi, inglesi, israeliani, italiani… i devastatori dell’ambiente, gli sfruttatori e gli oppressori del proletariato e dei popoli.

Per farla finita con la guerra per i profitti, con le armi atomiche e con i cambiamenti climatici è necessario distruggere l’imperialismo e instaurare il socialismo, prima tappa della società comunista.  A questo serve il Partito!

Da Scintilla n.131 (febbraio 2023)

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