Nuovi ostacoli per ricevere gli “ammortizzatori sociali”
Negli ultimi mesi sono aumentati gli ostacoli per i percettori della Naspi (assegno di disoccupazione).
I principali provvedimenti sono stati la creazione della piattaforma SIISL da parte dell’INPS, il nuovo sistema di convocazione dei percettori – in maggioranza proletari in condizione di difficoltà – presso i Centri Impiego, e le delibere regionali.
La piattaforma SIISL è un portale che si pone l’obbiettivo di coniugare i disoccupati con offerte di lavoro, cercando di rendere “autonomi” gli utenti nella ricerca del lavoro.
Tutti i percettori Naspi sono tenuti obbligatoriamente alla registrazione su questo sito, e l’Inps lo ricorda loro con frequenti messaggi minatori.
L’INPS chiede di effettuare l’iscrizione entro un massimo di 15 giorni, a costo della decurtazione del beneficio, ma i problemi informatici del sito non sempre permettono di ultimare la procedura, causando una diffusa preoccupazione.
Dalla fine di febbraio, la procedura di iscrizione per coloro che hanno fatto richiesta per la Naspi è cambiata in modo sostanziale. Ora è direttamente l’Inps a convocare per messaggio gli utenti, una volta accettata la richiesta di Naspi.
Le tempistiche con cui l’Inps convoca i disoccupati sono irregolari, gli stessi rimangono in attesa anche per 2 mesi e spesso non viene fornito un sufficiente preavviso per l’appuntamento.
Da notare che l’assenza all’appuntamento comporta la decurtazione di un quarto della misera mensilità!
Infine, le delibere regionali, come il D.G.R n 336 della Regione Toscana, prevedono per i percettori di ammortizzatori sociali un corso di formazione obbligatorio, indifferentemente dal profilo professionale, dalla condizione socio-familiare e dalla età della persona.
A fare le spese di tutto ciò sono le persone più povere ed emarginate, prive di una automobile e costrette a muoversi per il territorio per recarsi presso le varie Agenzie Formative, gli anziani privi di conoscenze informatiche e gli stranieri che hanno problemi con la lingua.
Denunciamo queste complicazioni che in nome della digitalizzazione dei servizi creano sempre più difficoltà ai proletari in situazioni di difficoltà e con redditi da fame.
Da Scintilla n. 153 – giugno 2025
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