Opponiamoci alle ingerenze e all’aggressione imperialista all’Iran!

Opponiamoci alle ingerenze e all’aggressione imperialista all’Iran!

Solo il popolo iraniano può determinare il proprio futuro!

Una delle caratteristiche più distintive nell’attuale scenario internazionale è l’inasprimento dell’aggressività dell’imperialismo statunitense. La rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha approfondito le contraddizioni interimperialiste, comprese quelle con i suoi alleati tradizionali (v. le divergenze sull’Ucraina e la disputa sulla Groenlandia).

Il suo slogan “Fare di nuovo grande l’America” è un grido di guerra dei più potenti monopoli internazionali e dei settori più reazionari dell’oligarchia imperialista statunitense, orientati a recuperare gli spazi che gli Stati Uniti hanno perso sulla scena economica e politica mondiale negli ultimi anni.

Il governo Trump minaccia il suo popolo e vari paesi del mondo, con sanzioni, dazi, blocchi economici, utilizza le forze armate e milizie fasciste per aggredire migranti e occupare paesi, convertirli in colonie e rapinare le loro materie prime, impadronirsi dei loro territori.

Dopo il Venezuela, si prepara ad un altro atto di brigantaggio internazionale, in combutta col sionismo israeliano, per determinare un “cambio di regime” in Iran favorevole agli interessi dell’imperialismo USA.

Sanzioni economiche, pressioni diplomatiche e militari, operazioni coperte, cyber attacchi e “proxy wars”, sono stati finora usati per indebolire l’Iran e i suoi alleati. Ricordiamo che questo paese è stato bombardato da USA e Israele nell’ambito dell’operazione “Midnight Hammer”, lanciata nel giugno 2025 contro le infrastrutture nucleari iraniane, in connessione con il genocidio a Gaza.

Ora si prepara una barbara aggressione militare che può incendiare l’intera regione.

Questo avviene perché l’Iran oltre ad essere ricco di fonti di materie prime (idrocarburi e minerali) che i monopoli USA vogliono accaparrarsi, è un crocevia strategico delle rotte petrolifere e commerciali in Medio Oriente.

Gli Stati Uniti vogliono accerchiare la Cina, indebolire la Shanghai Cooperation Organization e i BRICS+, alleati dei rivali imperialisti Cina e Russia, rendere più dipendente l’UE, spezzare la resistenza del regime dei mullah contro Israele e gli Stati Uniti in Medio Oriente e assicurarsi il proprio posizionamento strategico nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico.

Ma vediamo cosa sta avvenendo in Iran, in un’atmosfera arroventata dalle minacce imperialiste.

Le proteste popolari vanno avanti da settimane. Il regime dei mullah, al potere da 47 anni, ha risposto con violenza, uccidendo oltre 2.500 persone, effettuando innumerevoli arresti, interrompendo la connessione internet e il segnale GPS.

Il movimento di massa è scoppiato in risposta a decenni di oppressione da parte dell’oligarchia statale teocratica e delle sue politiche economiche che aggravano la povertà e la disoccupazione.

Di fronte alle proteste e agli scioperi iniziati a Teheran e rapidamente diffusi in 31 province, il regime iraniano ha attribuito le rivendicazioni operaie e popolari alle provocazioni delle “potenze straniere” e accusa tutti di “terrorismo”.

Ma la rabbia delle masse iraniane nei confronti del regime non è una novità. La classe operaia e i lavoratori iraniani, che sono scesi ripetutamente in piazza, scioperando e organizzando proteste, sono stati già oggetto di pesanti repressioni in passato.

Anche le azioni intraprese dalle donne iraniane contro la regola del velo obbligatorio imposta dal regime dei mullah sono state represse violentemente.

La lotta del popolo iraniano contro l’oppressione e per le sue esigenze vitali sta ora affrontando una grave minaccia di manipolazione.

L’imperialismo statunitense e Israele stanno cercando di utilizzarla come leva per regolare i conti con il regime, promuovendo Reza Pahlavi, l’erede della monarchia reazionaria e pro-imperialista rovesciata nel 1979.

A tal fine, stanno diffondendo notizie false per dirigere la lotta del popolo iraniano, cercando di impedire qualsiasi sviluppo rivoluzionario e presentando una monarchia corrotta e servile come unica alternativa.

La minaccia di Trump di intervenire militarmente in Iran se il regime continuerà a uccidere i manifestanti è una tattica volta a fare dell’Iran un satellite obbediente e a tenere sotto controllo il movimento operaio e popolare, soffocando le sue proteste e la lotta di classe.

Gli Stati Uniti non agiscono nell’interesse dei popoli, ma nel proprio interesse imperialista. Un attacco degli Stati Uniti all’Iran, apparentemente per sostenere il popolo iraniano, ma in realtà per raggiungere i propri obiettivi strategici, significherebbe un intervento che precipiterebbe ancora una volta i popoli del Medio Oriente, fra cui il popolo palestinese, in un anello di fuoco, con conseguenze disastrose.

Né il neocolonialismo degli USA imperialisti, il regime dei mullah, né l’intervento di Russia e Cina, né una monarchia decrepita, possono essere la risposta alle rivendicazioni politiche ed economiche dei lavoratori e del popolo iraniano.

La liberazione del popolo iraniano dall’oppressione avverrà solo grazie alla forza della classe operaia e dei lavoratori iraniani stessi.

Gli operai che hanno occupato le tre grandi fabbriche metallurgiche di Arak e hanno invitato la popolazione della regione a lottare per proteggere le fabbriche stanno indicando la via verso la liberazione.

Qualsiasi cambiamento politico in Iran è una faccenda che deve essere decisa dallo stesso popolo iraniano. Nessuna potenza imperialista e sionista ha il diritto di intervenire per determinare il futuro politico dell’Iran. Finché le forze armate dell’imperialismo e del sionismo rimarranno nella regione nessun popolo vedrà la pace e la sicurezza.

Sosteniamo la lotta della classe operaia e delle masse lavoratrici iraniane per il salario, il lavoro e le libertà democratiche.

Fuori l’imperialismo dall’Iran e dal Medio Oriente!

16 gennaio 2026

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

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