Organizziamoci!

«Non importa che cosa pensa o fa un operaio individualmente – scriveva Marx – quello che importa è ciò che gli operai, in quanto classe, debbono fare per adempiere la loro missione storica».

Allo stesso modo, il singolo “comunista” che guarda il mondo comodamente dalla finestra, non serve a nulla. È inammissibile, per un comunista, che ci si dimentichi che «la vita sociale è essenzialmente pratica». Il militante comunista non agisce come singolo individuo bensì come parte integrante di un organismo collettivo. Ogni attività del singolo militante deve essere consapevolmente legata alla linea politica, agli obiettivi strategici e tattici della rivoluzione proletaria elaborati oggi dall’organizzazione comunista, domani dal Partito.

Sono inaccettabili gli atteggiamenti di “attesa” o i rapporti “intermittenti” nella lotta per il Partito, dove pochi fanno e tanti temporeggiano (per poi accomodarsi come se tutto gli fosse dovuto).

Se si pensa all’organizzazione comunista come un’entità estranea staccata dal lavoro collettivo, che ogni militante degno di questo nome deve sforzarsi di fare, l’organismo diventa un qualcosa “al di sopra” del singolo e cioè «un fantasma dell’intelletto, un feticcio».

Il “militante” vedendo che, nonostante il suo non-intervento, qualcosa si muove, pensa che l’organizzazione comunista sia un’entità metafisica che tutto fa. Il singolo s’aspetta erroneamente che il Partito venga creato da sé, che operi, e di conseguenza si adagia all’inattività.

La militanza comunista significa definire la propria esistenza in modo consapevole e attivo, subordinando gli interessi individuali agli interessi superiori della classe proletaria e orientando i principali e migliori sforzi personali verso un preciso compito storico: organizzare, promuovere e portare alla vittoria la rivoluzione.

In quanto adesione alla suddetta causa, la militanza è pertanto una responsabilità storica. Richiede uno studio continuo del marxismo-leninismo, un’incessante lavoro tra le masse sulla base dei suoi insegnamenti, il superamento delle difficoltà materiali e politiche di ogni tipo, fra cui il resistere alla repressione mantenendo una condotta coerente in ogni situazione.

Quando tutto sembra perduto, il militante comunista dev’essere quella speranza che ravviva l’animo delle masse oppresse ricordando a tutti che la rivoluzione sociale del proletariato non si può fermare.

L’organizzazione comunista, impalcatura per il Partito, è un organismo vivente, si rafforza con il persistente lavoro congiunto dei singoli militanti. Essa non può essere remissiva, amorfa, passiva, non ben organizzata, e quindi con membri che non lavorano in modo disciplinato e costante.  Al pari di un’orchestra, ogni strumento deve suonare in armonia con gli altri formando un’unica sinfonia.

Per questa ragione, chiamiamo alla lotta tutti i sinceri comunisti e simpatizzanti che hanno deciso di “rimboccarsi le maniche” per costruire l’avvenire.

Ogni compagno/a è chiamato/a a lavorare mettendo a disposizione tempo, capacità ed energie, dando il meglio di sé nell’attività comunista. L’organizzazione si costruisce e si rafforza oggi, non domani,  nell’azione di lotta nella classe, svolgendo propaganda e formando quadri per il partito comunista.

Da Scintilla n. 162, settembre 2026

 

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Organizzazione per il partito comunista del proletariato