Proseguono gli scioperi in Electrolux

Le operaie e gli operai dei 5 stabilimenti italiani Electrolux continuano una lotta decisa contro la multinazionale che ha dichiarato 1719 esuberi e la chiusura dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi.

Dall’incontro al Mimit del 15 giugno è sortita una sospensione di 50 giorni della procedura che è un primo, parzialissimo, risultato della mobilitazione in atto.

Per quella occasione le maestranze hanno scioperato compatte. Gli/le operai/e si rendono perfettamente conto della portata della propria lotta contro una multinazionale la cui attività è finalizzata all’ottenimento del massimo profitto e che sa di avere nel padronato e nel governo antioperaio appoggi potenti.

La mobilitazione prosegue con scioperi articolati, blocco degli straordinari, presìdi ai cancelli, manifestazioni.

Di particolare significato lo sciopero a Porcia il 18 giugno e la contemporanea manifestazione a Pordenone con 2000 partecipanti.

Così come il pacchetto di ore di sciopero in uscita a Forlì per il mancato rinnovo del contratto a termine di un giovane  operaio che ha partecipato ai presidi e alle mobilitazioni per contrastare i licenziamenti.

A Susegana i lavoratori hanno incrociato le braccia per protestare contro le alte temperature in diversi reparti.

Significativa anche la partecipazione ai presidi di giovani e lavoratori di altre imprese e largo l’appoggio della popolazione. L’obiettivo è il ritiro del piano esuberi, dichiarato da tutti “irricevibile”.

Desta preoccupazione la tattica dilatoria dell’azienda, del ministero, dei vertici sindacali, che si sostanzia in una serie di incontri che dovrebbero concludersi l’8 agosto, in pieno periodo di ferie.

Nel primo di questi incontri ciascuno è rimasto sulle proprie posizioni. Di tattiche antioperaie associate a tavoli di concertazione ne abbiamo viste a iosa.

In generale si tratta di tentativi di raffreddare i conflitti, stancare gli operai, dividerli per stabilimenti e andare a compromessi a perdere.

In questo caso, ridimensionare gli esuberi accompagnando una parte degli operai al prepensionamento e alla ricollocazione.

Ma in Electrolux questa tattica di isterilimento della rispota di classe si scontra con la realtà.

Esiste infatti una notevole autonomia di operai, delegati e quadri sindacali intermedi che mantengono tra di loro delle forme di consultazione permanente e di coordinamento, che permettono iniziative più incisive di quelle blande, dilatorie e compromissorie gestite dai vertici sindacali concertativi.

Questa autonomia decisionale crea contraddizioni con le burocrazie impegnate a far passare una linea generale improntata a maggior morbidezza.

In questo quadro rientra l’episodio di Forlì in cui due attiviste sindacali delegate sono state, in piena vertenza, pretestuosamente sanzionate con la sospensione di tre mesi dalla CGIL, per aver denunciato disservizi di patronati atti a difendere i lavoratori.

Non è un caso che proprio  quello stabilimento, anche per merito delle compagne con cui solidarizziamo, è in prima fila nella lotta, con altissime adesioni agli scioperi e rilevante solidarietà del territorio. Tra l’altro in questo momento le delegate e la RSU sono impegnate in una durissima lotta per far rispettare i diritti dei lavoratori a sospendere il lavoro a causa delle ondate di calore.

Anche la decisione di scioperare  in concomitanza del secondo tavolo al Mimit, presa dall’assemblea dei lavoratori/trici di Porcia, va nella giusta direzione.

La posta è l’effettiva organizzazione della lotta che porti non ad un compromesso a perdere, ma ad una vittoria con il ritiro del piano esuberi. per quanto in regime capitalista tutte le vittorie siano sempre parziali e temporanee.

Avanti nella lotta, compagni/e e operai/e di Electrolux!

Da Scintilla n.161, luglio 2026

Enquire here

Give us a call or fill in the form below and we'll contact you. We endeavor to answer all inquiries within 24 hours on business days.
[contact-form-7 id="5208"]
Organizzazione per il partito comunista del proletariato