Regno Unito: gli scioperi si moltiplicano e si rafforzano

Le ondate di scioperi stanno colpendo sempre più aziende private e il settore pubblico si mobiliterà presto. Il movimento operaio e sindacale non aveva sperimentato una tale animazione da trent’anni a questa parte. Se ogni settore si mobilita su temi specifici, il punto comune è la richiesta di un aumento salariale che si aggira intorno al 10%.
L’aumento dei prezzi dei prodotti di consumo è elevato; oltre il 10% in media, con una previsione del 13% per ottobre, con le aziende che trasferiscono tutti gli aumenti sui consumatori. Il settore con gli aumenti più elevati è quello energetico, con un aumento dell’85% annunciato per il prossimo mese. Il numero di famiglie impossibilitate a pagare le bollette dell’elettricità aumenta vertiginosamente.
In questo paese in cui, come dice il segretario generale del sindacato nazionale dei lavoratori ferroviari, marittimi e dei trasporti – RMT, in prima linea in questo movimento, “i lavoratori sono fondamentalmente sottopagati”, gli aumenti salariali sono un’esigenza
vitale per la grande maggioranza.

Gli ostacoli frapposti al diritto di sciopero sono stati superati
Dagli anni ’90, anni della Thatcher, il diritto di sciopero è stato significativamente limitato, attraverso leggi che non sono mai state messe in discussione dai governi successivi. Il movimento sindacale è stato fatto a pezzi da una feroce repressione che ha causato per anni il calo del numero di membri del sindacato. Gli scioperi “selvaggi” sono proibiti e i sindacati devono, come prerequisito per qualsiasi azione, organizzare una votazione sulla stessa promozione dello sciopero. Si ritiene che i lavoratori che, per un motivo o per l’altro, sono assenti da questo voto, abbiano votato contro lo sciopero.
Questa cappa di piombo ha cominciato a incrinarsi all’inizio di giugno, quando i sindacati sono riusciti a mobilitare i lavoratori di alcuni settori, soprattutto nei trasporti, privatizzati ormai da decenni, per l’aumento dei salari e per opporsi a piani di ristrutturazione, ai licenziamenti, alla messa in discussione dei regimi pensionistici…  Le imprese private
volevano far ricadere le loro difficoltà finanziarie sui lavoratori, aggravando le condizioni di lavoro già gravemente peggiorate e continuando a esercitare pressioni al ribasso sui salari. I padroni hanno certamente pensato che “argomenti” come “è colpa della crisi del Covid, della guerra di Putin”… e lo stato di marasma politico creato dalla gestione caotica del governo Johnson permetterebbe loro d’imporre i loro piani senza provocare reazioni
troppo forti, tanto più gli scioperi. Così si sono rifiutati di negoziare, facendo “proposte” per aumenti ridicoli.
Ciò ha solo alimentato la collera dei lavoratori e i sindacati hanno promosso le votazioni per proclamare lo sciopero. L’affluenza – oltre l’80% – a queste votazioni è stata un segno della grande determinazione dei lavoratori.

Ondate di scioperi di massa
Hanno interessato le ferrovie, la metropolitana, gli avvocati difensori d’ufficio, i lavoratori del servizio postale (che nel 2013 è diventato una società privata di logistica), quelli di Amazon, British Telecom, i netturbini in diverse città di tutto il paese, i lavoratori di terra degli aeroporti e oggi i portuali del più grande porto commerciale, Felixstowe, nei pressi di Londra. Si tratta di scioperi di un giorno o otto giorni, che possono essere ripetuti, ogni
volta con la partecipazione di decine di migliaia di lavoratori che paralizzano tutta l’attività della loro azienda. Anche i lavoratori del settore pubblico si apprestano ad entrare in lotta, soprattutto perché gli ultimi aumenti salariali non superano il 2 o il 3%, una miseria! La parola sciopero non è più tabù tra i lavoratori della sanità, che non erano mai entrati in sciopero.

I conservatori sognano una nuova Thatcher e i laburisti “comprendono” ma non sostengono gli scioperi
Una delle ultime leggi antioperaie approvate dal governo Johnson consente ai padroni di utilizzare lavoratori temporanei per sostituire gli scioperanti. Il suo ministro dei trasporti denuncia i sindacati che non rispettano l’obbligo di far votare gli scioperanti sulle proposte dei datori di lavoro – con scioperi seguiti dall’80% !!! – e la candidata alla successione di Johnson, a capo del Partito Conservatore e quindi alla carica di primo ministro, continua a
proclamare la sua ammirazione per la Thatcher. Le sue dichiarazioni sono inequivocabili: “Come primo ministro, non lascerò che il nostro paese sia preso in ostaggio dagli attivisti sindacali”.
Per quanto riguarda il sindaco laburista di Londra, accusa il governo di spingere i sindacati a scioperare a Londra, ma non sostiene gli scioperanti, “perché lo sciopero è un allimento”.

La classe operaia e le masse lavoratrici di questo paese, che è stato a lungo un modello nella lotta al neoliberismo, sono impegnate in una lotta di classe di massa.
Stanno combattendo per sé stessi e per le grandi masse che subiscono in pieno il peso della politica dell’oligarchia britannica di far pagare ad esse la crisi energetica, la crisi economica, la militarizzazione e la politica di guerra dell’imperialismo britannico. Hanno bisogno del sostegno e della solidarietà dei lavoratori, del movimento operaio e sindacale, soprattutto in Europa. Questo è il momento di ricostruire i legami di lotta, tra ferrovieri, lavoratori della metropolitana, portuali, lavoratori dei trasporti e della logistica…

Chiediamo ai nostri compagni e amici, ai nostri lettori, di farlo ora!

Pubblicato su “La Forge”, n. 642
organo centrale del Partito Comunista degli Operai di Francia
Settembre 2022

Traduzione a cura della redazione di “Scintilla”

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