Respingiamo e condanniamo l’aggressione dell’imperialismo USA al Venezuela! Viva la resistenza del popolo venezuelano!
Nella mattina del 3 gennaio 2026 è iniziata l’aggressione militare su larga scala dell’imperialismo USA contro il Venezuela, preparata da mesi di dispiegamento militare nel Mar dei Caraibi, pretesti, menzogne, minacce, assassinii di pescatori e un vergognoso premio Nobel.
Mentre i bombardamenti colpivano i quartieri popolari di Caracas provocando morti e feriti, il fascista Trump ha dichiarato che le sue forze speciali hanno rapito e sequestrato il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e sua moglie, realizzando così un colpo di stato militare simile a quello avvenuto in Cile nel 1973.
Di fronte a questa brutale aggressione che destabilizza la regione e tutte le relazioni internazionali, si sta sviluppando la resistenza della classe operaia e del popolo venezuelano, dei marxisti-leninisti, delle forze antimperialiste, antifasciste e patriottiche, contro la violenza della potenza imperialista più aggressiva e guerrafondaia, un feroce nemico dei popoli, della libertà, della democrazia e del progresso, che si appoggia sugli elementi reazionari e fascisti della oligarchia locale.
Rigettiamo e condanniamo con forza la criminale aggressione USA ed esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori e al popolo del Venezuela, difendendo il suo diritto inalienabile all’autodeterminazione, alla libertà e alla sovranità nazionale.
Chiamiamo gli operai, i lavoratori, la gioventù del nostro paese, tutte le forze antifasciste, antimperialiste, popolari, rivoluzionarie e democratiche, ad alzare la voce, a mobilitarsi e a manifestare appoggio al popolo venezuelano, respingendo senza riserve il piano dell’imperialismo USA che vuole impadronirsi delle riserve di petrolio e delle altre ricchezze del Venezuela, mantenendo il suo dominio nella regione e sottomettendo i popoli.
Denunciamo l’allineamento del servile governo Meloni, complice dell’aggressione USA e sostenitore dei fascisti in Sudamerica. Esigiamo la fine della politica di guerra, riarmo e sacrifici, l’uscita dalla NATO e dalla UE, istituzioni guerrafondaie, antidemocratiche e antipopolari.
In questo momento, con l’esacerbazione delle minacce di guerra e fascistizzazione, diventa ancora più cruciale lavorare per la costruzione di un ampio fronte popolare antifascista e antimperialista, per costruire una forza sufficiente a sconfiggere l’estrema destra e il fascismo.
La lotta è politica, ideologica, economica e sociale, e deve spingere tutte le strutture operaie e popolari verso l’unità e più elevati di organizzazione.
I tragici avvenimenti in corso nel Venezuela, che avvengono in un contesto di acutizzazione della lotta fra potenze imperialiste per una nuova spartizione del mondo, mettono nuovamente a nudo il vero volto della “democrazia” borghese e insegnano che nessuna illusione può essere nutrita sull’imperialismo, che è reazione su tutta la linea, intensificazione dell’oppressione nazionale e guerra di rapina.
Dimostrano che lo sviluppo verso il socialismo e il comunismo passa solo attraverso la dittatura rivoluzionaria del proletariato guidata dal partito comunista.
3 gennaio 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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