Riprendere l’iniziativa! Uniti nella lotta!
Volantino operaio in diffusione
A dispetto delle bugie governative la situazione dei lavoratori sta peggiorando di giorno in giorno.
Nell’industria la situazione è di crisi. Di conseguenza si hanno altra cassa integrazione ed “esuberi”.
I tavoli di crisi al Ministero del “Made in Italy” sono un’ottantina, per la maggior parte di industrie metalmeccaniche.
Emblematico è il caso ex-ILVA, a rischio chiusura, e quello Electrolux con 1250 esuberi..
In genere queste crisi, quando raramente si risolvono, non salvaguardano né occupazione nè salario.
E i tavoli ministeriali hanno la funzione di lasciar decantare le mobilitazioni e impedire la formazione del coordinamento delle lotte.
I padroni approfittano della situazione per intensificare lo sfruttamento. Per chi non è in cassa integrazione i ritmi aumentano. Il clima è da caserma, multe e sospensioni fioccano. E si continua a morire come mosche nei cantieri, nelle officine, sulle strade per andare a lavorare.
Intanto l’inflazione generale è oltre il 4%. Ma sui carburanti è in media il 15%. Su alcuni generi alimentari di largo consumo oltre il 30%. Salgono mutui e bollette. La misura (per un anno) sul bollo auto comporterà altri tagli alla sanità. Stanno aumentando pure le addizionali regionali, la tassazione indiretta.
Malgrado i nuovi contratti rinnovati il potere d’acquisto del salario rimane indietro del 10% sul 2021.
In pensione si va oramai a 67 anni e oltre. Il governo propone l’anticipo a 64 con un assegno fortemente diminuito. Sanità e scuola sono ulteriormente definanziate, mentre salgono le spese militari, che, sotto il volere di Trump e della NATO, prontamente assecondati dal governo reazionario Meloni, dovranno coprire il 5% del PIL.
Dalle prime anticipazioni nella nuova legge di bilancio ci sarà uno sgravio fiscale per settori di ceto medio. Per operai e masse lavoratrici a basso reddito nulla. La pressione fiscale generale (43,3 %) è in aumento.
Viviamo da tempo in un ambito internazionale fatto di guerra, di aggressioni ai popoli, di massacri di popolazioni inermi, in cui il nostro paese è coinvolto con la messa a disposizione dei belligeranti, di armi, attrezzature, basi militari, truppe in “missioni di pace”.
Il legame tra la guerra e il peggioramento generale delle condizioni degli operai è evidente. Il rincaro dei prezzi energetici e dei prodotti alimentari ne sono chiari esempi
In questa situazione il governo Meloni si è adoperato per l’aumento della repressione coi otto Decreti Sicurezza e la fomentata inimicizia contro gli immigrati, che spesso lavorano al nostro fianco, sfruttati come noi.
Di fronte a questa offensiva, il movimento operaio è in ritardo, procede diviso, è tenuto a freno dai vertici sindacali collaborazionisti che temono che la situazione gli scappi di mano. Ma la mobilitazione sta aumentando.
BISOGNA RIPRENDERE OVUNQUE L’INIZIATIVA! I TEMPI DURI RICHIEDONO LA LOTTA DURA!
La base operaia deve chiedere da subito la convocazione di assemblee dove i temi citati siano sottoposti a discussione, e oggetto di mobilitazione. Ove possibile va organizzata la mobilitazione dal basso, scavalcando le burocrazie sindacali e superando il divisionismo tra sigle sindacali, ricercando l’unità con altre situazioni di lotta.
Il salario deve essere aumentato a spese dei profitti. I beni di consumo devono essere calmierati.
Su carovita, licenziamenti, manovra di bilancio, fine del precariato, carichi e ritmi di lavoro, riduzione d’orario, sicurezza sul lavoro, pensioni, sanità, mutui occorre costruire una piattaforma rivendicativa generale, per la difesa intransigente dei nostri interessi economici e politici!
La classe operaia ha già dato. E’ ora che torni compatta nella scena politica, di fronte al padronato e al suo governo amico.
Oltre a rivendicare misure a favore delle masse lavoratrici, vanno rivendicate con forza l’introduzione di tasse e imposte che colpiscano le grandi imprese, i patrimoni dello strato più ricco della società, la tassazione fortemente progressive su profitti, rendite, interessi, redditi. Su scuola, sanità pubblica, casa si deve tornare a investire.
Va richiesta con forza una politica di pace, di rispetto dei diritti dei popoli. Basta aggressioni, distruzioni e vittime innocenti! Basta spese militari! Basta autoritarismo e repressione per chi dissente e protesta!
Occorre richiedere e costruire un vero sciopero generale unitario. Senza settarismi e iniziative separate, senza compromessi con governo e padronato!
Viva l’unità di lotta della classe operaia!
I comunisti sono a fianco degli operai nella lotta per i propri interessi e per l’emancipazione economica e sociale che potrà avvenire solo per operai stessi!
Ottobre 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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