Rubio avvia una nuova caccia alle streghe
Lo scorso 16 luglio il segretario di Stato degli USA, Marco Rubio, ha presieduto una riunione a Washington con i rappresentanti di 67 paesi, fra cui l’Italia. Oggetto: la lotta contro “l’estremismo di sinistra”.
Il discorso pronunciato da Rubio rappresenta un ulteriore passo avanti nella politica repressiva del governo Trump e di tutti quei governi subalterni agli imperialisti statunitensi.
Si tratta di un mix di rozzo maccartismo esteso a livello mondiale e di premeditata volontà di strumentalizzare a fini politici la c.d. “lotta al terrorismo” per reprimere il dissenso e la protesta contro la politica reazionaria e guerrafondaia diretta dall’imperialismo statunitense, sia all’interno, sia a livello internazionale.
Nel suo discorso Rubio si è lanciato senza mezzi termini contro l’antifascismo e il comunismo, con argomentazioni deliranti e mistificatorie, invitando la platea ad un’azione comune contro il pericolo di sinistra, tacendo completamente sulle numerose azioni dei gruppi fascisti.
Cosa c’è dietro questo discorso? Gli Stati Uniti stanno attraversando un periodo di profonda crisi egemonica. Non sono più i padroni incontrastati del mondo. Altre potenze imperialiste e capitaliste in ascesa, come la Cina, aumentano il loro potere economico e politico, entrano nella lotta per la spartizione delle sfere di influenza, le rotte comerciali, le ricchezze naturali.
Lo scontro con la Russia nello scacchiere ucraino è ancora lontano da una soluzione. L’aggressione all’Iran è finita in uno stallo. L’assoluta impunità concessa all’espansionismo israeliano ha aumentato l’instabilità nell’area mediorientale.
Per non parlare del debito pubblico statunitense che è arrivato a 40 trilioni di dollari, con possibili meccanismi di disinvestimento da parte di altre potenze, come il Giappone.
Tutto questo, porta a reazioni furibonde da parte dell’amministrazione Trump. Ed ecco che per nascondere la debolezza strategica si sposta l’attenzione sul “nemico interno”, usando l’arma della criminalizzazione della protesta e dell’opposizione politica per mantenere e rafforzare il gigantesco apparato securitario, assumendo la guida di una coalizione internazionale.
La politica repressiva diventa un’arma per mettere a tacere qualsiasi forma di dissenso. Dobbiamo infatti notare il salto di qualità, dal momento che l’obiettivo è un insieme eterogeneo di “estrema sinistra”, dilatando così enormemente il campo della “sicurezza”.
In questo modo rientrano nel mirino tutti coloro che criticano il sistema capitalistico, organizzazioni popolari, sindacati, attivisti, movimenti studenteschi o organizzazioni di differenti minoranze, e naturalmente i comunisti.
Alle parole di Rubio sono seguiti i fatti. In Italia il collettivo Autistici/Inventati è stato inserito fra le organizzazioni terroristiche, il sito è bloccato, le caselle di posta elettronica non funzionano, l’account PayPal bloccato e Banca Etica ha dichiarato di voler chiudere il conto.
L’imperialismo statunitense non è nuovo a queste ingerenze, ricordiamoci di Stay Behind (Gladio), della strategia della tensione, dei colpi di stato appoggiati e finanziati in sud America e non solo.
Occorre evidenziare come la borghesia utilizzi differenti ideologie reazionarie e fasciste, fra cui il fondamentalismo religioso, per fomentare e istigare l’anticomunismo, per aprire la caccia a chi dissente e protesta, indifferentemente che siano operai, disoccupati, immigrati, minoranze sociali.
Questo serve per ingannare le masse lavoratrici e distogliere la loro attenzione dai gravi problemi che soffrono, dai loro reali nemici, per dividerle, portandole a pensare che gli avversari siano altri oppressi e sfruttati, invece che gli oppressori e gli sfruttatori.
Allo stesso tempo, si restringono gli spazi democratici e si aumenta la repressione verso tutte le possibili forme di dissenso, legittimando l’espansione e il rafforzamento degli gli apparati di “sicurezza”, le “liste nere”, etc.
Tutto ciò riflette gli interessi e gli scopi degli elementi e dei settori più reazionari, più guerrafondai, più sciovinisti del capitale finanziario.
L’antifascismo e la rivoluzione sociale non sono terrorismo! Terrorista è la politica fascista e guerrafondaia degli imperialisti, USA in testa!
Avanti per il fronte unito antifascista e antimperialista!
Da Scintilla n. 162, settembre 2026
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