Safari umani e decomposizione imperialista

Recentemente le procure di Milano e di Sarajevo hanno aperto le indagini su un fenomeno aberrante, il “turismo di guerra”.

Facciamo un passo indietro. Durante l’assedio nella capitale bosniaca di Sarajevo, protrattosi dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, nel mentre delle guerre nell’ex Jugoslavia, le forze serbe avrebbero accompagnato alcuni stranieri, fra cui molti italiani, sulle postazioni serbo-bosniache per “provare l’emozione” di colpire i civili dietro pagamento di ingenti somme di denaro.

Le prime informazioni su questo fenomeno erano apparse nell’aprile del 1995 in un articolo uscito su Oslobođenje, il più importante quotidiano bosniaco.

Con le indagini, ancora in corso, ora si hanno molte informazioni raccapriccianti.

Già negli anni ’90 il Sismi aveva ricevuto segnalazioni su presunti viaggi con “finti soldati” organizzati dall’Italia provenienti da Torino, Milano e Trieste verso i Balcani.

Alcuni dossier, rimasti secretati per decenni, indicavano che lo spionaggio italiano aveva intercettato movimenti sospetti di cittadini diretti in Serbia e in Bosnia attraverso la Slovenia.

Alcuni indizi suggeriscono la presenza di voli dall’Italia all’Ungheria, e poi via terra fino a Belgrado. Da Belgrado a Sarajevo, andavano in autobus o in elicottero a Pale, e poi a Sarajevo.

Ci sarebbe stata anche la pratica di utilizzare voli umanitari, dato il divieto formale sui voli civili, verso la Serbia.

Il passaggio dalla Serbia alla Bosnia Erzegovina fino a Pale veniva effettuato con furgoni, autobus, ma anche con elicotteri militari serbi, violando il divieto di sorvolo.

L’ex funzionario dei servizi segreti della Serbia Jovica Stanišić, condannato per crimini di guerra, avrebbe svolto un ruolo chiave in questo “servizio”.

Protetti da ufficiali serbo-bosniaci, i “turisti” avrebbero preso parte a vere e proprie “sessioni di tiro” contro civili disarmati, ambulanze e persino bambini.

Queste “sessioni” avevano anche un tariffario dove ogni “preda” aveva un prezzo (i bambini costavano di più, donne e anziani erano gratis).

I “clienti” erano persone molto ricche e influenti, con ovvie coperture politiche, che potevano permettersi economicamente il “safari”, tra cui appassionati di caccia e armi vicini all’estrema destra. Tra i “turisti” figurerebbe un triestino di mezza età, ex militare con legami nell’estrema destra europea e un imprenditore lombardo.

I crimini che stanno venendo a galla sono l’ennesima manifestazione della decomposizione dell’imperialismo che produce fascismo, militarismo, mercenarismo e abiezione morale.

Non c’è esempio più macabro di esponenti della classe borghese che, nel fine settimana, pagano per “sentire l’emozione” di uccidere civili inermi.

L’ideologia che sta dietro l’orribile fatto di cronaca, che richiama alla memoria la barbarie delle SS naziste, non è poi così diversa da quella di chi sfrutta e opprime la classe operaia con condizioni lavorative infernali, la disoccupazione, gli omicidi sul lavoro…

Il fascismo avanza e non smetteremo di denunciarlo e di lottare a fianco di tutti gli sfruttati e gli oppressi.

Ci stiamo avvicinando sempre di più ad una dittatura borghese aperta nella quale i padroni e i loro governi spingono alla guerra irretendo i giovani con la retorica sciovinista, normalizzano le guerre imperialiste e le finanziano sul sangue dei proletari.  Lo abbiamo spiegato nell’articolo “Politica di guerra e militarismo in Italia” disponibile sul nostro sito.

È doveroso rendere coscienti gli operai, così come i sinceri pacifisti e gli amanti della libertà, delle barbarie del sistema capitalista-imperialista per mostrare che solo con il proletariato al potere si può cambiare rotta verso un futuro basato sull’eliminazione dello sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano e di conseguenza aprire la strada verso il progresso dell’umanità.

Da Scintilla n. 156, dicembre 2025

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