10 febbraio: sbarrare la strada alla reazione e al fascismo
Il 7 gennaio scorso circa mille fascisti si sono presentati a Roma, in Via Acca Larenzia, in forma paramilitare, per esibire simboli fascisti ed esaltare l’aberrante ideologia nazifascista, sfruttando il clima politico a loro favorevole, essendo al potere un governo di estrema destra.
La polizia, come al solito, si è limitata ad assistere passivamente.
Alcuni esponenti istituzionali, come il governatore della regione Lazio e un assessore comunale del PD, erano presenti nella bieca celebrazione fascista.
Lo Stato borghese che esiste oggi in Italia possiede, nella Costituzione repubblicana antifascista del 1948 e nelle leggi successivamente approvate, gli strumenti per agire contro le organizzazioni fasciste e contro le loro intimidazioni e aggressioni squadristiche.
Essi consentono al governo di sciogliere le organizzazioni fasciste e, in casi di necessità e urgenza, di sciogliere le bande di delinquenza politica fascista.
Ma nessun governo borghese ha messo in pratica queste misure, così come le forze dell’ordine capitalista non intervengono quando i fascisti violano apertamente le leggi esistenti, colpendo invece gli antifascisti.
La recente sentenza della Cassazione che stabilisce che il “saluto romano” non è reato, a meno che ci sia il pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista, oppure ci siano programmi concreti e attuali di discriminazione razziale o violenza razziale, dimostra che la borghesia tollera e favorisce l’attività pubblica dei gruppi fascisti, mentre si approfondisce la fascistizzazione dello stato e la militarizzazione della società.
Da parte loro, i riformisti, mossi dalla preoccupazione di presentarsi come i più affidabili sostenitori dell’attuale regime sociale, si adoperano per nascondere la natura di classe del fascismo e permettono con la retorica della “pacificazione nazionale” la penetrazione fra le masse degli esponenti di un’ideologia e una politica criminale.
Il fascismo è un’arma della borghesia che viene mantenuta, finanziata e “addestrata” per essere utilizzata come forma di dittatura terroristica aperta dei gruppi più reazionari, sciovinisti e guerrafondai del capitale finanziario in momenti storici di crisi acuta dell’ordinamento borghese, quando la classe dominante non è più in grado di dominare con i vecchi metodi parlamentaristici.
All’interno della sua aberrante ideologia, composta da sciovinismo, razzismo, xenofobia, corporativismo, militarismo, l’aspetto fondamentale ed unificante del fascismo è l’anticomunismo, l’odio verso la classe operaia cosciente e organizzata.
Nel quadro dell’aggravamento della crisi generale del capitalismo la reazione, la fascistizzazione e il fascismo avanzano assieme alla liquidazione delle libertà democratiche, alla repressione delle lotte operaie e popolari, al riarmo e alle aggressioni imperialiste contro i popoli.
Solo l’unita di lotta del proletariato, solo una vera e propria mobilitazione di massa può fermare questi processi reazionari e guerrafondai, cacciando i governi che li fomentano.
In questo senso il corteo antifascista indetto a Firenze per il 10 febbraio (il “giorno del ricordo” costruito sul revisionismo storico) è un esempio della lotta da portare avanti, integrandola nella denuncia del sistema imperialista per sviluppare la coscienza della necessità del suo abbattimento rivoluzionario.
Militanza Comunista Toscana
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia
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