Scioperare per difendere il diritto di sciopero!
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Gli scioperi dello scorso novembre, hanno riportato alla ribalta un argomento molto serio e delicato, quello del diritto di sciopero.
Questa è l’arma primaria che hanno i lavoratori per rivendicare i loro diritti, cercare di sminuirne l’importanza e l’efficacia vuol dire cercare di limitare e reprimere la libertà dei lavoratori.
Nel nostro paese esiste già una legislazione fortemente penalizzante di questo diritto; quindi, ancor di più risultano insopportabili le parole e le azioni del governo Meloni e le parole della presidente dell’Autorità garante che arriva ad auspicare ulteriori limitazioni legislative.
Purtroppo, se siamo arrivati a questa deriva lo dobbiamo anche ai vertici confederali che fin dalla nascita del sindacalismo di base, hanno richiesto a gran voce una legislazione che limitasse il diritto di sciopero, con l’idea di riuscire a contenere la combattività del sindacalismo di base e conseguentemente di sbarazzarsi di scomodi concorrenti.
Basta recuperare gli articoli di giornali dell’epoca per poter trovare le ributtanti dichiarazioni di personaggi come Cofferati.
D’altronde, per capire meglio l’iter della legge 146 è sufficiente leggere la relazione dell’autorità di garanzia, presentata al parlamento nel 2023, che a pag. 10 recita: “i tratti distintivi della disciplina italiana introdotta dalla legge 12 giugno 1990, n. 146, (…) modificata dalla legge n. 83 del 2000. Frutto di un lungo confronto parlamentare, ma anche del dialogo e della condivisione dei suoi principi ispiratori con le principali organizzazioni sindacali che, mostrando grande sensibilità dinanzi alle preoccupanti conseguenze per i cittadini derivanti da una serie di scioperi “selvaggi” proclamati dai sindacati di base, hanno fornito un apporto fondamentale alla sua stesura”.
Oggi questa complicità si ritorce anche contro i dirigenti confederali, che ingenuamente hanno sempre pensato di potersi sedere ai tavoli del potere per poter racimolare le briciole che i governi di turno gli concedevano.
Non hanno mai pensato che in un sistema economico come quello capitalista, in cui le crisi economiche non sono frutto del caso, ma sono parte integrante del sistema, prima o poi anche le briciole possono essere un lusso ed allora la legge 146 può essere un’arma contro tutti i lavoratori e tutte le sigle sindacali.
Quando i periodi di crisi economica si fanno più duri, anche gli abbellimenti e i teatrini concertativi diventano superflui e il sistema tenterà di eliminare qualsiasi opposizione dei lavoratori, anche la più blanda e addomesticata.
Questi eventi devono diventare un monito per tutti noi, per tutti i lavoratori.
Il diritto di sciopero deve essere difeso, non vi può essere alcun cedimento in tal senso e la migliore difesa la facciamo scioperando e rivendicando i nostri diritti.
Comunque, è anche ora di ragionare seriamente sull’abolizione della stessa legge 146.
Da Scintilla n. 141, gennaio 2024
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