Solidarietà ai lavoratori della Hydro di Feltre (BL)

Il 26 novembre i 115 dipendenti della Hydro di Feltre hanno saputo che dal 1° gennaio 2026 saranno licenziati.  I capitalisti festeggiano così l’anno nuovo, gettando sul lastrico i proletari.

Attualmente la storica fabbrica, che produce manufatti in alluminio con basso impatto energetico, è proprietà di una multinazionale norvegese del settore e delle energie rinnovabili che ha deciso la chiusura di alcuni stabilimenti europei, in Germania, Olanda, Gran Bretagna, per un totale di 730 lavoratori.

Questo avviene nell’ambito di un piano di ristrutturazione internazionale che taglia unità produttive dove maggiori sarebbero i costi di ristrutturazione e ammodernamento, in un contesto di calo del mercato. Costi che per il padronato sono sottrazioni di profitto di fronte alle quali reagiscono tagliando da una parte e spremendo più plusvalore dall’altra.

I dipendenti hanno saputo della chiusura per l’immediata esclusione dal lavoro dei lavoratori interinali.

Immediata è stata la risposta degli operai della Hydro di Feltre che sono entrati in lotta scioperando e bloccando le merci ad oltranza, giorno e notte, nell’intento di far recedere la proprietà dalla decisione.

Hanno inoltre stabilito un presidio permanente, al quale è arrivata una larga solidarietà della popolazione locale.

Solidarietà arrivata anche dai colleghi dell’altro stabilimento Hydro di Ornago (Monza) che hanno deciso il 3 dicembre, giorno dell’incontro tra rappresentanze sindacali e azienda, uno sciopero di 4 ore.

Tale incontro non ha sortito nulla di fatto. La multinazionale non intende recedere.

A fronte di questo, per un malinteso “senso di responsabilità” sostenuto dalle burocrazie sindacali,  i lavoratori hanno deciso di sospendere la protesta e di ritornare al lavoro.

L’atteggiamento di chiusura della controparte avrebbe dovuto semmai essere argomento per tenere duro, inasprendo la mobilitazione.

Evidentemente hanno prevalso le pressioni di quanti si professano “amici” degli operai, ma in realtà vogliono sopprimere esperienze di lotta che rompono la pace sociale, e pongono nel concreto il problema di resistere e di respingere l’attacco padronale.

Ovvio che non finirà qui e la lotta ripartirà.

In Italia l’emergenza licenziamenti è sempre più ampia, dalle grandi aziende della meccanica e della chimica alle aziende minori dove gli operai sono meno attrezzati in quanto a capacità di resistere.

Anche il Veneto non vi sfugge: Hydro Extrusion è in “buona” compagnia di Berco, Speedline, Campagnolo, Lenze, Piva Group, Ammann Italy ed altre realtà che dovrebbero collegarsi fra loro.

Non è con l’arrendevolezza che si affrontano situazioni destinate a moltiplicarsi con il rallentamento dell’economia. Così da un lato si instilla  l’idea che di fronte all’attacco padronale non si può fare nulla, dall’altro si insiste nella pratica della collaborazione di classe che indebolisce i lavoratori e rafforza il padronato.

NO ai licenziamenti!

Basta con l’attendismo e il collaborazionismo che portano alla sconfitta!

Fiducia nella forza e nella capacità di lotta della classe operaia!

Ai lavoratori Hydro che per più giorni hanno fatto quello che si doveva fare e che presto ricominceranno a mobilitarsi in massa va la nostra piena solidarietà.

3 dicembre 2025

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

Enquire here

Give us a call or fill in the form below and we'll contact you. We endeavor to answer all inquiries within 24 hours on business days.
[contact-form-7 id="5208"]
Organizzazione per il partito comunista del proletariato