Solidarietà con la lotta di liberazione del popolo palestinese! Stop alla campagna repressiva!
La solidarietà internazionale con il popolo palestinese, oltre a costituire un importante fatto politico per la capacità di coinvolgimento di larghe masse popolari, ha nei mesi scorsi ottenuto il risultato di isolare politicamente lo stato sionista e attenuare il massacro genocida dei palestinesi a Gaza.
Tale massacro peraltro continua anche nelle condizioni del “patto di pace” di Trump e Netanyahu, mentre nel silenzio internazionale si moltiplicano in Cisgiordania le aggressioni e la pressione criminale dei coloni sionisti, spalleggiati dal governo israeliano.
Ebbene, dopo il culmine della mobilitazione dei mesi scorsi, sta imperversando in tutto il continente una reazione politico-giudiziaria volta a colpire il movimento di solidarietà con il popolo palestinese.
Nel democraticissimo Regno Unito, centinaia di attivisti languono per questo nelle galere. Greta Thunberg, “rea” di aver esposto in quel paese un cartello per la liberazione degli attivisti pro-Palestina, è in stato di arresto. Anche in Francia e in Germania la repressione colpisce la solidarietà al popolo palestinese.
Da noi, non si sa con quale grado di supporto da parte degli apparati israeliani in primis, la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo assieme a quella di Genova hanno portato avanti un’indagine che ha portato all’arresto di nove attivisti palestinesi accusati di appartenere ad Hamas e di aver dirottato verso questa organizzazione dei fondi, oltre a un numero non ancora precisato di indagati a vario titolo.
Di fronte a questa campagna repressiva, ribadiamo che il popolo palestinese ha il pieno e inalienabile diritto di decidere il proprio destino e di lottare contro l’occupazione militare straniera dei suoi territori, come lo avevano i nostri Partigiani durante la Resistenza al nazifascismo.
Riteniamo che spetterà solo al popolo palestinese giudicare i programmi delle sue organizzazioni e la condotta della lotta di liberazione, non ai tribunali dei paesi imperialisti occidentali che hanno gravissime responsabilità nel genocidio di quel popolo e nell’occupazione della sua terra.
Quanto all’opinione comunista è presto detto: nelle condizioni dell’occupazione sionista e della dipendenza del popolo palestinese, i movimenti nazionali palestinesi vanno considerati oggettivamente e su scala internazionale, dal punto di vista dei risultati concreti della lotta al sionismo e all’imperialismo, dei passi effettivi compiuti sulla via della liberazione, non dal punto di vista delle “liste nere” fornite dalle classi dominanti dei vari paesi; parimenti, vanno denunciate come reazionarie le operazioni dei “democratici” governi e delle forze “progressiste” che vogliono mantenere la situazione di oppressione imperialista e sionista.
Segnaliamo che nessuna azione penale è mai stata intrapresa in Italia contro i collaboratori attivi, tra cui esponenti governativi, dello stato israeliano, nonchè dei dirigenti delle aziende che lo hanno rifornito di armi durante il genocidio.
La stessa Procura ravvisa il carattere criminale delle azioni commesse dal governo israeliano contro il popolo palestinese. Ma, trincerandosi pilatescamente dietro la competenza della Corte Penale Internazionale, non procede contro tale terrorismo di stato che ha provocato decine di migliaia di vittime civili, stragi e omicidi mirati, così come contro i finanziatori, sostenitori e complici di Israele e delle sue organizzazioni.
Con ciò dimostra ancora una volta il carattere di classe della giustizia borghese, oggi in sintonia con un governo di estrema destra che si rifiuta di riconoscere, con la scusa di Hamas, lo Stato indipendente di Palestina e continua ad avallare la politica colonialista e di guerra di USA e Israele in Medio Oriente.
Non a caso l’operazione repressiva era stata preceduta da un esplicito attacco di Meloni ai movimenti palestinesi, che ora esprime “soddisfazione per l’operazione” giocando la carta della criminalizzazione della solidarietà al popolo palestinese e continuando a supportare quanto sta avvenendo ai danni del popolo palestinese sottoposto a indicibili sofferenze.
Contro la repressione, a fianco del popolo palestinese in lotta per la sua autodeterminazione e il diritto al ritorno!
La solidarietà con il popolo palestinese non è terrorismo, ma appoggio ad uno storico processo di lotta di liberazione di massa!
Libertà per tutti i prigionieri palestinesi!
NO alla politica di riarmo e guerra imperialista! Rottura di ogni relazione con Israele!
Via il governo Meloni!
29 dicembre 2025
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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