Spagna: Di fronte alla convocazione delle elezioni e dello sciopero generale: TUTTI IN SCIOPERO!
Comunicato della Segreteria del Comitato Centrale del Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista)
Pedro Sánchez ha indetto le elezioni generali per la fine di novembre. Lo scioglimento delle Cortes e la costituzione della Commissione permanente gli consentiranno di presentare due nuovi testi legislativi che riprendano l’essenziale di quanto respinto dall’Aula del Congresso venerdì 2 ottobre, affinché siano discussi in seno alla Commissione permanente. Se venissero approvati, rappresenterebbero un relativo sollievo temporaneo alla situazione opprimente che affligge oltre 8 milioni e mezzo di persone nel nostro Paese. Ma non sarà una vittoria del governo di coalizione; è una vittoria della mobilitazione popolare che, come sottolineano i portavoce del Sindacato degli inquilini, ha ottenuto in otto giorni più di quanto il governo di coalizione abbia fatto in otto anni.
La mobilitazione è riuscita a portare la lotta politica nelle piazze, a restituire alla nostra classe e al nostro popolo l’iniziativa che era stata sottratta dai tribuni borghesi, i quali se ne erano appropriati per impantanarla nei meandri delle istituzioni dello Stato monarchico; è riuscita a costringere all’azione i sindacati rimasti paralizzati per tutto questo tempo, impegnati in un dialogo sociale inesistente e in attesa delle decisioni di un governo incapace di rappresentare gli interessi della maggioranza lavoratrice che li ha votati come male minore di fronte all’avanzata della destra e del fascismo; è riuscito a dimostrare che la gioventù lavoratrice non è estranea alla politica e si è posta alla guida della lotta popolare; ed è riuscito, soprattutto, a dimostrare che se il fascismo ha guadagnato terreno è perché fino ad oggi non gli è stato opposto alcun fronte.
Le migliaia di giovani che hanno guidato le manifestazioni e gli accampamenti in tutto lo Stato hanno difeso con il proprio corpo coloro che l’ordine borghese sfrattava dalle loro case, hanno dimostrato senza ombra di dubbio che i burattini fascisti, i padroni e i finanzieri di questo paese, i loro servitori intellettuali e politici, non sono nulla quando il popolo entra in azione.
Non siamo ingenui; sappiamo che la vittoria del fascismo alle prossime elezioni renderebbe più ardua la difesa dei diritti conquistati; non siamo ingenui, sappiamo che non ci sono ancora le condizioni per regolare i conti con un regime erede diretto di una dittatura fascista, le cui istituzioni continuano a tenere in mano gli strumenti per imporre, sulla maggioranza lavoratrice, la politica che interessa a una minuscola minoranza di speculatori, banchieri e parassiti. Ma sappiamo anche che solo lottando si potrà andare avanti.
Le centinaia di migliaia di lavoratori che sono scesi in piazza hanno dimostrato la loro forza, la forza dell’unità e della determinazione; hanno potuto constatare che, quando il popolo si ribella, non c’è minaccia che possa fermarlo. Oggi la politica è in piazza; è stata risvegliata dalla forza di un popolo stanco dello sfruttamento e della violenza, ma anche dell’impotenza e della demagogia.
L’espressione della lotta, della combattività e della coscienza di classe si diffonde attraverso gli accampamenti e le manifestazioni che non si fermano mai. Il 2 ottobre un parlamento di monarchici leccapiedi ha ignorato le richieste del popolo che dicevano di rappresentare; e la decisione di quest’ultimo è quella di continuare la battaglia organizzando uno sciopero generale che raccolga le aspirazioni in materia di alloggio e che debba progredire nel garantire salari dignitosi, sanità e istruzione pubblica di qualità, diritti sociali e una politica di pace. Il nostro partito, con tutti i suoi militanti, continuerà a impegnarsi per gli obiettivi di coloro che ora prendono la parola e si rifiutano di cederla nuovamente a chi non ha saputo mantenere la propria.
Per portare avanti queste rivendicazioni, per avanzare verso una democrazia popolare e piena, per regolare i conti con un regime che ci ignora e calpesta i nostri diritti, le priorità oggi sono: ORGANIZZARSI in organizzazioni di classe e creare e/o sviluppare e rafforzare il tessuto sociale; ORGANIZZARSI e PREPARARE insieme LO SCIOPERO GENERALE; creare COMITATI PRO-SCIOPERO nei quartieri, nei luoghi di lavoro e di studio.
Adesso la parola spetta al nostro popolo, l’iniziativa spetta alla nostra classe.
Avanti con lo sciopero generale!
Avanti con la lotta popolare!
Viva la lotta della classe operaia!
6 ottobre 2026
Segretaria del Comitato Centrale del PCE (m-l)
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