Stalin è la linea di demarcazione verso il revisionismo e l’opportunismo

Ricordare e celebrare oggi, a 71 anni dalla sua morte, il pensiero e l’opera rivoluzionaria di Giuseppe Stalin ha un significato particolare.

La straordinaria attualità del suo insegnamento politico, teorico e pratico rivoluzionario, della capacità di dirigere la lotta contro l’imperialismo e il fascismo sfruttatori, assassini e guerrafondai, per la costruzione del socialismo e della pace fra i popoli, ne fanno un punto di riferimento indispensabile per ogni sincero comunista, per ogni proletario cosciente, specie in questo periodo di aggravamento della crisi generale del capitalismo e di inasprimento di tutte le principali contraddizioni della nostra epoca.

Stalin è stato un gigante del pensiero e dell’azione che ha dedicato tutta la sua vita alla causa dell’emancipazione della classe operaia e della liberazione dei popoli oppressi, seguendo gli insegnamenti di Lenin e sviluppandoli ulteriormente sotto diversi aspetti.

Dopo la morte di Lenin nel 1924, Stalin guidò il Partito bolscevico e la realizzazione del socialismo in Unione Sovietica, offrì il sostegno alla rivoluzione e alla edificazione del socialismo in altri paesi, sviluppò la funzione internazionalista della Terza Internazionale comunista, guidò l’Armata Rossa nella sconfitta del nazifascismo, appoggiando la lotta partigiana in Europa. Grazie alla sua direzione rivoluzionaria avanzò il campo socialista antimperialista e democratico a livello mondiale.

Per questo diciamo che Stalin rappresenta il punto più alto dell’esperienza del proletariato al potere, con le grandi conquiste e vittorie ottenute.

Non si tratta del problema di una “persona”, come cianciano gli opportunisti, ma di ciò che questa grande personalità ha rappresentato e della funzione che ha svolto per il bene della classe operaia e dei popoli. Per noi Stalin non è un’icona da venerare, ma una radice robusta del nostro passato e una preziosa fonte di ispirazione e mobilitazione per il nostro presente e per il futuro.

La “questione Stalin” definisce l’atteggiamento di classe, il riconoscimento nella pratica dell’esperienza storica della dittatura del proletariato, che è il contenuto essenziale della rivoluzione proletaria e dell’edificazione del socialismo, in marcia verso il comunismo. Essa ha perciò un’importanza enorme.

Numerosi sono gli insegnamenti che il compagno Stalin ci ha lasciato, in particolare per quanto riguarda la natura, le caratteristiche, i compiti e l’organizzazione del Partito rivoluzionario del proletariato, in aperto contrasto con le concezioni revisioniste, opportuniste, piccolo borghesi.

Ieri come oggi per avanzare sulla strada del Partito, per stare nelle lotte da marxisti-leninisti, è indispensabile apprendere,  difendere e affermare il pensiero e l’opera di Stalin, le sue concezioni sull’avanguardia organizzata e cosciente della classe operaia, distinguendoci nettamente dai borghesi e dai piccoli borghesi.

Chi non ammette ciò non può svolgere alcun ruolo positivo nel processo di ricostruzione del Partito comunista.

Stalin è una cartina di tornasole. Il riconoscimento della sua figura e della sua opera, con cui si è incarnata la dittatura del proletariato, terrore dei borghesi, dei fascisti e dei revisionisti, è e resta una netta linea di demarcazione nella lotta per il Partito comunista.

Proporre percorsi e processi per il Partito senza difendere e valorizzare la figura e l’opera di Stalin, vuol dire solo mirare a conciliare il leninismo con il revisionismo, vuol dire mettersi, lo si voglia o no, dalla parte di chi per decenni ha demonizzato Stalin vomitando tonnellate di menzogne.

I ciarlatani che evitano qualsiasi riferimento a Stalin, che tacciono o oscurano la sua figura e la sua opera dietro il preteso superamento della  “logica divisiva”, sono degli imbroglioni opportunisti che cercano di mettere in piedi ammucchiate senza principi per “ricomporsi” con trozkisti e personaggi equivoci. E la storia insegna che tutti coloro che hanno ripudiato o attaccato Stalin sono prima o poi affondati nel pantano dove sguazzano i reazionari.

La lotta per il Partito comunista deve quindi proseguire tenendo ben fermi i principi, le concezioni e la pratica vivente del proletariato rivoluzionario: leninismo contro opportunismo; analisi scientifica della realtà contro empirismo eclettico; intervento politico rivoluzionario contro economicismo; marxismo-leninismo contro revisionismo, trotzkismo e conciliatorismo; centralismo democratico contro personalismo e coordinamentismo; rigorosa formazione teorica contro confusionismo e deviazioni di ogni tipo; internazionalismo proletario contro social-sciovinismo e localismo.

Avanti compagni, seguendo gli insegnamenti dei nostri maestri Marx, Engels, Lenin e Stalin! Unitevi al nostro lavoro!

5 marzo 2024

Militanza  Comunista Toscana

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia   

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