Stragi di stato
Non possono esservi dubbi: la strage di migranti avvenuta davanti la spiaggia di Cutro è il risultato della politica razzista e guerrafondaia seguita dal governo reazionario di Meloni e della UE imperialista.
Una politica criminale – da tempo fatta propria da tutti i partiti borghesi e tradotta in leggi come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, in accordi con i regimi dei torturatori africani, etc. – che impedisce o ritarda il soccorso in mare per respingere i migranti, che spinge all’indifferenza e all’odio verso le popolazioni che fuggono dai loro paesi devastati da aggressioni e saccheggi imperialisti, che criminalizza e ricatta i migranti per sfruttarli a sangue.
Quella di Cutro è stata una strage di stato, frutto di precise scelte politiche, ma non è certo la sola.
Dalle denunce dei familiari e dai verbali dell’inchiesta Covid a Bergamo ne emerge un’altra, non meno orribile: più di quattromila vittime che si sarebbero potute evitare chiudendo la zona. I governatori locali e centrali sapevano dei contagi, ma non vollero prendere le misure dovute.
Non fu fatto per garantire il massimo profitto alle aziende, come esigeva Confindustria. Sotto la ruota juggernaut dell’accumulazione capitalistica dovevano finire non solo gli operai e le operaie, ma anche i loro padri e le loro madri anziani, i loro figli. Una precisa scelta politica, anche in questo caso.
Di fronte a stragi di stato come quella di Cutro e di Bergamo, così come alla strage quotidiana dei morti ammazzati sul lavoro, per l’amianto, etc., i capitalisti e i politicanti borghesi dalle mani sporche di sangue continuano a giocare allo scaricabarile, respingendo ogni responsabilità, spargendo lacrime di coccodrillo.
Incompetenza? Superficialità? Mancanza di comunicazioni e di coordinamento?
No, le stragi di stato non sono dovute a questo, ma al fatto che chi detiene il potere prende posizione e agisce secondo gli interessi del capitale, con logica predatoria.
Quella che per i lavoratori, i migranti, gli anziani, è una tragedia, per i padroni e la classe politica votata alla sopravvivenza dell’infame sistema capitalista-imperialista è una virtù, perché fa girare i suoi ingranaggi.
Pertanto, è necessario sbarazzarsi per via rivoluzionaria del capitalismo tanto quanto della sua macchina di oppressione e violenza statale, aprendo le porte al socialismo, un ordinamento sociale nuovo e più elevato.
Per dirigere questa lotta non ci stanchiamo di chiamare la parte migliore del proletariato ad organizzarsi in Partito comunista.
Da Scintilla n. 132, marzo 2023
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